Bancarotta

02/06/2012
LIBERATO UNO SPAZIO A BAGNOLI: NASCE BANCAROTTA!

In via Coroglio, vicino all’ingresso dell’ex fabbrica Italsider, c’era una banca. Da quegli sportelli per anni migliaia di operai, impiegati e dirigenti passavano a prelevare i propri stipendi. Con la chiusura della fabbrica anche la banca ha cessato di esistere. E’ stata smontata in ogni sua attrezzatura: l’unico segno visibile di memoria di quel luogo, una cassaforte distrutta.

Dalla chiusura del “cantiere”, come lo chiamavano gli operai e i cittadini di Bagnoli, sono stati lanciati mirabolanti piani di riconversione, progetti di bonifica, nuove destinazioni d’uso: in vent’anni si è visto poco o niente di tutto questo, mortificando i sogni e le aspettative di tante generazioni, aggrappate ad un futuro che non è mai arrivato.

Nell’immaginario collettivo Bagnoli è memoria del passato: l’acciaio, i caschi gialli, il lavoro in fabbrica. I valori incarnati nella storia di questo luogo sono troppo importanti per essere abbandonati solo al ricordo. La dignità del lavoro, le rivendicazioni e le lotte per i diritti sono un patrimonio che va attualizzato.

Nella Bagnoli della dismissione industriale della fabbrica accanto al disagio della precarietà e dell’assenza di diritti e dignità che la crisi e i suoi artefici impongono alle nuove e vecchie generazioni di quest’Europa governata dai banchieri, sperimentiamo sulla nostra pelle l’assenza di un modello di sviluppo alternativo a quello, fallimentare, gestito da Bagnolifutura e dalle amministrazioni di centrodestra e centrosinistra, che unisca la riqualificazione ambientale a un progetto sociale, garantendo reddito e distribuzione della ricchezza e sottraendo il territorio alle logiche predatorie e clientelari che l’hanno sfigurato negli ultimi decenni. Sentiamo ormai stretto il tempo di limitarsi a chiedere e a opporsi a questo stato di cose, sentiamo il bisogno di un tempo da riconquistare materialmente.

Quel tempo è arrivato.

Oggi, 2 giugno 2012, stiam fuori dal coro retorico della Festa della Repubblica: nella nostra ideale parata, invece che carri armati, sfilano donne ed uomini, giovani ed anziani, lavoratori, precari, studenti, genitori, artisti, musicisti, acrobati, sognatori, proprio quei soggetti a cui la Costituzione, che di questa Repubblica è pilastro, riconosce tanti diritti che vengono quotidianamente disattesi ma che, ciononostante, da anni e in forme diverse si sforzano di produrre sul territorio un modello di socialità nuova, alternativa.

Abbiamo deciso di adottare un piccolo spazio rispetto ai tanti ettari di deserto dell’area industriale. Uno dei tanti non-luoghi sottratti al territorio, quattro mura abbandonate che stiamo provando a ripulire e rifunzionalizzare per aprirle alla città. Ma la verifica tecnica delle possibilità di utilizzo di uno spazio destinato all’abbandono e alla distruzione non ci impedisce di esprimere fin da subito ciò che siamo e vogliamo essere.

Qui ed ora nasce l’idea di BANCAROTTA, un luogo in cui portare in modo stabile quello che tra tante difficoltà abbiamo provato a fare in questi anni: eventi culturali, spazi di informazione e autoformazione, qualità della vita, ciclofficina popolare, luogo di incontro e di partecipazione attiva. Uno spazio aperto, attraversabile, laboratorio di un diverso e più completo modo di stare insieme, rivolto a chi immagina per Bagnoli non muri e recinzioni, ma rapporti umani e socialità fondati sulla solidarietà e la cooperazione.

Poche e precise idee identificano il nostro operato: chiediamo la definitiva bonifica del mare e dei terreni, la realizzazione del grande parco verde e della spiaggia pubblica, su cui si sta muovendo la campagna Una spiaggia per tutti, e il coinvolgimento dei cittadini sui processi decisionali che riguarderanno l’area.

Il modello di sviluppo politico, economico e sociale portato avanti fino ad ora è fallito.

La nostra idea di sviluppo parte dal benessere delle donne e degli uomini, siamo una BANCA (…ROTTA!!!) di saperi e di pratiche alternative.

Vogliamo sperimentare un’idea di produzione e circolazione della ricchezza sociale non basata sul mercato e sul debito, sulla proprietà privata, i tassi d’interesse e lo sfruttamento, come quella rappresentata dalle banche,  com’era quella che abbiamo liberato, ma sulla cooperazione, la libera condivisione, la solidarietà e la partecipazione. Proviamo a costruire dal basso la nostra idea concreta di bene comune: un laboratorio di arte, musica, culture, saperi e pratiche comuni, per trasformare il nostro presente e riprenderci il futuro: reddito, diritti, dignità, indipendenza!

A BAGNOLI DALLA BANCAROTTA SI RIPARTE!!!

Napoli, 2 giugno 2012

Collettivo

BANCAROTTA

MANIFESTO (bancarotta.eu)

bancarotta.bagnoli@gmail.com

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