Bagnoli Futura riapre i battenti: dissequestrata la Porta del Parco. Un altro schiaffo a Bagnoli!

Dopo 7 mesi dal sequestro riapre la Porta del Parco: una struttura che per i cittadini di Bagnoli è sinonimo di sperpero di denaro pubblico, malaffare, uso privatistico di uno spazio della città, gestione clientelare di un bene collettivo.
Un auditorium utilizzabile solo a pagamento, chiuso tutto l’anno eccetto in 2-3 occasioni, quasi sempre passerelle dei politici.
Un centro benessere e una caffetteria, che quasi nessuno ha mai visto all’interno, e che non si capisce bene come e da chi verranno gestiti.
Una struttura che è stata inaugurata e sciorinata sui giornali svariate volte, salvo poi richiuderla subito dopo.
Non possiamo che maledire Bagnoli Futura, la X Municipalità che patrocina l’evento, e tutte le associazioni che partecipano a questa ambigua pagliacciata per l’ennesimo schiaffo a Bagnoli!!
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Nel frattempo continua l’inchiesta per disastro ambientale e truffa, in cui sono coinvolti gli ex vertici di Bagnoli Futura.
A questo punto è più che legittimo chiedersi le motivazioni di questo dissequestro parziale, che sui pochi giornali che riportano la notizia viene spiegato come un accordo tra Bagnoli Futura, il Ministero dell’Ambiente e la magistratura, per far ripartire le operazioni di bonifica e i lavori di riqualificazione: un motivo in più per arrabbiarsi!

Proprio la società infatti sarebbe stata protagonista di questa manovra per sbloccare il sequestro. Eppure la Bagnoli Futura, nella sua interlocuzione con il Ministero dell’Ambiente e la magistratura, si guarda bene dal concordare il dissequestro dell’ex banca di via Coroglio, occupata il 2 giugno 2012 e sgomberata in seguito al sequestro dell’11 aprile: l’unico esperimento di bonifica sociale a costo zero per la collettività, di un’area desertificata e inquinata, che però evidentemente dava fastidio perchè affermava dal basso e in maniera indipendente un modello di sviluppo incompatibile con gli abusi della Bagnoli Futura e degli altri fallimenti e zone grigie dell’area flegrea (dal litorale occupato dai locali notturni, al circolo Ilva, all’Arenile, passando per lo zoo, l’Edenlandia, la Mostra d’Oltremare, e ora sembra purtroppo anche all’area Nato..), un modello che va marginalizzato, perchè ostacola gli interessi dei soliti noti che sul disastro bagnolese hanno costruito le loro fortune finanziarie e politiche, le loro rendite di posizione, i loro piccoli interessi di bottega.

Siamo impegnati da mesi in una battaglia, assieme al Comitato Bonifichiamo Bagnoli e alle altre realtà di lotta territoriali, per contrastare i blocchi di potere che hanno governato e governano il disastro bagnolese, e per affermare un’altra idea di bonifica ambientale e sociale.

Noi vogliamo un resoconto chiaro della situazione dei rischi ambientali e sanitari sui terreni dell’ex area Italsider e delle zone adiacenti (litorale, ex Cementir, ex Eternit, Parco dello Sport) e PRIMA che siano riaperte!!
Vogliamo che la Bagnoli Futura se ne vada, e che sia ridiscusso l’affidamento dei lavori e vincolato ad un controllo popolare.

NO ALLA BAGNOLI FUTURA!!
NO A UN MODELLO DI SVILUPPO FONDATO SULLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO E DEL TERRITORIO, SUL MALAFFARE E SULLE CLIENTELE, SULLE PASSERELLE E SULLE RENDITE DI POSIZIONE!!
CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE: POSATE I SOLDI E ANDATEVENE!!
PER UN OSSERVATORIO PER IL CONTROLLO POPOLARE SULLE BONIFICHE!!

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Archiviato in Bagnoli, Bancarotta

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