INTIMIDAZIONI GIUDIZIARIE CHE… FANNO ACQUA DA TUTTE LE PARTI! La magistratura fa un favore ai privati e criminalizza ancora l’esperienza di recupero sociale del Lido Pola.

[COMUNICATO UFFICIALE] INTIMIDAZIONI GIUDIZIARIE CHE… FANNO ACQUA DA TUTTE LE PARTI!
La magistratura fa un favore ai privati e criminalizza ancora l’esperienza di recupero sociale del Lido Pola.

1017494_286999321440421_953025299_nPochi giorni fa sono stati notificati avvisi di garanzia a due attivisti del collettivo Bancarotta 2.0 per furto aggravato e con concorso formale (una sorta di associazione a delinquere) per un allaccio alla rete idrica dell‘ABC (che ironia della sorte sta per Acqua Bene Comune), e il furto di acqua per un valore di circa 2800 € (un consumo assolutamente esagerato per una struttura disabitata e utilizzata solo a scopo sociale, di cui non sappiamo come è avvenuta la misurazione!) in corrispondenza della struttura del Lido Pola liberato a Coroglio.
Il Lido Pola, lo ricordiamo, è una struttura demaniale (pubblica) che ha vissuto per anni in stato di abbandono e su cui si accapigliano le mire speculative dei privati (in primis gli ex concessionari inadempienti) come è avvenuto sul resto del litorale Bagnoli-Coroglio provocando ed aggravando lo scempio edilizio, sociale ed ambientale della mancata bonifica e del disastro dell’area occidentale di Napoli. Da quasi due anni è stata occupata e rifunzionalizzata attraverso un percorso di partecipazione che ha coinvolto centinaia di persone in iniziative a carattere culturale, musicale, politico e sociale, nel solco di un movimento per i beni comuni che in città ha prodotto tante esperienze virtuose di recupero sociale di spazi abbandonati, talvolta svolgendo funzioni che toccherebbero al pubblico.
Col lavoro volontario e militante di tanti attivisti e amici, si è contribuito a raccogliere i fondi e a svolgere i lavori per la messa in sicurezza, la ristrutturazione, l’impermeabilizzazione del tetto, la messa in funzione dei sanitari e degli impianti, il restyling, le attrezzature, per la gestione e la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura.
L’ex Lido Pola è l’unico bene pubblico, collocato nel borgo di Coroglio, che si sta tentando di rifunzionalizzare in maniera trasparente, democratica e a scopo sociale, a differenza di tutti gli altri stabilimenti presenti su suolo pubblico, che vengono utilizzati per attività private da alcune aziende, fondazioni e associazioni.
Ricordiamo che come Bancarotta 2.0 abbiamo da subito coinvolto il Comune di Napoli chiedendo agli uffici di competenza di avviare le procedure per acquisire il Lido Pola nel patrimonio pubblico comunale, togliendolo all’incuria dell’Agenzia del Demanio, e salvandolo così dall’abbandono e dalla speculazione dei privati, dandogli una destinazione d’uso sociale, e avviando un percorso di ri-progettazione partecipata di quegli spazi con la cittadinanza e la comunità che se ne prende cura. Questi da sempre gli obiettivi, pubblici, dichiarati, chiari, di questo movimento! 

Ora la Procura accusa, non sappiamo con quali elementi probatori, due persone per aver concorso a un “disegno criminoso atto a realizzare profitti attraverso l’occupazione abusiva di uno stabilimento balneare” (dimenticando che si tratta di un rudere su un litorale inquinato e non balneabile).

Un’offesa e una beffa per chi si batte da anni con i cittadini per la bonifica e la spiaggia pubblica a Bagnoli, e contro la logica del profitto che ha prodotto solo devastazione e abusivismo.
Al di là della gravità delle accuse, costruire un teorema accusativo sulla base di un allaccio a una rete idrica che è stata dichiarata Bene Comune da un referendum popolare e poi dall’amministrazione è un paradosso inaccettabile e pericoloso, specie se accompagnato all’accusa infame dei profitti.
A Napoli migliaia di persone non possono pagare le bollette, ma nessuno può pensare di trasformare la questione della distribuzione idrica, che è un bene fondamentale, in una questione criminale o peggio in uno strumento di criminalizzazione dei movimenti. L’acqua è un bene comune e nessuno può esserne privato. L’uso di un bene comune, in uno spazio comune, di proprietà pubblica, non può essere un reato. Questo dovrebbero saperlo bene i vertici e i funzionari di ABC, la società Acqua Bene Comune costituita da Alberto Lucarelli per invertire la tendenza della privatizzazione e assicurare una gestione idrica che andasse verso la tutela dell’acqua bene comune, come aveva sancito il voto di milioni di italiani al referendum del giugno 2011. Ma forse si sono distratti: e hanno fatto partire la denuncia!
Alla Magistratura vorremmo ricordare che il movimento criminoso atto a trarre profitti sul territorio di Bagnoli non è “Bancarotta 2.0”, ma forse quello che riguarda gli imputati dei processi per truffa allo stato e devastazione ambientale (per un valore che supera i 500 milioni di euro), dunque i vertici della defunta BagnoliFutura, le grandi imprese del cemento come Fintecna e il gruppo Caltagirone, i carrozzoni politici e clientelari che hanno favorito la devastazione sociale ed ambientale del nostro quartiere negli ultimi venti anni, agendo in deroga alle leggi secondo una logica di spartizione di poltrone, incarichi, interessi, posti di lavoro, voti e favori.
Queste accuse assurde e insopportabili costituiscono un favore ai privati, agli speculatori e ai veri abusivi da un lato, e a coloro che stanno caldeggiando l’ipotesi nefasta del commissariamento, sancita dal governo con la legge Sblocca-Italia, a Bagnoli e l’ulteriore espropriazione di democrazia e della possibilità di una comunità territoriale di decidere e costruire il proprio futuro.

Chiediamo a tutt* quelli che abbiamo incrociato in questi anni di lotte e di riappropriazione di continuare a sostenere Bancarotta 2.0 e l’esperienza di recupero sociale del Lido Pola per difenderla dall’attacco della magistratura che fa un favore ai poteri forti, ai privati, agli speculatori, ai partiti che da anni hanno mal governato questo territorio e questa città.

Giù le mani dai beni comuni!
Altro che profitti, siamo ancora in Bancarotta (2.0)!

Napoli, 24 febbraio 2015

Bancarotta 2.0 _ Lido Pola liberato

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