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II Assemblea Popolare – sblocchiamo NOI Bagnoli – X Municipalità

Dopo la grandissima partecipazione alla prima assemblea popolare e ai tavoli di lavoro, secondo appuntamento per proseguire in assemblea l’organizzazione della mobilitazione e le proposte dei tavoli tematici.

APPUNTAMENTO SABATO 24 DALLE ORE 9:00
ALL’INTERNO DEL PARLAMENTO DELLA X MUNICIPALITA’
IL COMMISSARIAMENTO SARA’ POPOLARE!

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Dopo il corteo del 30 Settembre e la prima Assemblea popolare a Villa Medusa di Sabato 10, per decidere sul futuro dell’area e per mettere al centro i bisogni di chi vive la città e i territori, ogni due settimane di Sabato ci incontreremo per discutere e decidere sul nostro futuro, non staremo più a guardare aspettando che il politico o lo speculatore di turno vengano a prendere le decisioni in base ai loro bisogni.

Mettere d’avanti le necessità degli abitanti del quartiere partendo dai problemi che giorno per giorno siamo costretti ad affrontare.

Abbiamo già individuato alcuni nodi centrali da affrontare per poter iniziare la discussione e dividerci in tavoli: l’annosa questione dei trasporti legata alla gestione della sepsa, la problematica relativa alla mancanza di edifici scoalstici e di una scarsa possibilità di lavoro per gli studenti, la questione disoccupazione che tiene in scacco numerosi cittadini costringedoli ad emigrare, le problematiche legate alla movida senza controlli…

Queste sono sole alcune delle questioni che ci preme discutere ma sicuramente altre ne verranno fuori durante il dibattito.

PARTECIPA PER DECIDERE SUL FUTURO DEL TUO QUARTIERE

BASTA LAMENTARSI!
LIBERIAMO BAGNOLI!
SBLOCCHIAMO NOI BAGNOLI
DECIDIAMO NOI SUL NOSTRO TERRITORIO!

Dopo che negli ultimi mesi Renzi ha giocato sul nome del commissario, sembra essere ufficiale che la nomina verrà data a Nastasi, volto in apparenza nuovo ed estremamente pulito.

Personaggetto perfetto per chi vuole mascherare operazioni ben più contorte e pericolose, quale l’individuazione del soggetto attuatore privato che con l’articolo 33 della legge ‘Sblocca Italia’ andrà avanti con provvedimenti mirati a mettere il destino di un’area di oltre 250 ettari in mano alla speculazione edilizia, agli interessi privati dei vari Caltagirone e Fintecna e alla trasformazione del principio “chi inquina paga” in “chi inquina viene ripagato”.

Vogliamo veramente lasciare in mano al partito che attualmente sta governando l’Italia e alle stesse società e soggetti responsabili di questo disastro ancora una volta la possibilità di decidere sul futuro del nostro territorio?

Pensi davvero che siano loro a “sbloccare” Bagnoli?

Per un reale ripristino, progresso e riqualificazione delle aree ex-Italsider, cosi come l’area Ex-Nato, l’alternativa a questo disastro non può che provenire da noi, l’inversione di rotta non può che partire da chi Bagnoli la vive e la soffre.

CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE:
Bonifiche reali e sotto controllo popolare
Lavoro stabile e sicuro
Spiaggia pubblica
Servizi e spazi sociali

UN’ALTRA BAGNOLI E’ POSSIBILE
CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE
IL COMMISSARIAMENTO SARA’ POPOLARE
BONIFICA, LAVORO, SERVIZI, SPIAGGIA, SPAZI SOCIALI

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13 giugno, ore 17: #PrendiSpazio al Lido Pola – Assemblea verso la gestione comunitaria dello spazio

Il Lido Pola era uno stabile abbandonato da circa 20 anni, lasciato al degrado strutturale, igienico-sanitario e sociale : il 17 maggio 2013 è stato occupato dal collettivo Bancarotta 2.0 per bloccarne la svendita e la privatizzazione, nonché per cominciare un percorso di riappropriazione e di recupero sociale della struttura, con interventi di riqualificazione e messa in sicurezza.

#PrendiSpazio

Questo processo di partecipazione ed auto-organizzazione dal basso ha prodotto dei progressi in fatto di smaltimento dei rifiuti, interventi di messa in sicurezza dei solai e di impermeabilizzazione del tetto, installazione di porte, finestre, servizi, attrezzature per garantire la vivibilità e l’ accessibilità della struttura a tutti.

Attraverso la realizzazione di attività sociali e politiche, artistiche e culturali (assemblee, dibattiti, concerti, esposizioni, presentazione di libri, cineforum, teatro, mostre corsi, laboratori, stage e molto altro ancora) e la partecipazione attiva di coloro che le attraversano, vogliamo dare nuova destinazione d’ uso ad uno dei tantissimi spazi abbandonati di Bagnoli, un quartiere in cui governi ed amministrazioni negli ultimi decenni hanno lasciato spazio solo ad inquinamento, speculazione economica e svendita dei beni pubblici, invece di soddisfare i bisogni e i desideri di chi lo abita.

Tale processo, nonostante l’arrivo delle solite misure repressive, è stato portato da subito all’attenzione del Comune di Napoli e dell’Agenzia del Demanio (proprietaria dello stabile) con la proposta di trovare le modalità per realizzare una gestione partecipata nonché l’auto-recupero della struttura e la bonifica delle aree circostanti dai rifiuti, a partire dal trasferimento dello stabile dalla gestione demaniale a quella comunale.

Al dialogo con le istituzioni sono, però, seguiti pochi fatti concreti: il sito è ancora da bonificare, l’acquisizione da parte del Comune di Napoli è in fase di completamento, non esiste una progettualità né un interesse politico forte nel valorizzare il percorso di partecipazione e di autorecupero costruendo le condizioni per la sua continuità. Dopo due anni di dialogo vogliamo proseguire il percorso senza aspettare, come abbiamo sempre fatto. Stavolta mettiamo al centro la gestione e la progettualità sul futuro del Lido Pola, a partire dalla partecipazione.

Nonostante la forte solidarietà dimostrata in questi anni da abitanti del quartiere e dai movimenti cittadini, sentiamo la necessità di ampliare e condividere la gestione dello spazio con tutte le persone che in questi mesi hanno attraversato, pensato, vissuto, o anche solo sbirciato quanto realizzato finora al Lido Pola: agli attivisti, alle associazioni, agli artisti, ai precari, ai lavoratori, ai disoccupati, agli insegnanti, ai ricercatori, agli studenti e a tutte le persone interessate alla gestione partecipata e comunitaria di una struttura che è una risorsa dell’intera città.

Così come avviene in tanti spazi che in questi anni sono stati occupati e restituiti alla città (l’ex asilo Filangieri, il Giardino di Materdei, Villa Medusa, il convento di S. Fede liberata, il Parchetto di Soccavo, e così via), si vuole proporre un’idea di uso lontana dalla gestione privatistica e dalla logica del profitto connessa ai bisogni e alle lotte dei territori, costruendo reti di solidarietà e mutualismo, facendo della nostra esperienza comune una concreta alternativa politica e culturale alla distruzione del welfare, dei servizi, alla chiusura degli spazi di socialità. Farsi, insomma, anticorpi contro il dilagare di fascismo, razzismo, securitarismo, individualismo, e promuovere insieme un modo diverso di vivere i territori e le relazioni.

Invitiamo tutte/i sabato 13 giugno alle 17:00 al Lido Pola per partecipare, con proposte per nuove attività o per rilanciare le iniziative che sono state realizzate al Lido Pola in questi anni, al dibattito sul percorso di costruzione di un’assemblea di gestione comunitaria.

Sostieni gli spazi sociali, sostieni il Lido Pola: #PrendiSpazio anche tu!

Bancarotta 2.0

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13 giugno, ore 17: #PrendiSpazio al Lido Pola – Assemblea verso la gestione comunitaria dello spazio

#PrendiSpazio

Il Lido Pola era uno stabile abbandonato da circa 20 anni, lasciato al degrado strutturale, igienico-sanitario e sociale : il 17 maggio 2013 è stato occupato dal collettivo Bancarotta 2.0 per bloccarne la svendita e la privatizzazione, nonché per cominciare un della struttura, con interventi di riqualificazione e messa in sicurezza.

Questo processo di partecipazione ed auto-organizzazione dal basso ha prodotto dei progressi in fatto di smaltimento dei rifiuti, interventi di messa in sicurezza dei solai e di impermeabilizzazione del tetto, installazione di porte, finestre, servizi, attrezzature per garantire la vivibilità e l’accessibilità della struttura a tutti.

Attraverso la realizzazione di attività sociali e politiche, artistiche e culturali (assemblee, dibattiti, concerti, esposizioni, presentazione di libri, cineforum, teatro, mostre corsi, laboratori, stage e molto altro ancora) e la partecipazione attiva di coloro che le attraversano, vogliamo dare nuova destinazione d’uso ad uno dei tantissimi spazi abbandonati di Bagnoli, un quartiere in cui governi ed amministrazioni negli ultimi decenni hanno lasciato spazio solo ad inquinamento, speculazione economica e svendita dei beni pubblici, invece di soddisfare i bisogni e i desideri di chi lo abita.

Tale processo, nonostante l’arrivo delle solite misure repressive, è stato portato da subito all’attenzione del Comune di Napoli e dell’Agenzia del Demanio (proprietaria dello stabile) con la proposta di trovare le modalità per realizzare una gestione partecipata nonché l’auto-recupero della struttura e la bonifica delle aree circostanti dai rifiuti, a partire dal trasferimento dello stabile dalla gestione demaniale a quella comunale.

Al dialogo con le istituzioni sono, però, seguiti pochi fatti concreti: il sito è ancora da bonificare, l’acquisizione da parte del Comune di Napoli è in fase di completamento, non esiste una progettualità né un interesse politico forte nel valorizzare il percorso di partecipazione e di autorecupero costruendo le condizioni per la sua continuità. Dopo due anni di dialogo vogliamo proseguire il percorso senza aspettare, come abbiamo sempre fatto. Stavolta mettiamo al centro la gestione e la progettualità sul futuro del Lido Pola, a partire dalla partecipazione.

Nonostante la forte solidarietà dimostrata in questi anni da abitanti del quartiere e dai movimenti cittadini, sentiamo la necessità di ampliare e condividere la gestione dello spazio con tutte le persone che in questi mesi hanno attraversato, pensato, vissuto, o anche solo sbirciato quanto realizzato finora al Lido Pola: agli attivisti, alle associazioni, agli artisti, ai precari, ai lavoratori, ai disoccupati, agli insegnanti, ai ricercatori, agli studenti e a tutte le persone interessate alla gestione partecipata e comunitaria di una struttura che è una risorsa dell’intera città.

Così come avviene in tanti spazi che in questi anni sono stati occupati e restituiti alla città (l’ex asilo Filangieri, il Giardino di Materdei, Villa Medusa, il convento di S. Fede liberata, il Parchetto di Soccavo, e così via), si vuole proporre un’idea di uso lontana dalla gestione privatistica e dalla logica del profitto, connessa ai bisogni e alle lotte dei territori, costruendo reti di solidarietà e mutualismo, facendo della nostra esperienza comune una concreta alternativa politica e culturale alla distruzione del welfare, dei servizi, alla chiusura degli spazi di socialità. Per farsi, insomma, anticorpi contro il dilagare di fascismo, razzismo, securitarismo, individualismo, e promuovere insieme un modo diverso di vivere i territori e le relazioni.

Invitiamo tutte/i sabato 13 giugno alle 17:00 al Lido Pola per partecipare, con proposte per nuove attività o per rilanciare le iniziative che sono state realizzate al Lido Pola in questi anni, al dibattito sul percorso di costruzione di un’assemblea di gestione comunitaria.

Sostieni gli spazi sociali, sostieni il Lido Pola: #PrendiSpazio anche tu!

Bancarotta 2.0

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Il PD, 4 amici al bar…

Qualche consigliere da destra a sinistra, compreso qualcuno dichiaratamente fascista, qualche ragazzo venuto da fuori e niente più, escluso ovviamente l’accompagnamento adatto e necessario a questi signori per farsi un banchetto: celerini con camionette, defender e la decina di ispettori della Digos, insieme al ViceQuestore Fiorillo che era impegnato ad andare a dire alla gente dai balconi che non poteva calare striscioni altrimenti avrebbe provveduto a salire per prendere nominativi.

Ecco l’iniziativa oggi del Partito Democratico a Bagnoli, blindati in una piazza mentre attorno a questa e per tutto il restante quartiere un corteo spontaneo ha ribadito ancora una volta che c’è chi ha capito il loro vero volto.21
Non solo responsabili della devastazione ambientale, disoccupazione, inquinamento e precarietà a Bagnoli…
Nascosti per decenni nelle stanze dei bottoni vivendo della rendita elettorale lasciatagli in eredità dal vecchio PCI
Hanno pianificato il massacro sociale di milioni di proletari in nome dell'”Europa” (BCE e Troika), precarizzando ogni aspetto delle nostre vite, distruggendo ogni conquista sociale e dando mano libera ai padroni di licenziare e di spremere i proletari a loro piacimento.
Hanno condannato milioni di giovani al lavoro nero e alla disoccupazione a vita.
Si sono serviti dei sindacati corrotti e venduti per addormentare i lavoratori, di una casta di burocrati, colletti bianchi, baroni universitari, buffoni di corte e giornalisti prezzolati per occupare ogni spazio e ogni ruolo-chiave nel mondo dell’arte, della cultura, della scienza, della ricerca e dell’intera macchina amministrativa statale.
Hanno sguinzagliato giudici e forze dell’ordine col compito di ordire trame repressive contro chiunque non accetta le loro politiche di “lacrime e sangue”
Hanno ideato e sponsorizzato la forma più brutale di sfruttamento dei lavoratori attraverso il perverso sistema delle cooperative in gran parte dei più importanti gangli del sistema produttivo.Hanno distrutto e devastato i nostri quartieri e aver fatto morire i nostri cari di tumore in nome degli interessi della malavita, delle lobbies dell’malaffare e dei grandi gruppi industriali.223
Hanno pianificato guerre e saccheggi di risorse ai danni di altri popoli con la scusa degli interventi umanitari.
Hanno violentato e calpestato ogni residuo di democrazia, mentre sono ancora all’opera per prostituire ancora di più la stessa Costituzione borghese agli interessi di sfruttatori, strozzini e parassiti di ogni risma.

ALLE PROSSIME REGIONALI PUNIAMOLI CON L’UNICA ARMA CHE A LORO FA MALE: NON VOTIAMOLI E CONVINCIAMO OGNI NOSTRO PARENTE, AMICO, COLLEGA CONOSCENTE, COINQUILINO A NON VOTARLI!

NON DEMORDIAMO NELLE PIAZZE E NEI LUOGHI DI AGGREGAZIONE – COSTRUIAMO UNA MOBILITAZIONE REALE PER ABATTERE QUESTI PARASSITI

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[Appello Nazionale] Contro lo SbloccaItalia > Oltre lo sbloccaitalia

Nessuna decisione sulle nostre teste!

Verso un movimento nazionale di massa contro lo sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente

 no sblocca italia

In questi mesi si sono sviluppate numerose mobilitazioni popolari contro lo SbloccaItalia, soprattutto nei territori centro-meridionali dove la crisi morde più forte. Migliaia di persone sono scese in piazza a Napoli, Potenza, Taranto, in Irpinia ed altri territori, per dire no ad operazioni dannose, molte delle quali già in gestazione da tempo, a cui questa norma spiana la via: autostrade inutili, Tav, trivellazioni per idrocarburi, gasdotti, inceneritori, false bonifiche, speculazioni edilizie, privatizzazione di beni e servizi pubblici.

Significativamente, le comunità in lotta hanno cercato da subito forme di coordinamento e reciproco sostegno contro il nemico comune, risultando chiaro a tutte che al cuore dello SbloccaItalia c’è un ulteriore esproprio di decisionalità e risorse dai territori. L’attacco di Renzi ai “comitatini” che bloccherebbero lo sviluppo del paese ha indicato a tutti con chiarezza la duplice compressione a cui si intende sottoporre sia la democrazia che l’ambiente in nome di una presunta uscita dalla crisi economica. Con questo provvedimento ed altri di segno analogo il governo Renzi prosegue infatti nel solco dei suoi predecessori, rafforzando il controllo dell’esecutivo sul governo del territorio per imporre il trasferimento ai grandi gruppi imprenditoriali di ingenti risorse pubbliche; quelle stesse risorse che, con la scusa della loro ristrettezza, vengono sottratte alla spesa sociale. Siamo, inoltre, di fronte all’introduzione della totale impunità per chi inquina. Norme compiacenti come lo SbloccaItalia riducono i controlli pubblici e permettono agli inquinatori di autocertificarsi e guadagnare dalle bonifiche, mentre la nuova legge sui reati ambientali in discussione al Parlamento prepara un colpo di spugna su tutti i disastri passati e futuri. I tribunali assolveranno gli industriali responsabili della morte di centinaia di operai e cittadini o ne prescriveranno i reati, come nelle recenti sentenze per i processi sulla Marlane Marzotto e l’Eternit.

Lo SbloccaItalia è quindi solo lo strumento più recente ed onnicomprensivo, ma non certo il primo né l’ultimo, di quelle politiche di sfruttamento, speculazione e devastazione ambientale contro le quali lottano da tempo le comunità locali ed i movimenti. Le mobilitazioni contro lo SbloccaItalia costituiscono un ramo di questo conflitto, inserendosi nella traccia della resistenza al Tav, al Mose, all’Expo2015, al Muos, alle servitù militari, al nucleare; delle lotte per il diritto all’abitare, contro la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici. Lotte che, insieme a quelle per il lavoro, il salario, i diritti sociali di nativi e immigrati, costituiscono il perno dell’opposizione sociale alle politiche di sfruttamento e di militarizzazione nel nostro paese. Non a caso le manifestazioni contro lo SbloccaItalia si sono naturalmente unite in piazza a quelle dello sciopero sociale e contro il Job Act, intrecciandosi con il movimento degli studenti. Esistono quindi alcune condizioni affinchè l’attacco generale del Governo possa essere ribaltato in un’altrettanto generale risposta dei territori, riconnettendo non solo concettualmente le lotte esistenti su obiettivi e pratiche condivise.

Su questa linea di ragionamento si è sviluppato un confronto tra le realtà di base centromeridionali attivatesi contro lo SbloccaItalia, in particolare nelle assemblee svoltesi il 7 dicembre a Napoli ed il 18 gennaio a Montesano, per capire come consolidare ed allargare il fronte di lotta, a partire da un’analisi realistica della situazione. Se più di un territorio ha espresso mobilitazioni fortemente significative per qualità e quantità della partecipazione, il contesto generale non appare tale da potersi parlare di un vero e proprio movimento di massa, sufficientemente esteso sul territorio nazionale. E’ quindi necessario un lavoro organizzato di comunicazione ed informazione affinché i focolai di conflitto esistenti possano collegarsi ed estendersi a tutto il paese, ma anche una riflessione sui caratteri che questa risposta di movimento può avere in termini di piattaforma, organizzazione ed iniziative.

La prima e convulsa aggregazione delle diverse realtà locali nell’opposizione al decreto, oramai convertito in legge, deve porsi l’obiettivo di contestare in modo più stabile ed organico le politiche governative e gli interessi economici che sottostanno all’articolato dello SbloccaItalia. Un movimento che sia la mera somma delle singole vertenze locali e settoriali, in mutuo appoggio per evitare l’isolamento politico e mediatico, può forse bloccare o rallentare una singola operazione di devastazione ambientale ma non il processo complessivo. Contestare “le” trivellazioni petrolifere, “gli” inceneritori, “le” centrali elettriche o “le” nuove vie del gas significa contestare le politiche energetiche nazionali, così come opporsi alle grandi infrastrutture di trasporto come il Tav o l’autostrada Orte-Mestre vuol dire mettere in discussione le politiche di mobilità del paese. Se non ci si pone a questo livello dello scontro, almeno come prospettiva, si rischia di essere spazzati via dall’aggressività di un capitalismo incarognito e sempre meno disposto a concedere sconti; mentre un’efficace opposizione sociale di questo tipo può davvero aprire la strada ad un cambio di rotta rispetto alle attuali politiche economiche e sociali verso l’affermazione prioritaria dei bisogni e la conquista dei diritti. La generalizzazione delle lotte è inoltre la risposta politicamente più forte all’ondata repressiva che sta montando nel paese contro tutte le resistenze, di cui la ignobile sentenza di condanna ai militanti del movimento NoTav della Val di Susa, a cui va tutta la nostra complice solidarietà, è l’ultimo e più clamoroso esempio.
Non è un obiettivo facile da raggiungere ma proprio per questo occorre capire con urgenza i soggetti, i tempi ed i modi opportuni a perseguirlo. Dall’assemblea di Montesano è emersa la necessità di costruire un percorso condiviso che unisca e superi le vertenze incluse nello SbloccaItalia, aprendo un confronto politico con quei soggetti sociali organizzati, collettivi, comitati e reti nazionali, che lottano contro la devastazione ambientale e per la difesa dei beni pubblici, per un modello di sviluppo fondato sul soddisfacimento dei bisogni umani anziché sullo sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente per l’accumulazione di profitti del capitale.

 

Proponiamo quindi a queste realtà, a partire dai movimenti No Tav, No Muos, No Expo, No Mose, alla rete Abitare nella crisi, al movimento per l’Acqua pubblica, di confrontarci a partire da questa bozza di appello per costruire insieme un’assemblea nazionale entro l’inizio di marzo, dove discutere le questioni qui accennate e verificare l’organizzazione di una grande manifestazione nazionale da svolgersi tra aprile e maggio.

Assemblea delle realtà di base centromeridionali contro lo SbloccaItalia

Montesano Scalo (SA), 18 gennaio 2015

stopsbloccaitalia@gmail.com

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Strappiamo il Lido Pola alla speculazione e restituiamolo alla città! Il voto in consiglio comunale…

In questo periodo verrà discussa in consiglio comunale la delibera per l’acquisizione dell’ex Lido Pola – uno stabile di proprietà demaniale abbandonato da oltre 10 anni, e ridotto per molto tempo ad una discarica abusiva, costruito sulla Spiaggia di coroglio negli anni ’50 e divenuto col tempo un punto di riferimento per la socialità del territorio e della città – e di un pacchetto di altri beni del patrimonio pubblico demaniale. Un passaggio fondamentale per bloccare i processi di svendita e speculazione su tali beni, sottrarli all’abbandono e agli abusi, ma un passaggio ancora insufficiente se non viene interpretato come la condizione per restituire effettivamente questi beni alla città, attivando processi di riprogettazione partecipata dell’uso di questi spazi che rispondano ai bisogni sociali che dai territori e dai conflitti sociali si esprimono e si sviluppano.DSC_0245
Da più di un anno il Lido Pola é oggetto di una bonifica, sociale ed ambientale, ad opera della comunità di bancarotta e degli abitanti del territorio che si oppongono alle politiche di svendita, privatizzazione e cementificazione del patrimonio pubblico e naturale dell’ area occidentale della città di Napoli.
Una bonifica “dal basso” cominciata con l’occupazione e proseguita con l’autogestione e l’autorecupero dello spazio. Un’operazione che ha incontrato non pochi ostacoli e difficoltà, e anche qualche nemico: come gli ex concessionari privati, che dopo anni di abbandono, poche ore dopo l’occupazione dello stabile, si sono ricordati di quel luogo tanto meraviglioso quanto distrutto, per rivendicarne i diritti in nome della sua messa a reddito, per conto di un contenzioso giudiziario con l’Agenzia del Demanio.
Noi come collettivo di Bancarotta 2.0 abbiamo protestato sia nei confronti del Demanio, che chiamando in causa il Comune di Napoli, affinchè si impedisse che dopo anni di abbandono e degrado – mal sopportato anche dagli abitanti del quartiere di Coroglio – la struttura finisse di nuovo nelle mani dei privati, aggiungendo un altro tassello alla privatizzazione e alla messa a profitto del litorale Coroglio-Bagnoli: uno scempio di commercializzazione selvaggia che gli abitanti hanno dovuto subire in questi anni, accanto alla mancata bonifica e al disastro delle politiche di riqualificazione dell’area post-industriale.
Abbiamo subito per questo prima minacce e intimidazioni, poi anche le denunce. E ancora oggi serpeggia, anche in ambito istituzionale, nel consiglio comunale, la volontà di bloccare questo processo sbandierando una presunta legalità vuota e arrogante, ma di fatto coprendo gli interessi della speculazione privata e dei veri “abusivi” di questa città! Lo sappiamo e non ci spaventa, anzi ci dà ancora più coraggio e determinazione nel proseguire il percorso.

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La struttura del Lido Pola, rimasta per anni fatiscente e abbandonata, oggi rivive con decine di attività – concerti, proiezioni, assemblee, laboratori, corsi, reading, spettacoli teatrali, mostre, dibattiti, cineforum – completamente autogestite, grazie alla fatica e alla determinazione di una comunità che lo anima.
Attraverso lenti ma inesorabili interventi di manutenzione questa stessa comunità procede da un anno e mezzo all’autorecupero della struttura, per restituirla pezzo dopo pezzo all’uso comunitario.

Riteniamo, oggi come all’indomani dell’occupazione, un passaggio fondamentale l’acquisizione dell’ex Lido Pola nel patrimonio pubblico da parte del Comune di Napoli per sottrarlo alla speculazione in atto e dare una risposta agli abitanti del quartiere che dia la possibilità di immaginare e praticare uno sviluppo alternativo e sostenibile delle risorse del territorio, a partire dalla bonifica dei suoli e del mare , la realizzazione della spiaggia pubblica come richiesto dal referendum cittadino promosso dal comitato una spiaggia per tutti , del grande parco urbano. Un passaggio – lo ripetiamo – fondamentale ma non sufficiente.
Per noi questa è la condizione per avviare – assieme alla comunità di Bancarotta 2.0 e del Lido Pola, agli abitanti del borgo di Coroglio, dei quartieri di Bagnoli, Fuorigrotta e Cavalleggeri, e al tessuto associativo culturale e di movimento sul territorio – una effettiva riprogettazione partecipata dello spazio e del suo uso comune, a partire dai bisogni sociali e dalle lotte che questo territorio esprime.

L’acquisizione del Lido Pola e degli altri beni demaniali rappresenterebbe quindi un primo importante risultato non solo per la nostra comunità, ma per quanti condividono un’idea di città fuori dalle logiche del profitto e della rendita, della speculazione, della cementificazione, e che vogliono contrastare il degrado, la povertà, l’emarginazione e la distruzione del welfare, con la lotta e la conquista di spazi sociali. Un processo di crescita che si nutre dei conflitti, che stanno fuori dal perimetro istituzionale, e che senza necessariamente pontificare di beni comuni e partecipazione, sperimenta qui ed ora la riappropriazione sociale di spazi e tempi di vita.

Vogliamo dunque porre l’attenzione e vigilare sull’acquisizione nel patrimonio comunale del Lido Pola e delle altre strutture e, insieme, mobilitarci per attivare percorsi di partecipazione e di lotta per restituirli alla città, attraverso modelli di riprogettazione partecipata e attraverso tutte le sperimentazioni creative e organizzate che le lotte saranno in grado di produrre in città.

Bancarotta 2.0 – Lido Pola liberato

FB (pagina): Bancarotta

FB (pagina): Bancarotta Bagnoli

TWITTER: Bancarotta Bagnoli (@banca_rotta)

EMAIL: bancarotta.bagnoli@gmail.com

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Prima assemblea del centro-sud contro lo SbloccaItalia

Prima assemblea del centro-sud contro lo SbloccaItalia @ L'Asilo

Prima assemblea del centro-sud contro lo SbloccaItalia @ L’Asilo

COMUNICATO FINALE

Ad un mese dalla mobilitazione di Bagnoli del 7 Novembre, sull’onda delle mobilitazioni di questi mesi (da Potenza alle marce contro il biocidio) si è svolta la prima partecipatissima assemblea del centro-sud contro lo SbloccaItalia.

Un primo importante momento di confronto, con centinaia di partecipanti, tra realtà, organizzazioni, coordinamenti, comitati e resistenze territoriali con l’obiettivo di costruire unitariamente una campagna contro la legge SbloccaItalia, inserita all’interno di una generale aggressione del capitale alle condizioni di vita, economiche, sociali ed ambientali.

L’articolato del decreto è una raffica di misure per la svendita del patrimonio immobiliare pubblico, la deregolamentazione degli interventi edilizi, il rilancio indiscriminato delle grandi opere inutili, l’incentivazione degli strumenti finanziari a servizio della speculazione, la promozione degli impianti per l’incenerimento dei rifiuti, commissariamenti, l’agevolazione delle trivellazioni per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, la proliferazione di gasdotti e gassificatori.

Passato con l’ennesima fiducia al Senato con l’accelerazione da parte dell’esecutivo, il governo con lo Sblocca-Italia è riuscito paradossalmente nell’intento di unire le tante vertenze territoriali.

L’esigenza di una campagna nazionale nasce non solo per includere le singole vertenze in un contenitore che le rafforzi ma anche e soprattutto a prefigurare un movimento effettivamente unitario che contrasti questo decreto nella sua interezza essendo inserito organicamente nella logica politica che ispira tutte le controriforme del governo Renzi sul lavoro, la scuola, la casa, il governo del territorio, i servizi locali: dal Jobs act alla Buona scuola, dalla legge Lupi sull’urbanistica al Piano casa.

L’assemblea esprime l’esigenza di costruire in maniera condivisa, con i tempi ed i passaggi opportuni, uno spazio di coordinamento che connetta tutte le vertenze in prospettiva di un superamento della pur positiva esperienza delle reti di mutuo soccorso.

Si valuta positivamente la proposta di una mobilitazione coordinata sui territori da realizzarsi entro fine Dicembre, possibilmente lo stesso giorno, per spingere le Regioni ad impugnare lo Sblocca-Italia di fronte alla Corte Costituzionale.

Sul piano organizzativo, e’ stata condivisa la proposta di costruire una assemblea nazionale attraverso assemblee di macro area. Il 14 dicembre si terra’ presso Pescara la assemblea delle realtà di Abruzzo, Molise e Marche. Per quanto riguarda il Sud, si e’ espressa l’esigenza di ampliare la rappresentatività dell’assemblea di oggi, lavorando ad un nuovo momento d’incontro anche con altre realtà meridionali; per tale incontro si e’ individuata la data del 18 gennaio, presso un luogo più baricentrico rispetto al sud quale la Certosa di Padula – Salerno. Attraverso questo appello ed i contatti con i comitati attivi del nord , si sollecita la convocazione di un assemblea di macro-area anche nel Nord. In modo da arrivare ad un assemblea nazionale verso la metà di Febbraio con la proposta all’ordine del giorno di una mobilitazione unitaria e nazionale contro lo Sblocca-Italia.

Ribadiamo che chi “devasta e saccheggia” è lo Stato, il quale mentre attacca le comunità che si oppongono ai processi speculativi assolve chi inquina ed uccide come nel caso del processo Eternit.

La generalizzazione delle lotte è la risposta politicamente più forte all’ondata repressiva che sta montando contro le esperienze di resistenza sui territori: dalla NoTav a Bagnoli, passando per le accuse ai NoTriv lucani, fino ai NoMuos.

Le varie iniziative che si svilupperanno sui territori già calendarizzate potrebbero condividere l’utilizzo di un unico canale comunicativo (anche attraverso hashtag in rete “No #SbloccaItalia”) che dia il senso della costruzione di un unico coordinamento inclusivo.

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Calendario delle iniziative sui territori

Sabato 13 Dicembre

Assemblea pubblica “StopBiocidio” all’Auditorium di Caivano

Manifestazione a Cagliari contro le servitù militare della Sardegna

Venerdi 19 Dicembre

Manifestazione “Difendiamo Taranto – No a Tempa Rossa” h 17:00 Zona Palamazzola

Per fine Dicembre – Manifestazione e Presidi a Pisticci ed altrove

Sabato 3 Gennaio Irpinia – Gesualdo

Manifestazione contro il Pozzo Gesualdo 1

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Prima Assemblea del Centro-Sud contro lo Sblocca-Italia

Partecipanti: Laboratorio Politico Iskra, Assise cittadina per Bagnoli, Coordinamento Studenti Flegrei, Stop Biocidio, Comitato No Inceneritore di Giugliano, Bancarotta/Lido Pola Bagnoli, Stop Tempa Rossa di Taranto, No Triv Potenza – Coordinamento Basilicata, Rap Molise, Zer081, Attac Napoli, StopTTip, Cantiere Sociale Chiaiano, Lab. Occ. Insurghencia, Coordinamento Nazionale No Triv – Sez.Basilicata, Communia Lazio, Rete Campana Salute Ambiente, Comitato Acqua Pubblica Salerno, Coord. Regionale Acqua Pubblica Campania, Rete Ambiente e Salute Salerno, PRC Salerno, Laboratorio sociale per i beni comuni – Potenza, L’altra Europa/L’altra Campania, No Triv Sannio, No Triv Irpinia, Abruzzo Social Forum, Forum abruzzese – Movimenti per l’Acqua, Coordinamento Comitati Fuochi, Usb/Ross@, Usb – Gruppo di lavoro Società Partecipate, Radio Vostok, Isde Salerno, Isde Puglia, Laboratorio Politico Kamo.

 

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