LIBERATO L’EX LIDO POLA A COROGLIO: NO ALLA DISMISSIONE DEL PATRIMONIO! SÌ AGLI SPAZI SOCIALI!

Questo slideshow richiede JavaScript.

943734_10151884238334186_1812596348_nSe il Governo, a tutti i suoi livelli, procede alla dismissione del patrimonio pubblico, da privatizzare per fare cassa, la risposta che vogliamo dare attraverso le azioni di riappropriazione dal basso è che questa città non è in vendita. Gli spazi comuni non si cedono a privati né si possono lasciare alla gestione fallimentare e privatistica del pubblico: riprendiamoceli!
Nell’elenco dell’Agenzia del Demanio, fra i 12.000 beni immobili italiani in vendita (per un valore di circa 42 miliardi), quelli in Campania risultano essere 1.063, di cui oltre la metà si trova nella provincia di Napoli, tra case, interi rioni, linee ferroviarie, cabine elettriche, chiese, scuole, ruderi, arenili, ristoranti; l’ex Lido Pola a Coroglio, nello specifico, è spezzettato in tre lotti, in svendita per poco più di 830.000 euro: un altro boccone offerto a speculatori e palazzinari sul litorale di Bagnoli! La struttura, dall’illustre passato, ha chiuso i battenti negli anni ’80 e da allora versa in uno stato di abbandono e di degrado, una discarica a cielo aperto che lascia campo libero all’abusivismo.

Anche la giunta De Magistris, per coprire il dissesto finanziario del Comune di Napoli, ha abbracciato la linea della dismissione, puntando alla vendita degli immobili che “producono passività” per “fare cassa”. In contrasto con il processo di dismissione si sono moltiplicate negli ultimi anni le esperienze di occupazione, autogestione, recupero sociale di spazi pubblici, dimostrando che non solo è possibile e necessario bloccarne la gestione privatistica, ma che esistono modelli di gestione alternativi, possibili e sostenibili, capaci di rispondere ai bisogni sociali che emergono nella crisi: dall’abitare, al welfare, ai servizi, alla cultura, al reddito.

310084_10151884238479186_1242611484_nCon l’occupazione rivendichiamo adesso il nostro diritto a restituire piena attività all’ex Lido Pola, la stessa attività che – dal giorno dell’applicazione dei sigilli della Magistratura – ci è stato impedito di continuare all’interno degli spazi di BANCAROTTA, l’ex Banca Intesa a via Coroglio 49 che dal 2 giugno 2012 era stata rifunzionalizzata e restituita alla città. L’unico spazio – a dispetto del vero oggetto dell’inchiesta, le attività di Bagnoli-Futura, il disastro ambientale e la truffa della bonifica mai compiuta –  realmente penalizzato dal sequestro “dinamico”, secondo una logica tutt’altro che chiara, e su cui ancora cerchiamo verità e giustizia. Le attività di Bancarotta sono proseguite temporaneamente nelle strade e nelle piazze del quartiere. Nell’attesa degli sviluppi della maxi-inchiesta della Magistratura, l’amministrazione comunale non si è preoccupata né di riconoscere la legittimità della comunità di Bancarotta, né di trovare congiuntamente soluzioni alternative concrete, nonostante gli impegni presi di fronte all’evidenza della situazione. Come di consueto la soluzione l’abbiamo trovata da soli, individuando un luogo a noi vicino non soltanto al livello territoriale, ma anche e soprattutto sul piano delle istanze: nessun posto poteva rappresentare osservatorio migliore sulla realizzazione della spiaggia pubblica, su cui si muove già da tempo la campagna “Una spiaggia per tutti”, e sulla definitiva bonifica del mare e dei terreni, per la quale si è da poco costituito il neo-comitato “BonifichiAmo Bagnoli”. Ecco perché abbiamo scelto l’ex Lido Pola: per farne oggetto di bonifica sociale, continuando a ribadire l’indispensabile partecipazione dei cittadini nei processi decisionali che riguardano l’area occidentale di Napoli249194_10151884238469186_1364326031_n

Vogliamo avviare da subito un’esperienza di autorecupero dell’ex Lido Pola per sottrarlo al degrado e all’incuria, aprendo una discussione con più soggetti sociali per una riprogettazione partecipata delle funzionalità di questo spazio.

Contro la dismissione, la precarietà e l’assenza di diritti perpetrate dagli artefici della crisi ai danni di nuove e vecchie generazioni di quest’Europa manovrata da banchieri, costruiamo dal basso un modello di sviluppo nuovo, agli antipodi di quelli fallimentari di BagnoliFutura e delle amministrazioni di centrodestra e centrosinistra, che promuova una diversa distribuzione di reddito e ricchezza sociale.

Alla lotta per una riqualificazione ambientale che sottragga il territorio alle logiche clientelari e predatorie che ne hanno fatto scempio negli ultimi decenni, vogliamo unire un progetto di socialità alternativo, fondato sulla solidarietà, sulla cooperazione, sulla libera condivisione e sulla partecipazione. Per continuare a costruire dal basso la nostra idea di bene comune: un laboratorio di arte, musica, eventi culturali, saperi e pratiche comuni! Per trasformare il nostro presente e riprenderci il futuro: spazi, reddito, diritti, dignità, felicità, indipendenza!

BANCAROTTA 2.0
Email: bancarotta.bagnoli@gmail.com
FB: facebook.com/BancarottaBancarotta Bagnoli
Manifesto: bancarotta.eu

Annunci

9 commenti

Archiviato in #Magnammeceopesone, Bagnoli, Bancarotta, Manifestazioni, Reddito, Welfare

9 risposte a “LIBERATO L’EX LIDO POLA A COROGLIO: NO ALLA DISMISSIONE DEL PATRIMONIO! SÌ AGLI SPAZI SOCIALI!

  1. giuliano morlando

    eccezionale

  2. Pingback: A Napoli Bancarotta 2.0: la riappropriazione di Bagnoli riparte dal Lido Pola occupato | FirstLinePress

  3. era un luogo bellissimo, fermo agli anni ’50 con tutte quelle foto d’epoca e la squisitezza senza tempo delle sorelle istriane

  4. Alessio

    vi pigliate sempre i posti più carini

  5. Luigi

    .. ok con l’idea della costruzione del bene comune dal basso, l’idea di dare nuova vita a posti abbandonati e in svendita non si discute, ma mi chiedo, senza voler creare facili allarmismi, se davvero questo posto sia un posto sicuro per tutti noi. Polvere, residui edili, muri sgretolati, piastrelle staccate e pavimentazioni in evidente stato di degrado fisico, il tutto in una struttura vecchia e in disuso da prima della messa al bando del pericoloso minerale in Italia. Tutto questo lascia pensare che potrebbero esserci forti concentrazioni di fibre d’amianto volatili all’interno della struttura con un evidente pericolo per la salute non solo di chi ha maneggiato direttamente i materiali ma anche di chi “frequenta” il posto solo sporadicamente.

    • abbiamo fatto visionare la struttura, che è effettivamente molto decadente, ma che non presenta problemi di stabilità strutturale per quanto riguarda solai e pilastri.
      stiamo procedendo comunque a dei lavori di messa in sicurezza.
      per quanto riguarda l’amianto non abbiamo rilevato la presenza di questo materiale nella struttura, neanche nelle tubature.
      ovviamente faremo ulteriori verifiche, e vorremmo che fosse il demanio ad assumersene la responsabilità.
      il posto veniva utilizzato, già prima della nostra iniziativa, da decine di persone come set fotografico e per attività molto meno degne, il tutto in totale insicurezza.
      la nostra iniziativa, seppur parziale, permette di riaprire un posto altrimenti inutilizzabile.

  6. Bellarticolo, molto utile! Stavo facendo le mie belle letture di post pre-nanna, per lasciare magari qualche commento… quando ho letto questo articolo! Grazie delle dritte!!!

  7. max stoner

    e se qualcuno lo compra ho avrà una conessione per riportare quel posto ai vecchi splendori voi cosa ne pensate?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...