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Strappiamo il Lido Pola alla speculazione e restituiamolo alla città! Il voto in consiglio comunale…

In questo periodo verrà discussa in consiglio comunale la delibera per l’acquisizione dell’ex Lido Pola – uno stabile di proprietà demaniale abbandonato da oltre 10 anni, e ridotto per molto tempo ad una discarica abusiva, costruito sulla Spiaggia di coroglio negli anni ’50 e divenuto col tempo un punto di riferimento per la socialità del territorio e della città – e di un pacchetto di altri beni del patrimonio pubblico demaniale. Un passaggio fondamentale per bloccare i processi di svendita e speculazione su tali beni, sottrarli all’abbandono e agli abusi, ma un passaggio ancora insufficiente se non viene interpretato come la condizione per restituire effettivamente questi beni alla città, attivando processi di riprogettazione partecipata dell’uso di questi spazi che rispondano ai bisogni sociali che dai territori e dai conflitti sociali si esprimono e si sviluppano.DSC_0245
Da più di un anno il Lido Pola é oggetto di una bonifica, sociale ed ambientale, ad opera della comunità di bancarotta e degli abitanti del territorio che si oppongono alle politiche di svendita, privatizzazione e cementificazione del patrimonio pubblico e naturale dell’ area occidentale della città di Napoli.
Una bonifica “dal basso” cominciata con l’occupazione e proseguita con l’autogestione e l’autorecupero dello spazio. Un’operazione che ha incontrato non pochi ostacoli e difficoltà, e anche qualche nemico: come gli ex concessionari privati, che dopo anni di abbandono, poche ore dopo l’occupazione dello stabile, si sono ricordati di quel luogo tanto meraviglioso quanto distrutto, per rivendicarne i diritti in nome della sua messa a reddito, per conto di un contenzioso giudiziario con l’Agenzia del Demanio.
Noi come collettivo di Bancarotta 2.0 abbiamo protestato sia nei confronti del Demanio, che chiamando in causa il Comune di Napoli, affinchè si impedisse che dopo anni di abbandono e degrado – mal sopportato anche dagli abitanti del quartiere di Coroglio – la struttura finisse di nuovo nelle mani dei privati, aggiungendo un altro tassello alla privatizzazione e alla messa a profitto del litorale Coroglio-Bagnoli: uno scempio di commercializzazione selvaggia che gli abitanti hanno dovuto subire in questi anni, accanto alla mancata bonifica e al disastro delle politiche di riqualificazione dell’area post-industriale.
Abbiamo subito per questo prima minacce e intimidazioni, poi anche le denunce. E ancora oggi serpeggia, anche in ambito istituzionale, nel consiglio comunale, la volontà di bloccare questo processo sbandierando una presunta legalità vuota e arrogante, ma di fatto coprendo gli interessi della speculazione privata e dei veri “abusivi” di questa città! Lo sappiamo e non ci spaventa, anzi ci dà ancora più coraggio e determinazione nel proseguire il percorso.

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La struttura del Lido Pola, rimasta per anni fatiscente e abbandonata, oggi rivive con decine di attività – concerti, proiezioni, assemblee, laboratori, corsi, reading, spettacoli teatrali, mostre, dibattiti, cineforum – completamente autogestite, grazie alla fatica e alla determinazione di una comunità che lo anima.
Attraverso lenti ma inesorabili interventi di manutenzione questa stessa comunità procede da un anno e mezzo all’autorecupero della struttura, per restituirla pezzo dopo pezzo all’uso comunitario.

Riteniamo, oggi come all’indomani dell’occupazione, un passaggio fondamentale l’acquisizione dell’ex Lido Pola nel patrimonio pubblico da parte del Comune di Napoli per sottrarlo alla speculazione in atto e dare una risposta agli abitanti del quartiere che dia la possibilità di immaginare e praticare uno sviluppo alternativo e sostenibile delle risorse del territorio, a partire dalla bonifica dei suoli e del mare , la realizzazione della spiaggia pubblica come richiesto dal referendum cittadino promosso dal comitato una spiaggia per tutti , del grande parco urbano. Un passaggio – lo ripetiamo – fondamentale ma non sufficiente.
Per noi questa è la condizione per avviare – assieme alla comunità di Bancarotta 2.0 e del Lido Pola, agli abitanti del borgo di Coroglio, dei quartieri di Bagnoli, Fuorigrotta e Cavalleggeri, e al tessuto associativo culturale e di movimento sul territorio – una effettiva riprogettazione partecipata dello spazio e del suo uso comune, a partire dai bisogni sociali e dalle lotte che questo territorio esprime.

L’acquisizione del Lido Pola e degli altri beni demaniali rappresenterebbe quindi un primo importante risultato non solo per la nostra comunità, ma per quanti condividono un’idea di città fuori dalle logiche del profitto e della rendita, della speculazione, della cementificazione, e che vogliono contrastare il degrado, la povertà, l’emarginazione e la distruzione del welfare, con la lotta e la conquista di spazi sociali. Un processo di crescita che si nutre dei conflitti, che stanno fuori dal perimetro istituzionale, e che senza necessariamente pontificare di beni comuni e partecipazione, sperimenta qui ed ora la riappropriazione sociale di spazi e tempi di vita.

Vogliamo dunque porre l’attenzione e vigilare sull’acquisizione nel patrimonio comunale del Lido Pola e delle altre strutture e, insieme, mobilitarci per attivare percorsi di partecipazione e di lotta per restituirli alla città, attraverso modelli di riprogettazione partecipata e attraverso tutte le sperimentazioni creative e organizzate che le lotte saranno in grado di produrre in città.

Bancarotta 2.0 – Lido Pola liberato

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Lettera al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris

Al Sindaco di Napoli,

Luigi de Magistris

A seguito delle pressioni fattegli, il Presidente della X Municipalità , Giorgio De Francesco, si è infine espresso con un comunicato stampa e con la richiesta di un consiglio straordinario che abbia all’ordine del giorno le questioni della bonifica, della spiaggia pubblica e del parco verde, consiglio di cui noi esigiamo una calendarizzazione quanto più immediata da parte del Sindaco.

L’inchiesta della Magistratura non ha portato a galla niente di nuovo, non ha fatto altro che attestare ulteriormente l’inadempienza alle richieste per le quali sul territorio si preme ormai da decenni: del resto, il disastro ambientale e le speculazioni che hanno violentato quest’area sono proprio le istanze che hanno fatto sorgere realtà autogestite (come, nello specifico, quella di Bancarotta), alle cui attività va assolutamente garantita prosecuzione.

Pertanto, è nostra intenzione indire un’assemblea popolare sabato pomeriggio, in cui tutti i cittadini possano esprimersi in merito alla mancata bonifica, alla sparizione di centinaia di milioni che in essa erano stati investiti, alla presenza di sostanze tossiche nell’area di Bagnoli e allo sviluppo dell’area occidentale in generale.

Infine, ci pare opportuno chiedere l’istituzione di un presidio medico al San Paolo per verificare l’incidenza tumorale sul quartiere.

Per quanto riguarda il caso particolare e surreale che investe al momento la realtà di Bancarotta, abbiamo da avanzare altre richieste:

  • per avere una prospettiva chiara sull’iter storico dell’area di Bancarotta e delle zone limitrofe, occorre una documentazione che renda conto di tutte le attività industriali e non, i carotaggi, le bonifiche, che nel corso degli anni vi si sono susseguite;

  • riteniamo sia compito del Comune di Napoli verificare se ci siano le condizioni atte alla richiesta di un dissequestro e, qualora vi fossero, riteniamo debba essere il Comune stesso a richiederlo alla Procura della Repubblica;

  • qualora non sussistessero tali condizioni, è sempre a carico del Comune l’onere di trovare una soluzione alternativa a che le attività di Bancarotta possano proseguire in futuro;

  • chiarezza sulla questione repressione, che da un anno a questa parte si è abbattuta su militanti di varie organizzazioni insieme ad un operazione trasparenza sul commissariato della P.S. di Bagnoli;

  • in ultima istanza, ma non per importanza, pretendiamo chiarezza sui criteri in base ai quali la magistratura ha operato, non coinvolgendo nel sequestro alcuni territori che, per tasso d’inquinamento, dovrebbero essere sottoposti a sequestro (si vedano la porta del Parco e gli uffici di BagnoliFutura), ma di fatto non lo sono, e non includendo nelle indagini gli attuali dirigenti di BagnoliFutura.

Vorremmo, inoltre, ribadire che è ormai impensabile che la società di BagnoliFutura, società di cui il Comune detiene la quota parte maggioritaria, abbia la benché minima credibilità per la cittadinanza. Qualsiasi intervento, provvedimento, proprietà è e sarà ritenuto privo di qualsiasi legittimità. BagnoliFutura non può avere più alcun ruolo nella riqualificazione di un territorio di cui ha fatto carne da macello: che si dimettano e vadano a casa tutti quelli che continuano a permetterne lo scempio.

Alleghiamo inoltre un documento comprendente di tutti gli interventi ed i costi sostenuti per la messa in sicurezza della struttura; per sottolineare sempre più che comunità autogestite come la nostra siano in grado di far sopravvivere strutture che ai soggetti proprietari possano creare instabilità economica.

La comunità di Bancarotta

P. S.
Le indagini della Magistratura ed il sequestro dell’area ex-Italsider ed ex-Eternit confermano quello che diciamo e denunciamo da anni insieme ad altre realtà di lotta: per decenni un territorio saccheggiato, devastato, distrutto, fiumi di denaro pubblico e promesse durante tutte le campagne elettorali. Crediamo sia necessario coordinare le forze sane presenti sul territorio, dalle associazioni, ai movimenti di lotta ai comitati, singoli abitanti del territorio per la costituzione di un comitato popolare che inizi una campagna di mobilitazione e lotta con al centro alcuni punti fondamentali:

– OSSERVATORIO SULLA BONIFICA

– COSTITUZIONE IN PARTE CIVILE NEL PROCESSO IN CORSO

– CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE: REQUISIZIONE DI TUTTI I BENI MOBILI E IMMOBILI E DEI CAPITALI CHE FANNO CAPO A TUTTI COLORO CHE PER 20 ANNI HANNO GESTITO BAGNOLI FUTURA E I LAVORI DELLA FANTOMATICA BONIFICA.

– IMMEDIATA CHIUSURA DI BAGNOLI FUTURA PER L’ISTITUZIONE DI UN TAVOLO PERMANENTE SULLE TEMATICHE DEL LAVORO, CASA, AMBIENTE , SERVIZI, BENI E SPAZI SOCIALI

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