IL GOVERNO LETTA DÀ IL VIA ALLE DANZE SQUADRISTE

Chi ha visto sa la verità: ma non ha solo gli occhi, ha anche la bocca per dirla. I testimoni che hanno assistito alle scene di violenta repressione che ieri hanno avuto luogo in via San Sebastiano raccontano di aver visto «la polizia accanirsi su questi ragazzini, che hanno iniziato a gridarle tutti contro perché l’atto di violenza è stato proprio palese», di aver visto le forze dell’ordine «caricare senza alcun motivo i manifestanti» e addirittura «uno dei poliziotti prendere una pietra, probabilmente per giustificare l’attacco» [da cui la presunta e inesistente sassaiola di cui riportano molti giornali, ndr.], di aver visto «un cordone di celerini scendere giù e manganellare proprio a freddo i ragazzi che stavano lì, fermi, con lo striscione, gridando gli slogan», di aver visto gli studenti opporsi al tentativo dei poliziotti di prendere lo striscione «ma non con violenza». Eppure, «questi hanno cominciato a tirare “mazzate di morti”, proprio col manganello, a questi ragazzi che erano proprio IN-DI-FE-SI», dato che – qualcuno l’ha sentito – «la persona che gestiva i poliziotti aveva ordinato loro di legarsi i caschi, perché avrebbero dovuto caricarli immediatamente, anche se loro non avessero fatto gesti violenti o estremi». La gente del quartiere si è scandalizzata, ma a chi ha chiesto conto degli accadimenti la polizia ha risposto minacciandolo ostinatamente di percosse in caso avesse parlato. Questo è l’inquietante quadretto che emerge dalle interviste (guarda il video) a coloro che, in maniera non esattamente indiretta, hanno vissuto con noi l’assurdità delle feroci cariche della polizia in pieno centro storico.

Ma facciamo un passo indietro: torniamo a quella stessa mattina (guarda il video) che ha inaugurato le “danze squadriste”. Circa cento tra studenti e ricercatori napoletani si erano riuniti in presidio in piazza Plebiscito, per contestare la visita di bella facciata del neo-Ministro dell’Istruzione Carrozza e per esprimere solidarietà agli universitari della Statale di Milano, brutalmente caricati fin dentro l’edificio dalle forze dell’ordine proprio il giorno prima, a seguito dello sgombero della biblioteca autogestita “Ex-Cuem”. Presenti in piazza anche gli ex-dipendenti dei Consorzi di bacino, tra i quali, però, hanno cominciato a farsi “notare” alcuni nazi-fascisti e, in particolare, Salvatore Lezzi, tra i fondatori di Forza Nuova e processato nel 2003 per aver chiesto tangenti ai disoccupati delle cooperative in combutta coi camorristi. Questi esponenti dell’estrema destra campana hanno dato adito a provocazioni, da saluti romani a lanci di caschi veri e propri: provocazioni avallate dalla polizia che, meno gloriosamente di quanto hanno scritto i giornali, non hanno affatto diviso le parti, scagliandosi – piuttosto – esclusivamente contro gli studenti con due cariche consecutive, che hanno provocato diversi feriti e contusi. Tra questi, chi è stato fermato ha dovuto anche subire nei locali della Prefettura i soprusi delle forze dell’ordine, prodigatesi “eroicamente” in intimidazioni verbali e fisiche nonché in danneggiamenti ad effetti personali degli studenti.

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[La polizia aggredisce i manifestanti in presidio a piazza Plebiscito]

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[Il corteo risale via Mezzocannone]

Dall’episodio è risultata evidente l’alleanza tra fascisti e polizia: una connivenza intollerabile a cui si è data tempestiva risposta con l’occupazione del Rettorato dell’università Federico II e con l’organizzazione di un corteo che ha effettivamente preso corpo intorno alle 16.00, mentre il Ministro Carrozza presenziava al Conservatorio di San Pietro a Majella. Gli studenti, provenienti da piazza San Domenico, sono stati bloccati dai poliziotti a piazzetta Miraglia e, pertanto, hanno scelto di deviare per una strada secondaria che immette su via San Sebastiano, dove sono stati immotivatamente caricati per l’ennesima volta dalle forze dell’ordine, (MAL) dirette dal Vicequestore di Napoli Maurizio Fiorillo (leggi nota), che nell’euforia del massacro ha pensato bene di aggredire personalmente il giornalista e videomaker di Napoliurbanblog, Carlo Maria Alfarano (guarda il video), nonostante avesse dichiarato più volte di trovarsi lì per fare il suo lavoro. Ma questo losco figuro non è certo un neofita della gestione repressiva della piazza, come dimostra il suo passato recentissimo, nell’episodio squadrista del Primo Maggio, ma anche quello più remoto, eppure indimenticabile (ma non, a quanto pare, per lui), che nel 2001 lo vide a capo del reparto chiamato a supporto degli altri in piazza Alimonda, durante quella mattanza che fu il G8 di Genova.

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[La polizia impedisce il passaggio ai manifestanti a piazza Miraglia]

Ecco la preoccupante e pericolosa deriva repressiva che si è vista, a Napoli e non solo, nelle piazze del Paese fin dai primi giorni di insediamento del nuovo governo.

L’altro ieri a Milano e a Roma, il Primo Maggio e ieri a Napoli; il governo di larghe intese Letta si presenta col suo biglietto da visita: sgomberi di case occupate nella capitale e di una ex biblioteca nell’università milanese, tensione in piazza, macchina del fango contro le lotte sociali, polizia dentro le università, cariche in piazza, arresti, pestaggi, blindatura delle città, chiusura totale dello spazio di dissenso, persecuzioni giudiziarie e poliziesche.

WELCOME TO THE JUNGLE!

A noi la scelta: subire o ribellarci prima che sia troppo tardi!!!
Difendiamo assieme l’agibilità delle lotte sociali!
Riprendiamoci SPAZI, REDDITO, FELICITÀ!

Altri articoli in merito su:
• Il Fatto Quotidiano (leggi);
• Contropiano (leggi);
• Inchiestanapoli (leggi);
• Inchiestanapoli (leggi);
• Espressonline (leggi);
• Zero81 (leggi)
• Laboratorio politico Iskra (leggi)
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