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Stalking Asilo presenta “Bagnoli. Un incendio che dura da 20 anni”

Stalking Asilo, la trasmissione di approfondimento, inchiesta e dibattito prodotta da InsuTv in collaborazione con L’Ex Asilo Filangieri/La Balena, dedica un’intera puntata di approfondimento agli ultimi sviluppi dell’intricata e pesante vicenda del disastro ambientale di Bagnoli: l’incendio di Città della Scienza, le proteste, la mobilitazione cittadina a favore di una grande spiaggia pubblica sul litorale, focalizzando l’attenzione sulle contraddizioni, gli scenari e le prospettive della trasformazione urbana dell’area ovest di Napoli a partire dalle lotte che chiedono verità e giustizia, una bonifica vera e trasparente, e la fine delle speculazioni e degli abusi sul deserto post-industriale bagnolese. Attraverso interviste, immagini, dibattiti.

La puntata è disponibile sul sito di InsuTv:
http://www.insutv.it/stalkingasilo/2014/04/05-bagnoli-un-incendio-che-dura-da-ventanni/

STALKING Asilo #05
BAGNOLI.
un incendio che dura da 20 ‘anni
on line dal 09/04/2014

A un anno dall’attentato a città della scienza e dai sequestri a Bagnoli Futura, le politiche pubbliche su Bagnoli vivono in una specie di sussulto immobile. Non è emersa alcuna certezza sugli autori dell’attentato e sugli interessi dei mandanti, gli accordi sulla ricostruzione del Museo vedono lo scontro tra le posizioni della fondazione Idis e le rivendicazioni dei comitati civici, tra il Comune e la Regione, tra gli enti locali e il governo. Sullo sfondo resta la bonifica mai effettuata, il futuro dell’area e le mire del partito del mattone sui possibili cambiamenti al piano regolatore.

Attraverso le voci dell’ex assessore all’urbanistica Vezio De Lucia, autore della variante su Bagnoli, di Massimo Pica Ciamarra progettista di città della Scienza, di chi si batte per la spiaggia pubblica e per la bonifica del territorio, tutti i termini di una partita da cui non dipende solo il futuro di Bagnoli.

In studio commenti di Adriana Pollice, Emilio Gardini, Lorenzo (Lab. Bancarotta Bagnoli)

Live in studio Mc Mariotto feat. Dejà Vu e Geko (Flegrea Black Music)
hanno eseguito “Amianto e Fregatura”, “Terra Nostra” e “Trip ‘n’ Roll”

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Archiviato in Bagnoli, Bonifica

#4Mar Cronaca di un (Dis)accordo

Le dichiarazioni dei politici e la stampa hanno in gran parte oscurato o travisato il senso di una giornata, che non è iniziata e finita dentro il perimetro di Città della Scienza. Vogliamo raccontare come abbiamo vissuto noi la giornata del 4 marzo.

#bonifica #salute #spiaggiapubblica

#bonifica #salute #spiaggiapubblica

Il 4 marzo, ad un anno esatto dall’incendio, a Città della Scienza tornano le sirene della ricostruzione in loco: politici, imprenditori e lobby si nascondono dietro il millantato prestigio della struttura per mettere una pietra tombale sulla realizzazione della spiaggia pubblica, chiesta da 14.000 cittadini napoletani, e per garantire l’ennesima grande operazione speculativa sul litorale bagnolese, in barba alla salute dei cittadini, ai piani urbanistici, alla tutela dell’ambiente e al buon senso. 64 milioni di € per ostinarsi a ricostruire Città della Scienza sulla spiaggia, laddove le scuole cadono a pezzi, mancano i servizi (chiudono scuole, ambulatori, trasporti etc.): l’ennesimo schiaffo ai bagnolesi e ai napoletani. Avevamo spiegato come la pensiamo, abbiamo raccontato la nostra su: Il movimento che vogliamo per Bagnoli

mobilitDopo assemblee e confronti con i comitati cittadini e i movimenti del territorio e della città, abbiamo indetto un presidio in Piazza Bagnoli.

MANIFESTO 4 marzo il Governo Renzi a Città della Scienza.. imprenditori e politici all'assalto di Bagnoli! Hanno sabotato la bonifica e privatizzato il litorale.. Ora vogliono svendersi Bagnoli. FERMIAMOLI!! Fuori Città della Scienza e gli speculatori dalla spiaggia! Strappiamo a Fintecna e Caltagirone le aree industriali dismesse! Vogliamo una vera bonifica, la spiaggia pubblica, il parco verde! CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE!

MANIFESTO
4 marzo il Governo Renzi a Città della Scienza.. imprenditori e politici all’assalto di Bagnoli!
Hanno sabotato la bonifica e privatizzato il litorale.. Ora vogliono svendersi Bagnoli.
FERMIAMOLI!!
Fuori Città della Scienza e gli speculatori dalla spiaggia!
Strappiamo a Fintecna e Caltagirone le aree industriali dismesse!
Vogliamo una vera bonifica, la spiaggia pubblica, il parco verde!
CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE!

Cronaca di un (DIS)accordo

  • 9.30: I manifestanti si raggruppano in piazza Bagnoli mentre a Città della Scienza si prepara l’apertura dei cancelli. Tanti gli striscioni che recitano i più disparati slogan; c’è anche un totem indiano fissato al centro della piazza, simbolo del carnevale di Bagnoli 2014.
    In piazza associazioni, comitati, delegazioni dei movimenti di lotta di Bagnoli e di tutta la città.
  • 10.15: Tutte le vie d’accesso alla piazza vengono bloccate, si susseguono interventi al megafono e volantinaggi per chiarire le motivazioni e le posizioni delle persone impegnate in piazza.
  • 12.00: Si decide di partire in corteo per le strade di Bagnoli, passando dall’area pedonale alle strade centrali del quartiere, dalla sede del PD di Bagnoli al mercatino coperto, distribuendo volantini e rilasciando interviste ai giornalisti di alcune testate online e cartacee della città.

il concentramento in p.za Bagnoli

il concentramento in p.za Bagnoli

un momento della manifestazione

un momento della manifestazione

  • 13.oo: Il corteo raggiunge Bagnoli Futura che alla vista dei manifestanti chiude il cancello di ingresso della struttura. Alcune persone riescono ad entrarvi sollevando gli striscioni che hanno caratterizzato il corteo lungo tutto il percorso: Bonifica, Salute e Spiaggia Pubblica.
  • 14.00: Si prova a ritornare a Piazza Bagnoli per concludere il corteo in maniera pacifica, ma le forze del disordine inspiegabilmente provano a fare muro tra i manifestanti e la piazza. Fallito il tentativo di bloccare il corteo, i manifestanti raggiungono finalmente la piazza di corsa per avanzare davanti le camionette poste a blocco della strada.
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la polizia in assetto antisommossa insegue il corteo su via Nuova Bagnoli

il corteo si ricompatta e ritorna in Piazza Bagnoli

il corteo si ricompatta e ritorna in Piazza Bagnoli

All’arrivo nella piazza il corteo si scioglie per ritrovarsi tutti alle ore 16:00 in assemblea al Lido Pola per decidere sul da farsi in vista dell’imminente incontro per la firma, previsto un’ora dopo.

  • 17.00: Si arriva davanti i cancelli di Città della Scienza, parte dei dimostranti riescono ad entrare per osservare la situazione all’interno scortati costantemente dal vigile occhio di alcuni “collaboratori” di Città della Scienza. Un altro gruppo invece attende all’esterno della struttura chiedendo di poter esprimere la propria idea ed esponendo alcuni striscioni di denuncia. Da notare il cospicuo schieramento di forze dell’ordine armate di scudi, caschi e manganelli pronte a disperdere la voce del dissenso perché non si rovini la passerella istituzionale del ministro Giannini e che tutto avvenga senza alcuna voce di dissenso. All’interno come all’esterno non mancano le provocazioni di alcuni individui – dipendenti di Città della Scienza, guardiani, agenti provocatori e imprenditori della zona – ai manifestanti.
  • 18.00: Constatando l’insistenza dei manifestanti i celerini in piazza decidono di cominciare ad intimidire un po’ la folla schierandosi e provando ad avanzare verso di essa. A passo lento arrivano persino a schiacciare contro il muro i manifestanti che inermi indietreggiavano, scatenando inutili tensioni, immotivatamente, in classico stile militare.

In generale, la  partecipazione del pubblico cittadino all’iniziativa di Città della Scienza è comunque stata un flop: la Sala Newton non era riempita che per metà; la gente, quella che è arrivata durante la giornata, è tutta fuori, in giro per la struttura, o già tornata verso casa. Ad animare i padiglioni sono rimasti soltanto i lavoratori di Città della Scienza e la polizia e gli agenti della Digos, impegnati questi ultimi esclusivamente nell’inutile militarizzazione dell’itera area.

la partecipazione in sala Newton

la partecipazione in sala Newton

Dopo le 19.30 arriva la notizia: l’accordo non è stato firmato. Le motivazioni non sono chiare: Regione e Fondazione Idis accusano il sindaco e la sua amministrazione di aver fatto saltare l’accordo vincolando la ricostruzione di Città della Scienza allo sblocco dei fondi per la bonifica del litorale; il vicesindaco Sodano sostiene che è stata invece la Regione a tirarsi indietro, e che i termini dell’accordo fossero già stati stabiliti settimane prima, comprendendo la bonifica.
Il governo, per bocca del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, esprime la sua delusione; arrivano a valanga dichiarazioni di parlamentari e politici dei partiti di governo, addirittura della presidentessa della Camera Laura Boldrini, tutti preoccupati per il mancato accordo e motivati a isolare De Magistris indicandolo come il responsabile del fallimento nell’intesa programmatica. È chiaro che gli interessi “bipartisan” sul rifinanziamento sono notevoli.1959380_10203133568409505_98692760_n

L’ennesimo conflitto istituzionale, l’ennesima situazione di immobilismo, e mentre ognuno – politici, imprenditori, giornalisti – dice la sua, la parola dei cittadini – comitati e movimenti – è ridotta a tifoserie e propaganda.

FOTOGALLERY

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COMMENTI E TWEETS

Noi continuiamo a muoverci! (il commento di un attivista su FB)

RASSEGNA STAMPA

Come primo articolo, cominciamo dall’informazione indipendente: segnaliamo l’ottima cronaca di NapoliMonitor
Città della Scienza, accordo saltato. Cronaca di una giornata infinita

Le dichiarazioni del sindaco De Magistris…

RaiNews
Colpo di scena alla Città della Scienza: salta l’accordo fra Comune e Regione

IlDesk: il Comune pubblica il carteggio dimostrando la responsabilità della Regione nel fallimento dell’accordo (ma per noi… chi è stato è stato… #spiaggiapubblica!)
Il “carteggio” pubblicato dal Comune: c’era l’accordo sulla bonifica di Bagnoli

Le minacce di isolamento di Caldoro
Caldoro: “Il Comune non si isoli, ricostruzione e bonifica due atti separati”

Il CorrMezz
Città della Scienza, salta l’accordo

Repubblica Napoli (non si smentiscono: ancora disinformazione! Raccontano la manifestazione dei comitati come mobilitazione contro la vendita dei suoli…)
Città della scienza, salta l’accordo

Il Mattino (del gruppo Caltagirone..)
De Magistris-Caldoro, c’è l’accordo: venerdì si firma per la ricostruzione di città della scienza

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Archiviato in Bagnoli, Bancarotta, Manifestazioni

IL MOVIMENTO CHE VOGLIAMO PER BAGNOLI

Un po’ di pazienza, e cerchiamo di spiegare e chiarire alcune cose che ci premono…
Apprendiamo da una frenetica attività di marke(t)ting che ci sarebbe una Napoli in Movimento, che vorrebbe aprire una nuova era: l’Era del Riqualificare.
Cosa si nasconde dietro questo accattivante logo? Qualcosa si muove dietro l’ennesima “kermesse” di musica e spettacolo bagnolesi, che esalta le “Magnifiche sorti et progressive” del nostro amato quartiere: Riqualificazione, Green Economy, Movida, Turismo e Mobilità.
Ci fidiamo del nostro intuito e con un po’ di esperienza e tiriamo a indovinare: cominciamo ovviamente dalle cose più urgenti in questo periodo di crisi, ossia dalla Movida!!!

Sono spuntati come funghi in questi anni i locali notturni, sul litorale che va da Coroglio a Pozzuoli, e molti di questi vanno davvero forte. Nel fine settimana e durante tutta l’estate l’intera zona si riempie fino al collasso di automobili e di decibel. I pionieri di questa geniale idea di sviluppo per il quartiere, che a loro dire ripaga con centinaia di posti di lavoro le notti insonni dei bagnolesi, il traffico, i disagi e la negazione dell’accesso al mare, sono oggi gli animatori di questo movimento. Ma questi signori lo sono stati anche ieri e l’altro ieri, e sono sempre gli stessi: sono gli amici di quelli che Bagnoli l’hanno governata, insieme alla città e alla regione. Sono quelli che hanno sottoscritto gli accordi, investito i soldi, costruito, disposto sui posti di lavoro, distribuito meriti, demeriti e diviso i soldi.

La movida l’hanno fatta dunque, il turismo invece ancora non gliel’hanno fatto fare: ma alberghi, casinò, porti turistici riempiono le fantasie di questi signori da anni, spesso tradite sui trafiletti dei giornali. Peccato che molte di queste idee siano delle sciocchezze irrealizzabili – data la straccioneria degli imprenditori italiani – oltre a essere fuori da qualsiasi vincolo normativo e a rappresentare un pericolo ulteriore per l’impatto sul paesaggio e sull’ambiente, e un’ingiustizia per tutti i napoletani che vorrebbero semplicemente accedere a una splendida, naturale e gratuita risorsa di tutti come il mare che bagna la nostra città. Qualcuno lo ha capito e dunque ci tiene ad aggiustare il tiro: movida e turismo sì, ma con la Green Economy (del resto ogni economy è green: sia quella che fa girare i verdoni, sia quella di chi al verde ci sta… ); un’espressione che è diventata un grande lasciapassare: basta pronunciarla e tutti ti danno fiducia.
Poi c’è la Mobilità: che vogliano risolvere il problema del trasporto pubblico in Campania? O si tratta dell’ennesima pista ciclabile? Qualcuno addirittura vuole riciclare i binari della ferrovia del vecchio cantiere.. per farne cosa? Una pista ri-ciclabile?
Infine c’è la Riqualificazione. Qual è qui il modello a cui mirare: quello di Bagnoli Futura SpA? La società di trasformazione urbana – che doveva bonificare, riqualificare e rivendere i terreni dell’ex area industriale, i cui vertici delle passate amministrazioni sono finiti sotto inchiesta per truffa e disastro ambientale, i cui terreni ed edifici sono stati posti sotto sequestro e poi misteriosamente dissequestrati in parte, e che nonostante i suoi totali fallimenti (la mancata bonifica e le inaugurazioni-pagliacciate della Porta del Parco e quelle mai fatte come il Parco dello sport, la mancata valorizzazione, l’aggravamento dell’inquinamento e lo sperpero di denaro pubblico) è stata ulteriormente finanziata in questi anni dalle amministrazioni comunali – fa certamente scuola.
Ma anche gli arenili non sono stati da meno: hanno dimostrato che non serve fare le bonifiche integrali rispettando i vincoli, ma che è possibile continuare a piantare ombrelloni e sdraio mettendo in sicurezza la sabbia, e spendendo molti meno soldi – anche se sempre pubblici ossia di tutti e sempre sponsorizzati dalle amministrazioni pubbliche alle solite imprese che vincono gli appalti – mettendo un bel tappeto di moquette verde sulla sabbia, oppure coprendo la sabbia inquinata con una nuova, e mettendo una barriera di scogli a protezione, cosicché le tempeste avvistandola possano magari ripensarci a riportare la sabbia dei fondali inquinati sul bagnasciuga?!

L’area ovest di Napoli è a un altro giro di boa. Oltre il litorale c’è l’mmenso oceano della trasformazione urbanistica in cui galleggiano ancora anche altre situazioni: la Mostra d’Oltremare, l’ex-Cinodromo, lo Zoo-Edenlandia, l’ex base Nato. E, su queste, le nubi tempestose dell’abbandono e il vento minaccioso della speculazione.
Scommettiamo, in ogni caso, che la stagione dei sequestri (e ne abbiamo visti tanti in questi anni) stia per finire.
D’altra parte, pare che proprio quest’anno scada il piano urbanistico, ed è facile indovinare quali interessi si muovano per cambiarlo: ci sono appunto i concessionari sul litorale – quelli legalmente in una botte di ferro, quelli che si fregiano del loro passato operaio e mangiano sul loro presente clubbistico come il circolo Ilva, quelli come la fondazione Idis che fanno divertire e imparare i bambini e gli adulti stipulando convenzioni con le scuole ma pur facendo gli scenziati non hanno mai dato un’occhiata al terreno che calpestano, all’aria che respirano, al mare che hanno di fronte e alle persone che ci passano (una città della scienza ma nessuna scienza a servizio della città), e quelli semiabusivi o abusivissimi – tutti vogliono mantenere il privilegio di una miniera d’oro commerciale vista mare. Quelli del Turismo e della Movida per capirci, della Green Economy e della Mobilità.
Ci sono i costruttori, come il gruppo Caltagirone, proprietario dell’ex Cementir, che nonostante la crisi vanno sempre forte perchè si sa: in Italia c’è un sacco di gente senza casa, ma di cemento pronto da colare per farci “i dineri” ce n’è sempre.
C’è la Fintecna, erede dell’IRI creato da Mussolini, di proprietà della Cassa depositi e prestiti, a sua volta proprietà del Ministero dell’Economia e di un gruppo di istituti bancari (di questi tempi una garanzia, insomma!): noti colossi pubblico-privati della finanza che pur essendo coperti dai soldi dello stato (quindi nostri) vanno in giro a fare convegni per spiegare alle pubbliche amministrazioni i vantaggi delle privatizzazioni e delle svendite di beni demaniali e servizi pubblici. Quelli della riqualificazione.
Potremmo andare avanti.

Ma cosa sta accadendo a Bagnoli? Proviamo a spiegarvelo, scusate la lunghezza.
Come la delibera del consiglio comunale – che prescriveva di rivedere il piano di concessioni e di realizzare gli interventi di bonifica e ripristino della linea di costa necessari alla realizzazione di una grande spiaggia pubblica, come richiesto dalle firme di oltre 14.000 napoletani, con la campagna di Una spiaggia per tutti – era rimasta disattesa, così l’ordinanza sindacale, emessa dalla giunta De Magistris, che imponeva a Fintecna di presentare un progetto per la rimozione della colmata, a Città della Scienza di presentare le mai pervenute certificazioni dell’avvenuta bonifica dei suoli su cui insiste, e al gruppo Caltagirone di accollarsi la messa in sicurezza ambientale dell’area della Ex Cementir, non ha sortito alcun effetto. La bocciatura del ricorso al TAR presentato da Fintecna non ha impedito alla società – che dovrebbe muoversi nell’interesse pubblico visto che è controllata da capitali pubblici – di “fare il piattino” al Comune di Napoli esigendo i crediti della Bagnoli Futura Spa: 60 milioni di euro che condannerebbero la stessa alla bancarotta, e il Comune, già in predissesto, alla resa.

1959380_10203133568409505_98692760_n Nel frattempo, Città della Scienza promuove come dato l’accordo che permette la ricostruzione sulla spiaggia (quando le norme e il buon senso prescriverebbero di fare altrimenti), sancendo l’ennesimo schiaffo alla volontà dei napoletani e garantendo una solida ala protettiva a tutti i concessionari legali e abusivi che continuano illegittimamente a insistere sul litorale. Tutto questo senza preoccuparsi delle reali motivazioni che portarono all’incendio del 2013, che gli inquirenti sarebbero propensi ad attribuire alla “pista interna”. Una vecchia classe politica e imprenditoriale prova a ricompattare un blocco sociale per garantire gli interessi politici ed economici delle solite lobby, con la complicità di tanti politicanti di professione, e facendosi scudo di tanti “agitatori” socio-culturali utili idioti di logiche ben più pesanti delle loro.

Il futuro che tutti questi si immaginano per le nuove generazioni che hanno studiato, lavorato e visto i loro parenti morire di cancro qui a Bagnoli qual è? Pulire i cessi dei loro alberghi per 800 € al mese? Fare i lavapiatti, i barman e i bagnini guadagnando la metà di quello che costa mediamente il servizio a un utente? Fingere di aprire imprese innovative, partite Iva e districarsi nella giungla del freelance e dei progetti sociali fino a che non arriva il prossimo pescecane o il prossimo taglio ai finanziamenti? Elemosinare queste ed altre punizioni per non essersi presi in mano il proprio futuro? Su un territorio sotto disastro ambientale, senza spazi pubblici fruibili e senza servizi sociali?
Spiacenti, noi non siamo disponibili.

Vogliamo quindi chiarire, a scanso di equivoci, che l’idea che abbiamo di territorio, comunità, produzione e vita è radicalmente un’altra, incompatibile con quella di una classe imprenditoriale e politica che ha saputo creare solo sfruttamento e speculazione, lasciando il resto alla desertificazione e alla devastazione ambientale.
Pensiamo, al contrario di questi, che stare in movimento significa mettersi in gioco, avere la capacità di trasformare il presente e immaginare il futuro, il coraggio di rompere con ciò che non va per fare spazio ad altro.
Non pretendiamo, come altri, di avere ricette e soluzioni. Ci muoviamo sul piano della sperimentazione, del “camminare domandando” che abbiamo imparato dalla storia delle comunità zapatiste. Sappiamo di certo che quello che c’è non è quello che vogliamo.

Non rinunciamo però ad avere un orizzonte di senso: quello della democrazia radicale, che per noi significa partecipazione attiva, autonomia da partiti e istituzioni, indipendenza, costruzione di comunità. Un orizzonte che oggi ci indicano le lotte per la dignità, per i diritti come la casa, la salute e il reddito, e per resistere alla crisi.
Ma non ci limitiamo a evocarlo: proviamo a sperimentare il cambiamento a partire da noi stessi. Lo pratichiamo attraverso la riappropriazione sociale e la riconquista degli spazi che la speculazione privata e l’abbandono negano alle comunità, spazi come Bancarotta, Villa Medusa e il Lido Pola che oggi vivono grazie alla cooperazione di chi li autogestisce. Questa è la nostra idea e la nostra pratica autonoma e indipendente di riqualificazione. Un’idea che parte dai bisogni reali delle comunità, che non vanno strumentalizzati, ma indagati, compresi per costruire assieme le risposte attraverso l’iniziativa politica e sociale. Per trasformare i bisogni in diritti, a partire dalla tutela della salute, che a Bagnoli passa per il risanamento dell’intero territorio e la bonifica dei mari e dei suoli, perché, come i dati statistici tristemente confermano, nonostante la fabbrica non ci sia più, a Bagnoli si muore ancora di tumore ai polmoni più che altrove.

Forme di controllo popolare sull’operato di enti pubblici e privati e sulle bonifiche, perché non è più accettabile che vengano spesi centinaia di milioni di euro per finte bonifiche, e che qualcuno si arricchisca mentre la gente non arriva a fine mese e si ammala. Né possiamo affidarci alla magistratura che interviene con dieci anni di ritardo.

Se, allora, imprenditori e classe politica tornano all’attacco del piano urbanistico per Bagnoli facendo dell’accordo per la ricostruzione in loco di Città della Scienza la provvidenziale foglia di fico per una grande operazione speculativa e per l’ennesima aggressione a capitalistica a questo territorio, NOI NON CI STIAMO.
Fintecna, Bagnoli Futura, Caltagirone, Fondazione Idis, concessionari del litorale, coperti dal PD: il futuro che hanno in mente per Bagnoli non è ciò che vogliamo!
Abbiamo in mente altro. “Chi ha inquinato deve pagare” non è uno slogan, ma una sacrosanta pretesa: affinché chi fino ad oggi ha lucrato sulla salute, sull’ambiente e sulla dignità negata di questa parte di città cominci a restituire il maltolto, perché non è giusto che a pagarlo siano sempre i più deboli e numerosi. È per queste ragione che facciamo appello alla parte sana della città a mobilitarsi. Questa è la Napoli in movimento che vogliamo e di cui ci sentiamo parte!

#spiaggia pubblica #bonifica sotto controllo popolare #spazi sociali

CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE!

UNA SOLA GRANDE OPERA PER BAGNOLI: IL DIRITTO A CASA, SALUTE E REDDITO PER TUTT*!

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Archiviato in Bagnoli, Bancarotta, Reddito

Due denunce agli attivisti di Bancarotta 2.0 per l’occupazione dell’ex Lido Pola | 3 milioni di euro al baraccone di BagnoliFutura!!!

Contro abbandono e speculazioni, Lido Pola resiste

Contro abbandono e speculazioni, Lido Pola resiste

Notificate due denunce agli attivisti di Bancarotta 2.0 per l’occupazione dell’Ex Lido Pola: ancora criminalizzazioni e abusi di potere su chi lotta per la bonifica e gli spazi sociali!!!

3 milioni di € per salvare il baraccone di Bagnoli Futura, 2 denunce per criminalizzare Bancarotta 2.0 e i movimenti flegrei.

Colpirne due per mobilitarne cento.
Due denunce notificate agli attivisti del collettivo Bancarotta 2.0 per aver “occupato illeggittimamente” e “deturpato” l’ex Lido Pola, abbandonato al degrado da anni dal demanio, e attualmente recuperato attraverso l’autogestione. Nel frattempo 3 milioni di € vengono stanziati per salvare ancora una volta la Bagnoli Futura dal fallimento.Due pesi e due misure: laddove ci sono truffe, speculazioni e disastri ambientali arrivano i soldi pubblici, laddove si mette in pratica autogestione, bonifica sociale e democrazia dal basso arrivano le denunce e la repressione!!!

Invasione di edificio, al fine di occupazione senza titolo. Deturpazione ed imbrattamento di bene altrui. Entrambi in concorso. Con queste imputazioni, a carico di due nostri compagni, le istituzioni esprimono la propria valutazione sull’opera di recupero e riqualificazione che il collettivo Bancarotta 2.0 conduce da sei settimane per restituire a Bagnoli la struttura demaniale del Lido Pola. Per sottrarla al degrado in cui versa da un ventennio di abbandono da parte dello stato, al fine di riconvertirla in uno spazio sociale a servizio e a tutela della comunità.
Due reati contro il patrimonio, secondo il Commissariato della Polizia di Stato di Bagnoli, che tra l’incendio di Città della Scienza, gli abusi quotidiani sul litorale, i sequestri, le irregolarità e le manovre speculative e criminali di camorra e imprenditori del mattone, non trova niente di meglio da fare che portare avanti ridicole indagini su chi alla luce del sole lotta per resistere e trasformare i territori, per restituire dignità a chi li vive.
Quell’immenso patrimonio della gente flegrea, che da decenni è oggetto di devastazione e saccheggio, false promesse ed abbandono, truffe, abusi, mistificazioni, ora diventa materiale per operazioni repressive. Una speculazione omicida, senza soluzione di continuità, che ha fatto di questa terra un’immensa scena del crimine, e un teatro di paradossi e mondi alla rovescia. Un paradosso, la criminalizzazione del collettivo, con accuse insussistenti, avvenuta proprio su istanza dell’Agenzia del Demanio, che ha sporto denuncia: l’ente che per circa un ventennio ha lasciato questo edificio, ed il suo potenziale, nella totale incuria, alla mercè del degrado e della malvivenza, discarica a cielo aperto, manifestando come unico cenno di interesse una fallita ed irregolare concessione privata, si rifà vivo per denunciare la comunità che sta provando a restituire una funzionalità sociale e un decoro alla struttura. Ci chiediamo: con quale legittimità il Demanio può abbandonare un bene pubblico (quindi di tutti) al degrado per vent’anni e poi denunciare chi lo sta pulendo, recuperando e restituendo all’uso civico senza specularci su come vorrebbero fare i privati?

Una aggressione politica, queste denunce, la cui assurdità è esasperata dalla concomitante erogazione di 3 milioni di euro per rifinanziare le casse della Bagnoli Futura, per l’ennesimo salvataggio di uno dei barconi clientelari più discussi tra le varie società partecipate della città, le cui attività sono sospese dal sequestro giudiziario che ha coinvolto l’area che dovrebbe rappresentare il futuro di Bagnoli, dallo scorso 11 aprile. Una beffa, considerando che Bancarotta 2.0 opera oggi in Lido Pola proprio per continuare il percorso di socialità e mobilitazione politica che tale sequestro ha ostacolato facendo chiudere Bancarotta, lo spazio sociale liberato il 2 giugno 2012 e situato proprio entro il perimetro dell’area sequestrata.
I reati di truffa, favoreggiamento, corruzione e disastro ambientale, lo ricordiamo, sono stati accertati dalle indagini a carico di oltre venti ex dirigenti di Bagnoli Futura ed altri enti locali, quelle stesse istituzioni che oggi ci aggrediscono perché proviamo ad opporci allo scempio esistente.

L’unico vero crimine che notifichiamo dal basso ogni giorno a un’intera classe politica, amministrativa ed imprenditoriale è una falsa bonifica, dopo decenni di sfruttamento, inquinamento e devastazione! Questi gli unici crimini, recidivi, di invasione e deturpazione del patrimonio della gente di Bagnoli, commessi col concorso di pubblico e privato, commessi ad unico vantaggio degli interessi antisociali di politica e classi dirigenti, di ieri come di oggi.
In tale contesto si delinea inequivocabilmente la logica d’una punizione esemplare, al subdolo fine di dissuadere il dissenso e fermare la mobilitazione della comunità, colpendo chi ne è promotore, corpo e anima.
L’assurdità di questo intento repressivo è pari a quella della sua illusorietà. La pratica abusiva degli strumenti poliziesco-giudiziari non ha mai fatto altro che rafforzare la volontà politica di chi lotta per la giustizia sociale.
In questo quadro politico si aggiunge, integrandosi perfettamente, l’atteggiamento apparentemente benevolo delle istituzioni verso gli spazi sociali, dichiarato puntualmente dal sindaco De Magistris e dal presidente della X Municipalità Giorgio de Francesco (quest’ultimo segnalatosi per la sua doppia faccia per le “segnalazioni” infamanti su Villa Medusa), e smentito ogni volta come mero esercizio di demagogia, compatibile con l’autoritarismo che caratterizza la gestione dei conflitti e della crisi in questa fase storica. Che cosa dicono il sindaco e l’amministrazione che si dicono “amici dei movimenti” di fronte a tutto questo? Perché fanno finta di non sentire chi li mette di fronte alle loro responsabilità?

Tanto maggiore è lo slancio del nostro impegno, quanto più accanito diviene l’inasprirsi di un visibile disegno repressivo dei movimenti sociali, specie nell’area flegrea, ad un tempo ulteriore conferma della rilevanza politica di quest’area, e prova dell’efficacia nostre pratiche di conquista della giustizia sociale negatale. Non esitiamo un istante, non arretriamo d’un passo: andremo avanti, con ancor più determinazione.

Vogliamo un tavolo permanente con il Comune di Napoli, l’Agenzia del Demanio e la comunità di Bancarotta 2.0 e delle realtà territoriali che si battono per la bonifica e gli spazi sociali, per definire assieme un percorso partecipato, per sottrarre il Lido Pola dalle mire speculative dei privati e restituirne l’utilizzo e la funzionalità sociale alla città di Napoli e al quartiere bagnolese!

Nel frattempo la risposta concreta di Bancarotta 2.0 a questo effimero tentativo di intimidazione è la seguente: Bancarotta 2.0 – Lido Pola Liberato.

Dopo un mese di lavori per la liberazione del Lido Pola dal degrado, necessari alla messa in sicurezza della struttura ed al ripristino della fruibilità dei suoi spazi, Bancarotta può restituire questo luogo alla comunità cui appartiene, facendone uno spazio sociale destinato alla gente di Bagnoli, per soddisfarne i bisogni e tutelarne i diritti, e continuare il percorso di mobilitazione della comunità flegrea.

Non saranno certo simili attacchi ai nostri compagni a fiaccare la volontà di giustizia che alimenta la nostra battaglia contro l’orrore che avvolge questa terra e ne soffoca le genti. Il futuro di Bagnoli non è una concessione, ma una conquista che abbiamo deciso di realizzare a qualunque costo.

9 luglio 2013
Bancarotta 2.0 – Ex Lido Pola liberato

Blog: bancarottabagnoli.wordpress.com
Email: bancarotta.bagnoli@gmail.com
FB: facebook.com/Bancarotta – Bancarotta Bagnoli
Manifesto: bancarotta.eu

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ALCUNE PROPOSTE:

Bancarotta intende realizzare un percorso collettivo e condiviso, fatto di corsi di discipline sportive, artistiche e ricreative; attività sociali, culturali e formative; laboratori formativi, ludici, artistici, per tutte le età; comitati per la bonifica, per la spiaggia pubblica, per l’assistenza alle vittime dell’inquinamento; vertenza per il registro tumori; promozione e organizzazione di venti culturali, rappresentazioni teatrali, concerti, e proiezioni; mobilitazione collettiva per l’autotutela, per la partecipazione attiva alla dimensione civica. Per la giustizia sociale che in questa terra manca da sempre.

Al fine della realizzazione di questo progetto, il collettivo Bancarotta chiede al Comune di Napoli, e all’Agenzia del Demanio, di intraprendere un percorso dialettico ma dialogico di risoluzione della controversia sulla gestione dello spazio del Lido Pola, affinchè venga definitivamente sottratto alle mire speculative dei privati e riconsegnato, e non concesso, al suo legittimo titolare, i cittadini.

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BonifichiAmo Bagnoli: di nuovo in piazza i comitati! | Striscione contro il Ministro Lorenzin e mascherine contro l’inquinamento

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Chi ha inquinato deve pagare

COMUNICATO STAMPA

BonifichiAmo Bagnoli: di nuovo in piazza i comitati!
Striscione contro il Ministro Lorenzin e mascherine contro l’inquinamento

Oggi pomeriggio i movimenti di lotta bagnolesi e gli attivisti del comitato BonifichiAmo Bagnoli sono scesi di nuovo in piazza per denunciare il disastro ambientale di Bagnoli, appurato solo recentemente dalle inchieste della magistratura.

Distribuiti volantini sul disastro ambientale di Bagnoli e mascherine per proteggersi dall’inquinamento. Dopo un corteo spontaneo, uno striscione viene esposto all’ingresso del Pontile Nord, chiuso da giorni per una protesta dei lavoratori della BagnoliFutura contro l’incertezza del loro futuro lavorativo: “IL DISASTRO AMBIENTALE NON FA PARTE DEL NOSTRO STILE DI VITA – CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE”. Così recita lo striscione in riferimento alle vergognose dichiarazioni del ministro Lorenzin.

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Le dichiarazioni del sindaco De Magistris sullo sblocco di fondi per la bonifica da parte del governo non convincono i comitati che denunciano il disastro ambientale di Bagnoli: i tempi della magistratura e l’attuale establishment politico-economico che gestisce la riqualificazione dell’area e che passa dai CDA di BagnoliFutura, di Città della Scienza, dalle attività commerciali che insistono sul litorale e dalle istituzioni, non costituiscono alcuna garanzia essendo tutti coinvolti, a vario titolo e talvolta avvantaggiandosene, nelle responsabilità o nei silenzi e assenzi che hanno accompagnato la truffa e il disastro ambientale della mancata bonifica di Bagnoli.

Le parole vergognose del ministro della salute del governo Letta, Beatrice Lorenzin – che qualche giorno fa aveva goffamente sminuito il peso dell’inquinamento causato da discariche, inceneritori, insediamenti industriali, abusivismo, e sversamenti tossici sul tasso di incidenza tumorale della nostra regione, attribuendone la causa allo “stile di vita” dei cittadini campani – hanno infatti suscitato l’indignazione e la rabbia dei cittadini di tutta la Campania.

In particolare le comunità che subiscono in modo più pesante l’impatto delle mancate bonifiche e degli abusi scellerati dell’economia legale ed extralegale sull’ambiente del territorio campano, si trovano a subire, oltre al danno di vedersi negato il diritto alla salute e un futuro dignitoso, la beffa di vedere coperti i responsabili e negata la possibilità di chiedere giustizia! Così mentre le politiche del governo proseguono la distruzione della sanità e del welfare pubblico, attaccando il diritto alla salute, si cerca di cancellare anche le responsabilità storiche che hanno fatto della Campania e di altre zone del meridione e del paese terreno di sperimentazione degli più scellerati abusi nel nome dell’interesse economico, ponendo le basi per un vero e proprio biocidio che grava, oltre che sulla salute e sull’ambiente, sull’intera economia dei territori colpiti.

Prosegue dunque la lotta per la creazione di un osservatorio sulla bonifica, uno strumento di vigilanza dal basso verso l’utilizzo dei fondi e le procedure che dovrebbero interessare la bonifica dell’area, per la chiusura di Bagnoli Futura, e per l’applicazione sostanziale del principio giuridico che prevede che “chi ha inquinato deve pagare”, intervenendo direttamente sui beni mobili e immobili dei responsabili del disastro-Bagnoli.

Inoltre le realtà protagoniste del Comitato BonifichiAmo Bagnoli chiedono l’apertura di un tavolo permanente su casa, lavoro, servizi e spazi sociali, che riconosca preventivamente la legittimità e la virtuosità di esperienze di autogestione (come quelle di Villa Medusa e dell’ex Lido Pola – Bancarotta 2.0) come effettivi percorsi di “bonifica sociale” del territorio.

Il Comitato Bonifichiamo Bagnoli si riunirà prossimamente in plenaria mercoledì 17 luglio per decidere come continuare la mobilitazione.

Napoli, 5 luglio 2012
Comitato cittadino di lotta “BonifichiAmo Bagnoli”

Per riferimenti contatta gli infopoint:
Laboratorio Politico Iskra – ogni Lunedi ore 17:00 – via Enea 19/a, Bagnoli
Lido Pola Occupato – Bancarotta
Villa Medusa Occupata
Casa del Popolo Fuorigrotta

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Comitato “BonifichiAmo Bagnoli”: report sull’Assemblea del 30 giugno

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Dopo le mobilitazioni di questi mesi continua l’attività del Comitato di Lotta “Bonifichiamo Bagnoli”

Chi ha inquinato deve pagare! 

Bonifichiamo Bagnoli!

L’Assemblea di Domenica 30 a Viale Campi Flegrei a Bagnoli – promossa dal Comitato di Lotta “Bonifichiamo Bagnoli” – è stato un ulteriore momento di discussione tra realtà e cittadini del territorio per capire insieme come proseguire il lavoro del comitato sui punti da subito specificati: costituzione di un osservatorio partecipato dal basso sulla bonifica per capire il reale livello di inquinamento del nostro territorio insieme all’istituzione e attivazione reale di un registro tumori, scioglimento del carrozzone clientelare di Bagnoli Futura, l’attuazione del sacrosanto principio “chi ha inquinato – o non bonificato – deve pagare”, tavolo permanente su casa, lavoro, servizi e spazi sociali.

Oltre a ripercorrere gli ultimi appuntamenti e mobilitazioni che hanno visto nascere questo Comitato – si è sensibilizzato ancora una volta il quartiere rispetto a quello che sta accadendo a Bagnoli: un disastro ambientale ed una epidemia mortale a causa della contaminazione dei terreni e delle acque con agenti patogeni che si somma alla devastazione di 800 ettari di suolo e di 2 km di costa e fondale, la concentrazione di amianto, idrocarburi e metalli pesanti che superano in misura esponenziale la soglia di rischio per la salute, oltre 500 lavoratori morti per cause correlate al lavoro e 1000 abitanti uccisi dall’inquinamento ambientale. In un contesto in cui è evidente l’aumento esponenziale dell’incidenza di patologie connesse all’inquinamento, con primato del tumore a fegato e polmone.

E’ evidente come sia stato inevitabile entrare anche nel merito dei reati ipotizzati per i 23 indagati: oltre il disastro ambientale, truffa, falso e favoreggiamento. Questo per una finta bonifica come esito di 20 anni di false promesse, l’aggravamento dei precedenti livelli di inquinamento, 107 milioni di € di denaro pubblico rubati e l’occultamento di rifiuti tossici polverizzati nel terreno utilizzato per il Parco dello Sport ed in parte venduto.

Tutto questo in un contesto territoriale dove ancora incerto è il futuro di Edenlandia e Zoo, si aggrava l’inadeguatezza dei servizi pubblici, si continua a non far luce sull’incendio di Città della Scienza mentre si pensa solo a ricostruirla, il ripristino della linea di costa sembra un miraggio e irrisolta del tutto è l’emergenza occupazionale come la tutela degli spazi sociali operanti sul territorio.

All’assemblea hanno partecipato oltre le realtà organizzate del territorio e cittadini di Bagnoli anche rappresentanti dell’Associazione Mai più Amianto ed una senatrice del M5S – Paola Nugnes che conosciamo essendo nata su questo territorio. Ribadendo come Comitato la nostra autonomia politica ed indipendenza rispetto le dinamiche istituzionali e che – come Comitato – non saremo mai oggetto di passerelle di vario genere, abbiamo chiesto di proporre ed istituire una interrogazione parlamentare sulla vicenda Bagnoli.

Infine, non per ordine d’importanza, un altro obiettivo ribadito in assemblea è stato quello di costituirci parte civile al processo che vede indagati per disastro ambientale i seguenti “signori”:

– Gianfranco Mascazzini, direttore generale del ministero dell’Ambiente oggi in pensione

– Sabatino Santangelo, già presidente pro tempore della Bagnolifutura e vicesindaco

– Rocco Papa, già presidente pro tempore della Bagnolifutura e vicesindaco

– Carlo Borgomeo, direttore generale della Bagnolifutura

– Mario Hubler, direttore generale della Bagnolifutura

– Gianfranco Caligiuri, direttore tecnico della Bagnolifutura

– Maria Palumbo, direttore generale del Centro campano tecnologie e ambiente

– Daniela Cavaliere, responsabile del laboratorio Ccta

– Federica Caligiuri, autrice dei prelievi per il campionamento

– Gaetano Cortellessa, tecnico capo cantiere della Bagnolifutura

– Emizio De Vizia, amministratore pro tempo della De Vizia Transfer Spa

– Vincenzo De Vizia, amministratore delegato pro tempore della De Vizia Transfer Spa

– Angelo Marchitelli, capo cantiere per le attività di bonifica eseguite dalla De Vizia

– Francesco Nigro, direttore tecnico di cantiere per conto della De Vizia

– Claudio Moccia, direttore tecnico, amministratore della società Italrecuperi

– Raffaele Iorio, ingegnere preposto alla Direzione lavori Ati MWH Spa

– Maurizio Iorio, ingegnere preposto alla direzione lavori Ati MWH

– Alfonso De Nardo, dirigente responsabile dipartimento provinciale Arpac

– Maria Teresa Celano, dirigente responsabile area ambiente Provincia Napoli

– Giuseppe Pulli, coordinatore dipartimento ambiente Comune Napoli

– Antonio Ambretti, dirigente Arpac con funzioni Rup presso il sito di bonifica di Bagnoli

L’assemblea si è conclusa ribadendo che non saranno certo i tempi della magistratura a dettare la nostra mobilitazione ed il nostro lavoro come Comitato. Quindi rilanciamo un ulteriore appuntamento per Venerdi 5 alle ore 18:00 Viale Campi Flegrei e continuiamo a tenere aperti spazi che utilizzeremo come “infopoint” del Comitato per chiunque sia interessato a conoscere e partecipare!

Per riferimenti contatta gli infopoint:

Laboratorio Politico Iskra – ogni Lunedi ore 17:00

Lido Pola Occupato – Bancarotta

Villa Medusa Occupata

Casa del Popolo Fuorigrotta

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Siamo ancora in Bancarotta

SIAMO ANCORA IN BANCAROTTA

Dopo il sequestro disposto dalla magistratura sulle aree Ex Italsider, Eternit e sulla colmata a mare di via Coroglio, la comunità di Bancarotta è entrata in mobilitazione permanente, nonostante l’impedimento dei sigilli a proseguire le attività all’interno del nostro spazio sociale occupato e liberato dal 2 giugno 2012 in via Coroglio.

539746_248775131929507_908180927_nDopo aver fatto incessantemente assemblee, presidi, incontri con i cittadini del quartiere e con i lavoratori, dopo l’occupazione della X municipalità, il colloquio con il sindaco De Magistris, dopo aver lanciato la settimana della rabbia di Bagnoli, con il sequestro popolare di Bagnoli Futura, il corteo e l’assedio alla Porta del Parco, dopo il presidio al Consiglio Comunale speciale su Bagnoli, e l’assemblea popolare di sabato 21 aprile, conclusa con la costituzione di un comitato cittadino di lotta per la bonifica, possiamo dire che siamo riusciti nel nostro obbiettivo: rimettere in moto un percorso di partecipazione e di lotta sul quartiere, troppo spesso delegato alle esperienze autorganizzate dei tanti collettivi e associazioni che da anni fioriscono su questo territorio, nel tentativo di costruire un fronte di lotta, guardando a cosa è avvenuto all’Ilva di Taranto o in Val di Susa con il movimento No Tav, sulla base di un principio semplice e forte: chi ha inquinato deve pagare!

Nel frattempo abbiamo continuato a portare avanti le nostre attività come sappiamo fare, per strada, tra la gente, organizzando i laboratori, i corsi, le esibizioni, le serate musicali nei tanti luoghi pubblici, spesso inutilizzati (o utilizzati male), del nostro quartiere, dalla municipalità stessa alla zona pedonale, dalla Piazza a Mare, ai marciapiedi e ai muri. Abbiamo chiesto da subito all’amministrazione comunale di riconoscere la legittimità e il valore del nostro percorso sociale e culturale, e dunque di trovare assieme a noi soluzioni alternative per garantirne lo svolgimento in altri spazi adeguati; fin’ora ottenendo solo disponibilità, ma non risposte concrete.

Il sequestro della magistratura, per quanto con anni di ritardo e fotografando parzialmente una situazione già nota e attestata dall’esperienza rispetto alla devastazione ambientale, alle truffe e alla mancata bonifica, dà ragione e forza a chi da anni denunciava tutto questo, anche se paradossalmente, nel caso di Bancarotta, ricade pesantemente proprio sulla sostenibilità stessa di quella comunità organizzata attorno al suo spazio sociale.

Nel frattempo però continuano a non esserci chiare molte cose:

  • Quali suoli sono stati posti sotto sequestro e quali non? E con quali criteri? Perchè le attività che insistono a pochi metri dai terreni inquinati (come i vari arenili sul litorale di Coroglio o gli stessi uffici della Bagnoli Futura e la Porta del Parco) continuano a funzionare?

  • Come mai, accanto alle responsabilità penali, non vengono indicate le responsabilità politiche del disastro di Bagnoli?

  • Qual è il senso di quanto disposto dalla magistratura in merito alla bonifica di fronte alla situazione finanziaria (disastrosa) di Bagnoli Futura e dell’assenza di un progetto chiaro su Bagnoli da parte dell’amministrazione comunale?

  • La magistratura intende tenere conto degli interessi speculativi che ancora si muovono sulla riqualificazione dell’area ovest di Napoli dentro e oltre l’area Ex Italsider e il ruolo che essi svolgono in merito alle vicende dell’inchiesta, ma anche della battaglia per la spiaggia pubblica, della vicenda dell’incendio di Città della Scienza, della crisi del complesso Zoo/Edenlandia, della Mostra d’Oltremare, e della dismissione della base Nato?

Questi ed altri interrogativi ci accompagnano, coscienti di poter trovare le risposte e fare chiarezza e giustizia solo attraverso la mobilitazione popolare e la partecipazione. Per fare questo chiediamo il sostegno e la vicinanza dei tanti che ci hanno attraversato e conosciuto. Pronti a riprenderci il nostro spazio vitale, determinati a prenderci tutto!

Bancarotta Bagnoli

FB Bancarotta

BLOG https://bancarottabagnoli.wordpress.com/

E-MAIL bancarotta.bagnoli@gmail.com

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