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II Assemblea Popolare – sblocchiamo NOI Bagnoli – X Municipalità

Dopo la grandissima partecipazione alla prima assemblea popolare e ai tavoli di lavoro, secondo appuntamento per proseguire in assemblea l’organizzazione della mobilitazione e le proposte dei tavoli tematici.

APPUNTAMENTO SABATO 24 DALLE ORE 9:00
ALL’INTERNO DEL PARLAMENTO DELLA X MUNICIPALITA’
IL COMMISSARIAMENTO SARA’ POPOLARE!

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Dopo il corteo del 30 Settembre e la prima Assemblea popolare a Villa Medusa di Sabato 10, per decidere sul futuro dell’area e per mettere al centro i bisogni di chi vive la città e i territori, ogni due settimane di Sabato ci incontreremo per discutere e decidere sul nostro futuro, non staremo più a guardare aspettando che il politico o lo speculatore di turno vengano a prendere le decisioni in base ai loro bisogni.

Mettere d’avanti le necessità degli abitanti del quartiere partendo dai problemi che giorno per giorno siamo costretti ad affrontare.

Abbiamo già individuato alcuni nodi centrali da affrontare per poter iniziare la discussione e dividerci in tavoli: l’annosa questione dei trasporti legata alla gestione della sepsa, la problematica relativa alla mancanza di edifici scoalstici e di una scarsa possibilità di lavoro per gli studenti, la questione disoccupazione che tiene in scacco numerosi cittadini costringedoli ad emigrare, le problematiche legate alla movida senza controlli…

Queste sono sole alcune delle questioni che ci preme discutere ma sicuramente altre ne verranno fuori durante il dibattito.

PARTECIPA PER DECIDERE SUL FUTURO DEL TUO QUARTIERE

BASTA LAMENTARSI!
LIBERIAMO BAGNOLI!
SBLOCCHIAMO NOI BAGNOLI
DECIDIAMO NOI SUL NOSTRO TERRITORIO!

Dopo che negli ultimi mesi Renzi ha giocato sul nome del commissario, sembra essere ufficiale che la nomina verrà data a Nastasi, volto in apparenza nuovo ed estremamente pulito.

Personaggetto perfetto per chi vuole mascherare operazioni ben più contorte e pericolose, quale l’individuazione del soggetto attuatore privato che con l’articolo 33 della legge ‘Sblocca Italia’ andrà avanti con provvedimenti mirati a mettere il destino di un’area di oltre 250 ettari in mano alla speculazione edilizia, agli interessi privati dei vari Caltagirone e Fintecna e alla trasformazione del principio “chi inquina paga” in “chi inquina viene ripagato”.

Vogliamo veramente lasciare in mano al partito che attualmente sta governando l’Italia e alle stesse società e soggetti responsabili di questo disastro ancora una volta la possibilità di decidere sul futuro del nostro territorio?

Pensi davvero che siano loro a “sbloccare” Bagnoli?

Per un reale ripristino, progresso e riqualificazione delle aree ex-Italsider, cosi come l’area Ex-Nato, l’alternativa a questo disastro non può che provenire da noi, l’inversione di rotta non può che partire da chi Bagnoli la vive e la soffre.

CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE:
Bonifiche reali e sotto controllo popolare
Lavoro stabile e sicuro
Spiaggia pubblica
Servizi e spazi sociali

UN’ALTRA BAGNOLI E’ POSSIBILE
CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE
IL COMMISSARIAMENTO SARA’ POPOLARE
BONIFICA, LAVORO, SERVIZI, SPIAGGIA, SPAZI SOCIALI

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Continua la lotta contro lo Sblocca-Italia: il 3 gennaio tutti a Gesualdo contro le trivellazioni!

Se invadi le montagne… stai attento ai lupi!

UN ANNO DOPO. NO TRIV: LA LOTTA CONTINUA
Un anno fa si teneva a gesualdo la prima grande manifestazione contro le trivellazioni petrolivere.
Da allora, grazie all’appoggio incondizionato del nuovo presidente del Consiglio, i progetti delle multinazionali dell’oro nero hanno avuto una netta accellerazione.

Il Parlamento, anche con il voto favorevole di quelli che solo a chiacchere si dicono No Triv, ha approvato la devastante legge Sblocca Italia, che apre a speculazioni di ogni tipo: improbabili corridoi autostradali e ferroviari, inceneritori, privatizzazione dell’acqua, false bonifiche, nuove discariche… e, naturalmente, trivellazioni petrolifere, traducendo sul piano ambientale la devastazione ceh il Jobs Act prefigura dal punto di vista lavorativo e sociale.

Nonostante gli insulti del presidente del Consiglio, senza che alcuno dei rappresentanti istituzionali eletti con i suffragi del territorio proferisse parola, quei ” quattro comitatini” non si arrendono, coinvolgono ogni giorno piu persone ed incalzano sempre piu da vicino le istituzioni. Si moltiplicano gli incontri informativi, si diffondono le ragioni scientifiche e politiche che ci spingono al rifiuto dei progetti petroliferi, crescono le manifestazioni di protesta. Aumenta il divario tra le popolazioni ed un ceto partitico che, per incapacità o connivenza, si mostra disposto a svendere l’oro vero delle nostre terre con l’oro nero destinato ad arricchire solo pochi speculatori.

Ora tocca anche a te. Il nemico che abbiamo di fronte, dispone di ingenti risorse ed innumerevoli agganci. Solo la partecipazione consapevole ed attiva di tutta la popolazione è in grado di arrestarne l’avanza. Se tieni al tuo futuro e a quello dei tuoi cari, se ami la tua terra, smetti di delegare ad altri la difesa dei tuoi interessi e scegli da che parte stare, scegli di lottare.
SE INVADI LE MONTAGNE, ATTENTO AI LUPI!
coordinamento NoTriv Irpinia-Sannio

 

 

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PER LE PARTENZE DA NAPOLI

Autobus da Napoli per la manifestazione regionale contro le trivellazioni e contro lo sbloccaitalia del 3 gennaio a Gesualdo. Come per la manifestazione del 7 novembre a Bagnoli: difendiamo i nostri territori dalla devastazione e dalla speculazione. La lotta è unica!

Appuntamento per la partenza ore 11.00 piazza Garibaldi (Hotel Ramada vicino Inps)
5 euro A/R – per confermare la presenza sul bus e per più info inviate una mail a napolinotriv@gmail.com

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Il governo ‪#‎Renzi‬ fugge da Bagnoli, i movimenti si riprendono la piazza!

Il governo ‪#‎Renzi‬ fugge da Bagnoli, i movimenti si riprendono la piazza!

Una grande assemblea popolare proprio nel cuore di Bagnoli ha rilanciato la manifestazione del 7 novembre contro lo Sblocca Italia. Studenti, disoccupati, comitati del territorio e movimenti si sono dati appuntamento in tantissimi nonostante la pioggia e alla presenza del Sindaco De Magistris che ha dichiarato: «Siccome considero quello del Presidente del Consiglio un tradimento istituzionale, se non ci sarà il ritiro della norma su Bagnoli entro l’11 novembre, che è la data di conversione, noi non ci sentiamo più vincolati formalmente a quella firma e allora come sindaco di Napoli ritiro la firma che è stata messa a Città della scienza il 14 agosto». De Magistris dunque si schiera con le ragioni della protesta e si assume l’impegno di contrastare il decreto Sblocca Italia, in quanto incostituzionale e deleterio, incassando anche le critiche dai comitati e dai cittadini per non aver saputo interpretare nella sua esperienza al governo della città le istanze e le rivendicazioni che da anni essi portano avanti.

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Nel frattempo la mobilitazione in vista del 7 novembre a Bagnoli ha assunto ormai rilevanza nazionale. Alle decine di adesioni da tutta la Campania si sommano quelle di comitati e movimenti da altre regioni, da cui ci si aspettano anche pullman e delegazioni. Questo deve aver spaventato il governo che fa sapere che la visita a Bagnoli è rinviata. Il premier Renzi non sarà dunque a Bagnoli il 7 novembre, la manifestazione invece si farà. Un dato significativo: piuttosto che “confrontarsi” con la mobilitazione dei comitati e dei movimenti sociali il governo sceglie la latitanza. Dopo le vergognose cariche agli operai AST di Terni a Roma e quelle fuori al congresso di Confindustria a Brescia, il consenso patinato di questo governo comincia a scricchiolare in tutta la sua fragilità proprio sui capisaldi dell’iniziativa legislativa: il decreto Sblocca Italia, e il Job’s Act.

I comitati ribadiscono l’appello a scendere in piazza a Bagnoli e a sostenere in tutte le città la mobilitazione contro lo Sblocca Italia, confermando che la manifestazione si farà e annunciando che il corteo punterà ad arrivare comunque a Città della Scienza, dove avrebbe dovuto tenersi la visita del governo. Dunque la manifestazione si prenderà proprio lo spazio che era riservato alla visita di Renzi. Proprio per sottolineare l’inconsistenza di questo governo e la legittima pretesa dei cittadini a essere protagonisti dello spazio pubblico anche a livello decisionale.

Intanto perfino sul versante istituzionale il Decreto Sblocca-Italia sta incontrando ostacoli: come in Basilicata anche al Consiglio Regionale della Campania si discute se impugnare o meno i provvedimenti contenuti nel decreto.
Proprio domani è prevista la votazione di un ordine del giorno a riguardo, e i comitati annunciano che si faranno vivi per evitare strumentalizzazioni e inchiodare le istituzioni regionali alle ragioni dell’opposizione sociale al decreto: non ci si accontenta dunque di un contrasto formale e di facciata.

La manifestazione di venerdì 7 novembre partirà alle ore 9.30 da Piazzale Tecchio e arriverà fino a Città della Scienza. Nel pomeriggio, alle 16.00, ci sarà poi un’assemblea conclusiva al Politecnico d’Ingegneria Federico II per rilanciare la mobilitazione nazionale contro il decreto Sblocca-Italia mettendo in rete tutte le realtà di lotta che dalla Valsusa a Niscemi passando per Bagnoli si oppongono a grandi opere inutili, trivellazioni, cementificazioni, privatizzazioni, speculazioni, all’inquinamento e alla devastazione dei territori, calate sulla testa dei cittadini in nome del profitto e del malaffare con l’obiettivo di unire le lotte ambientali con quelle sociali contro sfruttamento, disoccupazione, precarietà e licenziamenti. Non solo opposizione dunque ma una proposta politica che metta al centro temi come il lavoro, l’ambiente e la democrazia a partire dai territori.
Per questo il 7 novembre anche se Renzi rimane a casa, noi saremo comunque in piazza a Bagnoli per fermare lo Sblocca-Italia, e rilanciamo la mobilitazione già a partire dallo sciopero del prossimo 14 novembre.

Comitati, cittadini e movimenti sociali contro il decreto Sblocca Italia verso la mobilitazione del 7 novembre a ‪#‎Bagnoli‬
‪#‎7nov‬ ‪#‎NoSbloccaItalia‬

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Comitato “BonifichiAmo Bagnoli”: report sull’Assemblea del 30 giugno

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Dopo le mobilitazioni di questi mesi continua l’attività del Comitato di Lotta “Bonifichiamo Bagnoli”

Chi ha inquinato deve pagare! 

Bonifichiamo Bagnoli!

L’Assemblea di Domenica 30 a Viale Campi Flegrei a Bagnoli – promossa dal Comitato di Lotta “Bonifichiamo Bagnoli” – è stato un ulteriore momento di discussione tra realtà e cittadini del territorio per capire insieme come proseguire il lavoro del comitato sui punti da subito specificati: costituzione di un osservatorio partecipato dal basso sulla bonifica per capire il reale livello di inquinamento del nostro territorio insieme all’istituzione e attivazione reale di un registro tumori, scioglimento del carrozzone clientelare di Bagnoli Futura, l’attuazione del sacrosanto principio “chi ha inquinato – o non bonificato – deve pagare”, tavolo permanente su casa, lavoro, servizi e spazi sociali.

Oltre a ripercorrere gli ultimi appuntamenti e mobilitazioni che hanno visto nascere questo Comitato – si è sensibilizzato ancora una volta il quartiere rispetto a quello che sta accadendo a Bagnoli: un disastro ambientale ed una epidemia mortale a causa della contaminazione dei terreni e delle acque con agenti patogeni che si somma alla devastazione di 800 ettari di suolo e di 2 km di costa e fondale, la concentrazione di amianto, idrocarburi e metalli pesanti che superano in misura esponenziale la soglia di rischio per la salute, oltre 500 lavoratori morti per cause correlate al lavoro e 1000 abitanti uccisi dall’inquinamento ambientale. In un contesto in cui è evidente l’aumento esponenziale dell’incidenza di patologie connesse all’inquinamento, con primato del tumore a fegato e polmone.

E’ evidente come sia stato inevitabile entrare anche nel merito dei reati ipotizzati per i 23 indagati: oltre il disastro ambientale, truffa, falso e favoreggiamento. Questo per una finta bonifica come esito di 20 anni di false promesse, l’aggravamento dei precedenti livelli di inquinamento, 107 milioni di € di denaro pubblico rubati e l’occultamento di rifiuti tossici polverizzati nel terreno utilizzato per il Parco dello Sport ed in parte venduto.

Tutto questo in un contesto territoriale dove ancora incerto è il futuro di Edenlandia e Zoo, si aggrava l’inadeguatezza dei servizi pubblici, si continua a non far luce sull’incendio di Città della Scienza mentre si pensa solo a ricostruirla, il ripristino della linea di costa sembra un miraggio e irrisolta del tutto è l’emergenza occupazionale come la tutela degli spazi sociali operanti sul territorio.

All’assemblea hanno partecipato oltre le realtà organizzate del territorio e cittadini di Bagnoli anche rappresentanti dell’Associazione Mai più Amianto ed una senatrice del M5S – Paola Nugnes che conosciamo essendo nata su questo territorio. Ribadendo come Comitato la nostra autonomia politica ed indipendenza rispetto le dinamiche istituzionali e che – come Comitato – non saremo mai oggetto di passerelle di vario genere, abbiamo chiesto di proporre ed istituire una interrogazione parlamentare sulla vicenda Bagnoli.

Infine, non per ordine d’importanza, un altro obiettivo ribadito in assemblea è stato quello di costituirci parte civile al processo che vede indagati per disastro ambientale i seguenti “signori”:

– Gianfranco Mascazzini, direttore generale del ministero dell’Ambiente oggi in pensione

– Sabatino Santangelo, già presidente pro tempore della Bagnolifutura e vicesindaco

– Rocco Papa, già presidente pro tempore della Bagnolifutura e vicesindaco

– Carlo Borgomeo, direttore generale della Bagnolifutura

– Mario Hubler, direttore generale della Bagnolifutura

– Gianfranco Caligiuri, direttore tecnico della Bagnolifutura

– Maria Palumbo, direttore generale del Centro campano tecnologie e ambiente

– Daniela Cavaliere, responsabile del laboratorio Ccta

– Federica Caligiuri, autrice dei prelievi per il campionamento

– Gaetano Cortellessa, tecnico capo cantiere della Bagnolifutura

– Emizio De Vizia, amministratore pro tempo della De Vizia Transfer Spa

– Vincenzo De Vizia, amministratore delegato pro tempore della De Vizia Transfer Spa

– Angelo Marchitelli, capo cantiere per le attività di bonifica eseguite dalla De Vizia

– Francesco Nigro, direttore tecnico di cantiere per conto della De Vizia

– Claudio Moccia, direttore tecnico, amministratore della società Italrecuperi

– Raffaele Iorio, ingegnere preposto alla Direzione lavori Ati MWH Spa

– Maurizio Iorio, ingegnere preposto alla direzione lavori Ati MWH

– Alfonso De Nardo, dirigente responsabile dipartimento provinciale Arpac

– Maria Teresa Celano, dirigente responsabile area ambiente Provincia Napoli

– Giuseppe Pulli, coordinatore dipartimento ambiente Comune Napoli

– Antonio Ambretti, dirigente Arpac con funzioni Rup presso il sito di bonifica di Bagnoli

L’assemblea si è conclusa ribadendo che non saranno certo i tempi della magistratura a dettare la nostra mobilitazione ed il nostro lavoro come Comitato. Quindi rilanciamo un ulteriore appuntamento per Venerdi 5 alle ore 18:00 Viale Campi Flegrei e continuiamo a tenere aperti spazi che utilizzeremo come “infopoint” del Comitato per chiunque sia interessato a conoscere e partecipare!

Per riferimenti contatta gli infopoint:

Laboratorio Politico Iskra – ogni Lunedi ore 17:00

Lido Pola Occupato – Bancarotta

Villa Medusa Occupata

Casa del Popolo Fuorigrotta

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VERSO L’ASSEMBLEA PUBBLICA DI SABATO 25 MAGGIO – REPORT ASSEMBLEA DI DOMENICA 19 MAGGIO

947076_262444433895910_1058535823_nA pochi giorni dalla liberazione dell’ex Lido Pola, l’assemblea pubblica di domenica 19 maggio ha visto la partecipazione di molti cittadini (del quartiere e non), attivisti e realtà territoriali che hanno espresso appoggio, solidarietà e piena condivisione rispetto all’esperienza di autorecupero proposta per la struttura.

In più di un intervento, forte  è stata la sollecitazione alla concretezza: trattandosi di un luogo politicamente e geograficamente centrale, l’ex Lido Pola è stato investito da un’azione di riappropriazione dal basso che fa riemergere, per l’ennesima volta, la contrapposizione fra istituzioni assenti e soggetti animati dalla voglia di migliorare. Un discorso, questo, che va ribadito e allargato a tutte le realtà che vanno riappropriandosi di ciò che è loro, al fine di trovare soluzioni alternative reali, come, nel caso specifico, la costituzione di un comitato scientifico di ingegneri, architetti e specialisti, che consenta la configurazione di una progettualità vera e propria, anche finanziabile e, auspicabilmente, produttiva di posti di lavoro.

Rifiutando l’interlocuzione con l’amministrazione pubblica, i cui pretestuosi tempi biblici da sempre rappresentano un impedimento al soddisfacimento dei bisogni reali dei cittadini, non si vuole però incorrere nel rischio di essere additati come “semplici occupanti”: ciò che si vuole rivendicare con forza è la partecipazione attiva della cittadinanza alle dinamiche riguardanti la trasformazione territoriale, una trasformazione che in via ancora teorica contemplerebbe la realizzazione della spiaggia pubblica e la bonifica del litorale e dei fondali. Da qui, l’urgenza di fare dell’ex Lido Pola un osservatorio per ampliare e intensificare il lavoro dei comitati Una spiaggia per tutti e BonifichiAmo Bagnoli, per farne uno strumento realmente utile, attraverso le cui iniziative si possa non solo entrare in contatto con i cittadini, ma anche metterli in contatto tra loro.

Quella di Bagnoli, del resto, si delinea sempre più nitidamente come una questione cruciale della città, come della nazione. Dal processo di dismissione che fagocita insaziabilmente spazi pubblici (dalla Mostra d’Oltremare al complesso Zoo/Edenlandia, da San Laise  alla base Nato) al  sequestro “dinamico” delle aree ex Eternit ed ex Italsider, alle relative  indagini (tardive e parziali) per le già evidentissime devastazione ambientale, truffa ai danni dello Stato e mancata bonifica, risulta chiaro che questo territorio non può più essere definito “periferico”: la centralità di Bagnoli al livello nazionale (confermata, peraltro, anche della partecipazione di esponenti NoTav alla Giggin Vitton C.A.P) può farsi strada solo attraverso la costituzione di una comunità veramente resistente che crei reti d’azione oltre che di solidarietà, per giocare una partita politica che inneschi finalmente un cambiamento storico significativo.

Occorre, allora, investire se stessi in sfide apparentemente impossibili: l’autorecupero, la riprogettazione e la gestione partecipate delle funzionalità di questo spazio (che è un pungolo per l’amministrazione pubblica in merito alle questioni di spiaggia e bonifica) sono attuabili se tutti vi investono le proprie energie e si fanno, a loro volta, portatori all’esterno di queste istanze, per richiamare forze ulteriori. Soltanto così, questa discussione aperta può tradursi nella costituzione di una comunità – ben più ampia di quella di Bancarotta – che restituisca utilità reale all’ex Lido Pola, rendendolo innanzitutto agibile e attraversabile mediante un recupero sociale collettivo volto anche a contrastare i pretesti d’impraticabilità a cui s’appiglia la repressione, attualmente inaspritasi a fronte della nuova ondata di esperienze di occupazione e autogestione di spazi pubblici.

Oltre all’osservatorio, si proponeva inoltre un ragionamento sulla sfruttabilità della spiaggia antistante la struttura, con una messa in sicurezza rispetto alla quale potrebbe operare il comitato scientifico di cui ci si auspica la costituzione. Ma moltissime altre attività potrebbero restituire vita all’ex Lido Pola: da sport d’ogni genere a dibattiti, workshop e iniziative informative; dalla promozione artistica (con mostre pittoriche e fotografiche, esibizioni, eventi musicali e teatrali, presentazioni di libri, cineforum) alla divulgazione di saperi e pratiche comuni, con biblioteche, corsi e laboratori.

Nonostante proprio ieri rappresentanti del Demanio, Guardia di Finanza e concessionari dello spazio abbiano minacciato di sgomberare l’edificio (ridotto ad un covo di immondizia e abusivismo proprio a causa delle loro negligenze ultraventennali), la bonifica sociale di questo bene pubblico proseguirà, puntando sempre al coinvolgimento attivo di tutti i cittadini nel processo di autogestione e recupero dal basso: dalla pulizia ad una prima pianificazione lavorativa per la messa in sicurezza, alla ridefinizione partecipata delle funzionalità dello spazio.

Invitiamo, allora, tutti quanti ci abbiano conosciuto e sostenuto ad unirsi al nostro percorso, per affermare e difendere la legittimità di un’iniziativa il cui solo scopo è il ripristino della prerogativa sociale di uno spazio sottratto alla collettività: un obiettivo a cui tutti possono cominciare a contribuire in prima persona partecipando e dando i propri input alla prossima ASSEMBLEA PUBBLICA, fissata per SABATO 25 MAGGIO alle ore 11.30.

Frattanto, diamo appuntamento ogni giorno, dalle 8.00 in poi, all’ex Lido Pola per il presidio permanente della struttura e i lavori di autorecupero dello spazio.

CONTRO ABBANDONO E SPECULAZIONI,

SOSTIENI LA RIQUALIFICAZIONE SOCIALE DEGLI SPAZI PUBBLICI! SOSTIENI BANCAROTTA 2.0!983985_497175997016220_1146335525_n

 
Evento FB: clicca qui 
Guarda il  video su YouMedia
Sul tentato sgombero, vedi anche:
• Napolitoday – leggi articolo
• Espressonline – leggi articolo
• Radiondadurto – leggi articolo
• Contropiano – leggi articolo
• Infoaut – leggi articolo

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ASSEMBLEA PUBBLICA @ LIDO POLA LIBERATO

DOMENICA 19 MAGGIO – ALLE 17:30 – @ EX LIDO POLA – via Nisida, Napoli
ASSEMBLEA PUBBLICA

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BonifichiAmo Bagnoli!! Restituiamo l’Ex Lido Pola alla città!!

autorecupero | progettazione partecipata | welfare dal basso | autogestione

a seguire CENA SOCIALE..

INVITIAMO TUTT* A PARTECIPARE
BANCAROTTA 2.O

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Primo Maggio a Bagnoli, la messa è finita: chi ha inquinato deve pagare! | Precarietà, devastazione ambientale, ingiustizia: la realtà che i sindacati non volevano vedere.

Primo Maggio a Bagnoli, la messa è finita: chi ha inquinato deve pagare!
Precarietà, devastazione ambientale, ingiustizia: la realtà che i sindacati non volevano vedere.

Un Primo Maggio difficile da mandare giù per i sindacati confederali che, ancora una volta, preferiscono far finta di non vedere ciò che la crisi e il teatrino della politica rendono invece sempre più evidente.
Sindacati che alla fine hanno preferito interrompere, dopo minuti di tensione, il concerto della manifestazione ufficiale del Primo Maggio, che si svolgeva a Città della Scienza, piuttosto che dare la parola, come richiesto, a un centinaio di manifestanti, arrivati a Città della Scienza a gruppetti dopo un corteo di centinaia di persone a Bagnoli, dopo che i blindati della polizia avevano impedito il transito su via Coroglio.
Non sono mancate le aggressioni da parte del servizio d’ordine del sindacato, che hanno trovato dall’altra parte la determinazione a voler prendere la parola, esercitando un diritto al dissenso che organizzazioni che si dicono democratiche dovrebbero conoscere bene e rispettare.primo maggio 8 buona
Questa la risposta a chi provava a prendere parola ad una messa in scena che sembrava essere quasi un sfottò per i giovani e i precari della città. Un concerto per la festa del lavoro, lavoro che come il futuro dei giovani e i precari è inesistente. Ma oggi i sindacati confederali piuttosto che preoccuparsi dei veri problemi che affliggono Bagnoli, hanno ben pensato di speculare sulla tragedia dell’incendio di Città della Scienza e sulle sue conseguenze, che ricadono ancora una volta sui lavoratori e sui cittadini.
Forse perchè gli interrogativi che negli ultimi giorni hanno attraversato le mobilitazioni seguite al sequestro di Bancarotta e dell’ex area Italsider, e la “settimana della rabbia di Bagnoli”, non interessano gli organizzatori del concerto – CGIL CISL e UIL – che infatti oggi chiedono a gran voce la ricostruzione di Città della Scienza, in modo autistico e incondizionato, ignorando tutto ciò che interessa l’area circostante, e allo stesso tempo glissando, in maniera preoccupante, di fronte alla legittima pretesa di conoscere gli autori dell’incendio, i loro mandanti, e il movente che li ha spinti.

Si badi bene: oggi, come nelle settimane precedenti, nessuno tra i centri sociali e i comitati territoriali ha mai messo in discussione la ricostruzione di Città della Scienza: tutt’altro, il messaggio è: vogliamo città della scienza, ma anche la bonifica, la spiaggia pubblica, gli spazi sociali, un’idea differente di sviluppo di quell’area che allontani per sempre la speculazione, la morte, la precarietà, la disoccupazione e l’emigrazione forzata che da 30 anni affliggono Napoli ed in particolare Bagnoli. primo maggio 10 buonaE forse proprio qui si spiegano le rigidità dei sindacati confederali che in questo mese non hanno mai accettato la richiesta di ricostruire città della Scienza sulla sponda opposta di Via Coroglio, restituendo al sogno (previsto anche dal piano urbanistico..) di una vera bonifica e della prima spiaggia pubblica della città!
Una rigidità, ammantata dalla solita retorica ricattatoria sulla salvaguardia dei posti di lavoro (salvo dimenticarsi che a Città della Scienza non si pagano stipendi da mesi e mesi prima dell’incendio) che oggi si è espressa fino alle estreme conseguenze: alla richiesta di un intervento sul palco, la risposte sono state spintoni ed insulti, fino a far esplodere la rabbia di chi in questa città non vede più alcuna prospettiva e non si sente rappresentato da nessuno.

Una noncuranza e un’assenza di disponibilità all’ascolto tanto più preoccupante se si pensa agli interessi speculativi che da decenni investono la zona, e che si sono già ampiamente concretizzati, dopo la chiusura della fabbrica, nella “rapina” privatistica del litorale, e nel disastro ambientale fotografato dall’ultima inchiesta della magistratura con centinaia di tonnellate di rifiuti seppelliti lì dove dovevano sorgere il Parco Verde e il Parco dello Sport.
Interessi e processi di cui Bagnoli e Napoli tutta continuano a pagare il prezzo, innanzitutto in termini di salute pubblica, con tassi di incidenza tumorale altissimi; con un piano urbanistico totalmente stralciato, e con il dramma sociale della disoccupazione e dell’assenza di un progetto di sviluppo che tenga conto dei bisogni e desideri collettivi delle comunità.
Interessi privati e oscuri, contro i quali negli ultimi due anni si sono intensificate campagne di partecipazione e sensibilizzazione, che hanno portato anche oggi interessanti risultati, che sono un esempio virtuoso per la città: come la delibera comunale che prevede la realizzazione della spiaggia pubblica sul litorale Coroglio-Pozzuoli o il progetto comunitario di riqualificazione della collina di San Laise, adiacente alla base NATO attualmente in dismissione.primo maggio 5
Oggi la vicenda di Città della Scienza e della sua ricostruzione ci dice che quella realtà oscilla tra un’esperienza potenzialmente positiva per un piano di rilancio basato sulle istanze e sui bisogni sociali sul piano dell’innovazione e dello sviluppo, e un’ambigua compatibilità invece col mantenimento dello status quo del mancato sviluppo dell’area, delle speculazioni e degli abusi, fungendo da “oasi” e immacolata concezione della gestione privatistica e clientelare che ha caratterizzato la politica del centro-sinistra Bassoliniano sulla vicenda di Bagnoli dagli anni ’90. Ambiguità che in primis i lavoratori dovrebbero preoccuparsi di sciogliere se non vogliono essere ritenuti complici del disastro che attorno a loro, geograficamente e socialmente, si è prodotto.

Che la voce di chi subisce quotidianamente il dramma dello sfruttamento, della precarietà, della disoccupazione, gli effetti della malapolitica – devastazione ambientale, corruzione, assenza di prospettive – dava fastidio alle rituali celebrazioni del Primo Maggio lo si era capito già dal primo pomeriggio, con un quartiere totalmente militarizzato.
Una blindatura assolutamente fuori luogo a fronte di una manifestazione pacifica che nasceva con l’intento primario di comunicare col quartiere e di far prendere parola i soggetti che realmente subiscono la crisi.
Oltre 500 persone hanno attraversato in corteo le strade di Bagnoli: studenti, precari, lavoratori in cassa integrazione, disoccupati, attivisti dei comitati cittadini e degli spazi sociali, cittadini del quartiere e da tutta la città. 
Una manifestazione fin dall’inizio fuori dal coro rituale e un po’ sbiadito dei festeggiamenti del Primo Maggio, non a caso a Bagnoli, luogo simbolo delle contraddizioni che attraversano il paese, territorio da decenni vittima del disastro politico, ambientale e sociale.
“Bonifichiamo Bagnoli – Chi ha inquinato deve pagare” così recitava infatti lo striscione di apertura: uno slogan, ma anche un principio, sul quale si sta costituendo da due settimane un Comitato cittadino di lotta per la bonifica, con l’obbiettivo di costituirsi come parte civile nel processo (come ha fatto il Comune di Napoli ma dalla parte dei cittadini), di mandare a casa i responsabili del disastro di Bagnoli, costringendoli a risarcire il quartiere, di riappropriarsi degli spazi sociali e dei processi democratici, di istituire un centro di monitoraggio sanitario che faccia luce sul rapporto tra inquinamento e incidenza tumorale, un osservatorio popolare di vigilanza democratica sulla bonifica.
Bonifica che Bagnoli aspetta da vent’anni, e che non è mai stata compiuta nonostante i fiumi di denaro pubblico che la Bagnoli Futura – società di trasformazione urbana a partecipazione pubblica – ha gestito drenandoli verso ben altri canali: basta vedere gli stipendi dei suoi dirigenti e consulenti.

Le bugie, i veleni, e le reazioni di coloro che oggi rifiutano di ascoltare chi lotta e partecipa, e prova a immaginare e costruire dal basso una città diversa dallo schifo che vediamo, sono un argine ben più pesante delle transenne divelte oggi davanti al palco di Città della Scienza.
Consapevoli o inconsapevoli essi sono complici del disastro a Bagnoli, come sono, volenti o nolenti, corresponsabili del dramma della precarietà, dei licenziamenti, della disoccupazione, della disperazione sociale, e del nuovo autoritarismo lavorativo, che nella crisi sotto la spinta dei governi dell’austerity si sono abbattuti sulle spalle dei più poveri. Que se vayan todos!
Loro possono auto-blindarsi se lo vogliono, ma la dignità e la lotta di chi prova a trasformare il presente e a riprendersi il futuro non può essere rinchiusa dentro alcun recinto o rituale!

VIDEO  riassunto video su FanPage che racconta la verità sulle contestazioni ai sindacati a Città della Scienza CLICCA QUI

VIDEO  prima degli scontri, il corteo del Primo Maggio delle realtà autorganizzate a Bagnoli in un video sul Corriere del Mezzogiorno  CLICCA QUI

GIOVEDì 2 MAGGIO, ALLE 11.00, ALLA ZONA PEDONALE DI VIALE CAMPI FLEGREI (adiac. staz. Cumana Bagnoli): CONFERENZA STAMPA DEL PRIMO MAGGIO DI BAGNOLI

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