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II Assemblea Popolare – sblocchiamo NOI Bagnoli – X Municipalità

Dopo la grandissima partecipazione alla prima assemblea popolare e ai tavoli di lavoro, secondo appuntamento per proseguire in assemblea l’organizzazione della mobilitazione e le proposte dei tavoli tematici.

APPUNTAMENTO SABATO 24 DALLE ORE 9:00
ALL’INTERNO DEL PARLAMENTO DELLA X MUNICIPALITA’
IL COMMISSARIAMENTO SARA’ POPOLARE!

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Dopo il corteo del 30 Settembre e la prima Assemblea popolare a Villa Medusa di Sabato 10, per decidere sul futuro dell’area e per mettere al centro i bisogni di chi vive la città e i territori, ogni due settimane di Sabato ci incontreremo per discutere e decidere sul nostro futuro, non staremo più a guardare aspettando che il politico o lo speculatore di turno vengano a prendere le decisioni in base ai loro bisogni.

Mettere d’avanti le necessità degli abitanti del quartiere partendo dai problemi che giorno per giorno siamo costretti ad affrontare.

Abbiamo già individuato alcuni nodi centrali da affrontare per poter iniziare la discussione e dividerci in tavoli: l’annosa questione dei trasporti legata alla gestione della sepsa, la problematica relativa alla mancanza di edifici scoalstici e di una scarsa possibilità di lavoro per gli studenti, la questione disoccupazione che tiene in scacco numerosi cittadini costringedoli ad emigrare, le problematiche legate alla movida senza controlli…

Queste sono sole alcune delle questioni che ci preme discutere ma sicuramente altre ne verranno fuori durante il dibattito.

PARTECIPA PER DECIDERE SUL FUTURO DEL TUO QUARTIERE

BASTA LAMENTARSI!
LIBERIAMO BAGNOLI!
SBLOCCHIAMO NOI BAGNOLI
DECIDIAMO NOI SUL NOSTRO TERRITORIO!

Dopo che negli ultimi mesi Renzi ha giocato sul nome del commissario, sembra essere ufficiale che la nomina verrà data a Nastasi, volto in apparenza nuovo ed estremamente pulito.

Personaggetto perfetto per chi vuole mascherare operazioni ben più contorte e pericolose, quale l’individuazione del soggetto attuatore privato che con l’articolo 33 della legge ‘Sblocca Italia’ andrà avanti con provvedimenti mirati a mettere il destino di un’area di oltre 250 ettari in mano alla speculazione edilizia, agli interessi privati dei vari Caltagirone e Fintecna e alla trasformazione del principio “chi inquina paga” in “chi inquina viene ripagato”.

Vogliamo veramente lasciare in mano al partito che attualmente sta governando l’Italia e alle stesse società e soggetti responsabili di questo disastro ancora una volta la possibilità di decidere sul futuro del nostro territorio?

Pensi davvero che siano loro a “sbloccare” Bagnoli?

Per un reale ripristino, progresso e riqualificazione delle aree ex-Italsider, cosi come l’area Ex-Nato, l’alternativa a questo disastro non può che provenire da noi, l’inversione di rotta non può che partire da chi Bagnoli la vive e la soffre.

CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE:
Bonifiche reali e sotto controllo popolare
Lavoro stabile e sicuro
Spiaggia pubblica
Servizi e spazi sociali

UN’ALTRA BAGNOLI E’ POSSIBILE
CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE
IL COMMISSARIAMENTO SARA’ POPOLARE
BONIFICA, LAVORO, SERVIZI, SPIAGGIA, SPAZI SOCIALI

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13 giugno, ore 17: #PrendiSpazio al Lido Pola – Assemblea verso la gestione comunitaria dello spazio

Il Lido Pola era uno stabile abbandonato da circa 20 anni, lasciato al degrado strutturale, igienico-sanitario e sociale : il 17 maggio 2013 è stato occupato dal collettivo Bancarotta 2.0 per bloccarne la svendita e la privatizzazione, nonché per cominciare un percorso di riappropriazione e di recupero sociale della struttura, con interventi di riqualificazione e messa in sicurezza.

#PrendiSpazio

Questo processo di partecipazione ed auto-organizzazione dal basso ha prodotto dei progressi in fatto di smaltimento dei rifiuti, interventi di messa in sicurezza dei solai e di impermeabilizzazione del tetto, installazione di porte, finestre, servizi, attrezzature per garantire la vivibilità e l’ accessibilità della struttura a tutti.

Attraverso la realizzazione di attività sociali e politiche, artistiche e culturali (assemblee, dibattiti, concerti, esposizioni, presentazione di libri, cineforum, teatro, mostre corsi, laboratori, stage e molto altro ancora) e la partecipazione attiva di coloro che le attraversano, vogliamo dare nuova destinazione d’ uso ad uno dei tantissimi spazi abbandonati di Bagnoli, un quartiere in cui governi ed amministrazioni negli ultimi decenni hanno lasciato spazio solo ad inquinamento, speculazione economica e svendita dei beni pubblici, invece di soddisfare i bisogni e i desideri di chi lo abita.

Tale processo, nonostante l’arrivo delle solite misure repressive, è stato portato da subito all’attenzione del Comune di Napoli e dell’Agenzia del Demanio (proprietaria dello stabile) con la proposta di trovare le modalità per realizzare una gestione partecipata nonché l’auto-recupero della struttura e la bonifica delle aree circostanti dai rifiuti, a partire dal trasferimento dello stabile dalla gestione demaniale a quella comunale.

Al dialogo con le istituzioni sono, però, seguiti pochi fatti concreti: il sito è ancora da bonificare, l’acquisizione da parte del Comune di Napoli è in fase di completamento, non esiste una progettualità né un interesse politico forte nel valorizzare il percorso di partecipazione e di autorecupero costruendo le condizioni per la sua continuità. Dopo due anni di dialogo vogliamo proseguire il percorso senza aspettare, come abbiamo sempre fatto. Stavolta mettiamo al centro la gestione e la progettualità sul futuro del Lido Pola, a partire dalla partecipazione.

Nonostante la forte solidarietà dimostrata in questi anni da abitanti del quartiere e dai movimenti cittadini, sentiamo la necessità di ampliare e condividere la gestione dello spazio con tutte le persone che in questi mesi hanno attraversato, pensato, vissuto, o anche solo sbirciato quanto realizzato finora al Lido Pola: agli attivisti, alle associazioni, agli artisti, ai precari, ai lavoratori, ai disoccupati, agli insegnanti, ai ricercatori, agli studenti e a tutte le persone interessate alla gestione partecipata e comunitaria di una struttura che è una risorsa dell’intera città.

Così come avviene in tanti spazi che in questi anni sono stati occupati e restituiti alla città (l’ex asilo Filangieri, il Giardino di Materdei, Villa Medusa, il convento di S. Fede liberata, il Parchetto di Soccavo, e così via), si vuole proporre un’idea di uso lontana dalla gestione privatistica e dalla logica del profitto connessa ai bisogni e alle lotte dei territori, costruendo reti di solidarietà e mutualismo, facendo della nostra esperienza comune una concreta alternativa politica e culturale alla distruzione del welfare, dei servizi, alla chiusura degli spazi di socialità. Farsi, insomma, anticorpi contro il dilagare di fascismo, razzismo, securitarismo, individualismo, e promuovere insieme un modo diverso di vivere i territori e le relazioni.

Invitiamo tutte/i sabato 13 giugno alle 17:00 al Lido Pola per partecipare, con proposte per nuove attività o per rilanciare le iniziative che sono state realizzate al Lido Pola in questi anni, al dibattito sul percorso di costruzione di un’assemblea di gestione comunitaria.

Sostieni gli spazi sociali, sostieni il Lido Pola: #PrendiSpazio anche tu!

Bancarotta 2.0

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13 giugno, ore 17: #PrendiSpazio al Lido Pola – Assemblea verso la gestione comunitaria dello spazio

#PrendiSpazio

Il Lido Pola era uno stabile abbandonato da circa 20 anni, lasciato al degrado strutturale, igienico-sanitario e sociale : il 17 maggio 2013 è stato occupato dal collettivo Bancarotta 2.0 per bloccarne la svendita e la privatizzazione, nonché per cominciare un della struttura, con interventi di riqualificazione e messa in sicurezza.

Questo processo di partecipazione ed auto-organizzazione dal basso ha prodotto dei progressi in fatto di smaltimento dei rifiuti, interventi di messa in sicurezza dei solai e di impermeabilizzazione del tetto, installazione di porte, finestre, servizi, attrezzature per garantire la vivibilità e l’accessibilità della struttura a tutti.

Attraverso la realizzazione di attività sociali e politiche, artistiche e culturali (assemblee, dibattiti, concerti, esposizioni, presentazione di libri, cineforum, teatro, mostre corsi, laboratori, stage e molto altro ancora) e la partecipazione attiva di coloro che le attraversano, vogliamo dare nuova destinazione d’uso ad uno dei tantissimi spazi abbandonati di Bagnoli, un quartiere in cui governi ed amministrazioni negli ultimi decenni hanno lasciato spazio solo ad inquinamento, speculazione economica e svendita dei beni pubblici, invece di soddisfare i bisogni e i desideri di chi lo abita.

Tale processo, nonostante l’arrivo delle solite misure repressive, è stato portato da subito all’attenzione del Comune di Napoli e dell’Agenzia del Demanio (proprietaria dello stabile) con la proposta di trovare le modalità per realizzare una gestione partecipata nonché l’auto-recupero della struttura e la bonifica delle aree circostanti dai rifiuti, a partire dal trasferimento dello stabile dalla gestione demaniale a quella comunale.

Al dialogo con le istituzioni sono, però, seguiti pochi fatti concreti: il sito è ancora da bonificare, l’acquisizione da parte del Comune di Napoli è in fase di completamento, non esiste una progettualità né un interesse politico forte nel valorizzare il percorso di partecipazione e di autorecupero costruendo le condizioni per la sua continuità. Dopo due anni di dialogo vogliamo proseguire il percorso senza aspettare, come abbiamo sempre fatto. Stavolta mettiamo al centro la gestione e la progettualità sul futuro del Lido Pola, a partire dalla partecipazione.

Nonostante la forte solidarietà dimostrata in questi anni da abitanti del quartiere e dai movimenti cittadini, sentiamo la necessità di ampliare e condividere la gestione dello spazio con tutte le persone che in questi mesi hanno attraversato, pensato, vissuto, o anche solo sbirciato quanto realizzato finora al Lido Pola: agli attivisti, alle associazioni, agli artisti, ai precari, ai lavoratori, ai disoccupati, agli insegnanti, ai ricercatori, agli studenti e a tutte le persone interessate alla gestione partecipata e comunitaria di una struttura che è una risorsa dell’intera città.

Così come avviene in tanti spazi che in questi anni sono stati occupati e restituiti alla città (l’ex asilo Filangieri, il Giardino di Materdei, Villa Medusa, il convento di S. Fede liberata, il Parchetto di Soccavo, e così via), si vuole proporre un’idea di uso lontana dalla gestione privatistica e dalla logica del profitto, connessa ai bisogni e alle lotte dei territori, costruendo reti di solidarietà e mutualismo, facendo della nostra esperienza comune una concreta alternativa politica e culturale alla distruzione del welfare, dei servizi, alla chiusura degli spazi di socialità. Per farsi, insomma, anticorpi contro il dilagare di fascismo, razzismo, securitarismo, individualismo, e promuovere insieme un modo diverso di vivere i territori e le relazioni.

Invitiamo tutte/i sabato 13 giugno alle 17:00 al Lido Pola per partecipare, con proposte per nuove attività o per rilanciare le iniziative che sono state realizzate al Lido Pola in questi anni, al dibattito sul percorso di costruzione di un’assemblea di gestione comunitaria.

Sostieni gli spazi sociali, sostieni il Lido Pola: #PrendiSpazio anche tu!

Bancarotta 2.0

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Il PD, 4 amici al bar…

Qualche consigliere da destra a sinistra, compreso qualcuno dichiaratamente fascista, qualche ragazzo venuto da fuori e niente più, escluso ovviamente l’accompagnamento adatto e necessario a questi signori per farsi un banchetto: celerini con camionette, defender e la decina di ispettori della Digos, insieme al ViceQuestore Fiorillo che era impegnato ad andare a dire alla gente dai balconi che non poteva calare striscioni altrimenti avrebbe provveduto a salire per prendere nominativi.

Ecco l’iniziativa oggi del Partito Democratico a Bagnoli, blindati in una piazza mentre attorno a questa e per tutto il restante quartiere un corteo spontaneo ha ribadito ancora una volta che c’è chi ha capito il loro vero volto.21
Non solo responsabili della devastazione ambientale, disoccupazione, inquinamento e precarietà a Bagnoli…
Nascosti per decenni nelle stanze dei bottoni vivendo della rendita elettorale lasciatagli in eredità dal vecchio PCI
Hanno pianificato il massacro sociale di milioni di proletari in nome dell'”Europa” (BCE e Troika), precarizzando ogni aspetto delle nostre vite, distruggendo ogni conquista sociale e dando mano libera ai padroni di licenziare e di spremere i proletari a loro piacimento.
Hanno condannato milioni di giovani al lavoro nero e alla disoccupazione a vita.
Si sono serviti dei sindacati corrotti e venduti per addormentare i lavoratori, di una casta di burocrati, colletti bianchi, baroni universitari, buffoni di corte e giornalisti prezzolati per occupare ogni spazio e ogni ruolo-chiave nel mondo dell’arte, della cultura, della scienza, della ricerca e dell’intera macchina amministrativa statale.
Hanno sguinzagliato giudici e forze dell’ordine col compito di ordire trame repressive contro chiunque non accetta le loro politiche di “lacrime e sangue”
Hanno ideato e sponsorizzato la forma più brutale di sfruttamento dei lavoratori attraverso il perverso sistema delle cooperative in gran parte dei più importanti gangli del sistema produttivo.Hanno distrutto e devastato i nostri quartieri e aver fatto morire i nostri cari di tumore in nome degli interessi della malavita, delle lobbies dell’malaffare e dei grandi gruppi industriali.223
Hanno pianificato guerre e saccheggi di risorse ai danni di altri popoli con la scusa degli interventi umanitari.
Hanno violentato e calpestato ogni residuo di democrazia, mentre sono ancora all’opera per prostituire ancora di più la stessa Costituzione borghese agli interessi di sfruttatori, strozzini e parassiti di ogni risma.

ALLE PROSSIME REGIONALI PUNIAMOLI CON L’UNICA ARMA CHE A LORO FA MALE: NON VOTIAMOLI E CONVINCIAMO OGNI NOSTRO PARENTE, AMICO, COLLEGA CONOSCENTE, COINQUILINO A NON VOTARLI!

NON DEMORDIAMO NELLE PIAZZE E NEI LUOGHI DI AGGREGAZIONE – COSTRUIAMO UNA MOBILITAZIONE REALE PER ABATTERE QUESTI PARASSITI

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Occupato il cantiere di Corporea a Città della Scienza – Renzi & co. “Stateve ‘a casa”: stop speculazione e privatizzazioni a Bagnoli

COMUNICATO STAMPA

Occupato il cantiere di Corporea a Città della Scienza – Renzi & co. “Stateve ‘a casa”: stop speculazione e privatizzazioni a Bagnoli

Stamattina alcune decine di attivisti del comitato “Una spiaggia per tutti” hanno occupato per alcune ore le impalcature del cantiere del museo Corporea a Città della Scienza in via Coroglio, mentre un presidio volantinava e megafonava lungo la strada; la manifestazione intendeva protestare contro la firma dell’accordo di programma per la ricostruzione di Città della Scienza, prevista per domattina in occasione della visita a Napoli del premier Renzi. “Non si può ricostruire sull’area destinata a spiaggia pubblica” dicono Massimo Di Dato dell’Assise per Bagnoli e Domenico di Bancarotta, “Città della Scienza va trasferita come prescrivono le leggi, i piani urbanistici e la delibera firmata da 13mila napoletani ed approvata due anni fa dal consiglio comunale”. Il comitato contesta anche le modalità della firma, che avviene a Ferragosto “senza una discussione in consiglio, che la giunta ci ha rifiutato”. Ed accusano: “a fronte di nessuna garanzia sulla bonifica, si regalano 40 milioni di euro alla fondazione Idis, senza aver chiarito gli obiettivi dell’incendio e senza che Città della Scienza abbia certificato la bonifica delle sue aree”. La firma di Renzi “ è un’operazione di facciata per mascherare la prossima speculazione su Bagnoli, con la modifica del piano urbanistico e l’ingresso di Fintecna nell’affare, senza trasparenza e controllo democratico sui processi”.

STOP SPECULAZIONE E PRIVATIZZAZIONI A BAGNOLI!!!

Fermiamo ‪#‎Renzi‬ e i privati al saccheggio di ‪#‎Bagnoli‬!

‪#‎spiaggiapubblica‬ ‪#‎bonifica‬ ‪#‎salute‬ ‪#‎dignità‬

‪#‎13A‬ ‪#‎Napoli‬ Aspettando #Renzi

 

 

Di seguito il testo dell’appello presentato in Consiglio Comunale il 7 agosto 2014 durante un blitz dei movimenti:

IL 14 AGOSTO SI FIRMA UN ACCORDO CONTRO LA CITTA’ !

FERMIAMO LA SPECULAZIONE SULL’AREA DI BAGNOLI !

Il Presidente del Consiglio Renzi sarà a Napoli il 14 agosto per firmare con Regione, Provincia, Comune e fondazione Idis gli accordi su Bagnoli: lo annunciano i giornali e la Giunta comunale, che spaccia questo evento come la grande occasione per rilanciare la riqualificazione dell’area.

In realtà con questa firma si consumerà una truffa a danno dei cittadini, affossando il recupero integrale del litorale di Bagnoli alla pubblica balneazione. Sarà infatti autorizzata la ricostruzione di Città della Scienza sull’area destinata a spiaggia pubblica, in violazione di piani urbanistici, leggi dello Stato e vincoli sul paesaggio, nonchè della delibera d’iniziativa popolare sottoscritta da oltre 13mila napoletani ed approvata due anni fa dal Consiglio comunale. Il Governo, mentre lesina i fondi per la bonifica di Bagnoli, non esita insieme alla Regione a finanziare la ricostruzione di Città della Scienza con oltre 40 mln di euro, foraggiando quella fondazione Idis che da vent’anni vive di abbondanti sovvenzioni pubbliche; e questo mentre l’indagine giudiziaria in corso sull’incendio di due anni fa ipotizza scenari inquietanti sulla cosiddetta “pista interna”, che vedrebbe coinvolto personale di Città della Scienza.

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Danneggiamenti e intimidazioni all’ex banca sotto sequestro: liberiamo Bancarotta dalla (in)custodia giudiziaria.

COMUNICATO: Danneggiamenti e intimidazioni all’ex banca sotto sequestro: liberiamo Bancarotta dalla (in)custodia giudiziaria.

 

Da realtà che si batte per la riqualificazione dal basso degli spazi abbandonati al degrado, sia dal pubblico che dal privato, non abbiamo mai smesso di vigilare sullo stato dell’arte della struttura di Bancarotta, anche durante il sequestro della magistratura.

Il Primo Maggio scorso, assieme a centinaia di cittadini, dopo il corteo che ha attraversato Fuorigrotta, Cavalleggeri e Bagnoli, abbiamo riaperto simbolicamente quello spazio per ribadire chiaramente che quei sigilli sono ormai una farsa.

Il corteo del Primo maggio riapre simbolicamente Bancarotta

Il corteo del Primo maggio riapre simbolicamente Bancarotta

 

Per tanti motivi: perchè la Bagnoli Futura SpA ha potuto continuare, nonostante il sequestro e le indagini a carico dei suoi ex dirigenti per Truffa e Disastro Ambientale, le sue attività; perchè il sequestro non ha condotto fin’ora a fare luce sul reale stato dell’arte dell’inquinamento dei suoli e sulle responsabilità sulla mancata bonifica; perchè tale sequestro ha finito per salvaguardare le botteghe delle cricche speculative che insistono sul litorale senza far luce su un evidente disegno criminale di messa in discussione dei vincoli urbanistici e ambientali previsti dagli strumenti di piano; perchè un sequestro in questi termini è inutile, dispendioso e finisce col favorire gli stessi interessi criminali che dovrebbe sanzionare, colpendo invece chi dal basso denuncia e prova a praticare un’altra strada per la riqualificazione dal basso del territorio. E potremmo continuare a lungo, come non abbiamo mai mancato di fare nelle decine di iniziative di denuncia, di sensibilizzazione e di lotta che assieme ad altri abbiamo promosso e costruito in questi anni.

Il Primo maggio, con la riapertura simbolica dello spazio avvenuta da parte di un intero corteo, abbiamo lanciato un appello affinchè i sigilli non condannassero quello spazio, che è una risorsa per tutto il quartiere, all’abbandono e al degrado da cui l’avevamo tirato fuori, chiamando in causa l’amministrazione comunale, e la stessa magistratura (che ad oggi ancora non ha rimosso la custodia giudiziaria del sequestro alla Bagnoli Futura Spa), le quali sono però rimaste sorde. Oggi succede ciò che avevamo ravvisato.

 

Sabato 28 giugno ci preparavamo a costruire un’iniziativa pubblica assieme al Comitato Una Spiaggia per Tutti e ai movimenti che si battono per la spiaggia pubblica. L’ultima di quattro iniziative dedicate al diritto al mare e alle spiagge di Napoli.

Su via Coroglio, transitando come al solito e gettando un’occhiata all’interno della struttura di Bancarotta, ci sembra di notare qualcosa che non quadra: il cancello sembra essere socchiuso.

Murale realizzato per l'iniziativa di Una spiaggia per tutti di fronte a Bancarotta

Murale realizzato per l’iniziativa di Una spiaggia per tutti di fronte a Bancarotta

Durante la realizzazione di un murale in via Coroglio transitavamo vicino Bancarotta, e siamo dunque andati a vedere da vicino cos’era successo: il cancello principale mancava del catenaccio e mostrava evidenti segni di forzatura, lo spesso vetro antiproiettile della parte inferiore sinistra della porta d’ingresso era ridotto in frantumi e la restante parte destra delle vetrate riportava la scritta “Morte”, dipinta dall’interno perché fosse leggibile all’esterno. Tutt’intorno tracce di vernice e segni di vandalizzazione. Non siamo riusciti a vedere cos’era successo all’interno ma possiamo immaginare benissimo il peggio. Abbiamo segnalato questo fatto agli agenti di polizia facendogli notare che invece di marcare a uomo un’iniziativa pubblica, come si trattasse di un coacervo di criminali, avrebbero fatto meglio il loro dovere andando ad accertare quest’infamia. Ovviamente le solite risposte: “faremo rapporto..” “provvederemo per quel che ci compete”.

Segni dei danneggiamenti visibili a malapena dall'esterno

Segni dei danneggiamenti visibili a malapena dall’esterno

Alcune attiviste del Comitato si sono recate dunque al commissariato per fare una segnalazione ufficiale, preoccupate dalla probabile inadempienza della segnalazione fatta sul posto, e soprattutto per cautela di fronte a quelle che sembrano delle vere e proprie minacce e intimidazioni, pur sapendo che nessuno si sente tutelato dalle forze dell’ordine a Bagnoli, che fanno comunella coi poteri forti e trattano come criminali chiunque chieda giustizia.

La verità è che questa infamia dell’atto vandalico ci ha lasciati arrabbiati e preoccupati. In merito alle scritte “morte” non è chiaro se si tratti di un atto minatorio o meno e in merito non siamo in grado di pronunciarci, non avendo elementi a sufficienza per individuare una presunta responsabilità.

Lampante, invece, è la negligenza e il pressapochismo assoluti con cui le autorità competenti hanno affrontato una situazione che a Bagnoli va avanti da oltre un anno: da quel famoso 11 aprile 2013, data in cui il collettivo di Bancarotta scelse di lasciare lo stabile prendendo atto delle disposizioni prese dalla Magistratura che sequestrò l’intera area ex Italsider in virtù delle indagini per truffa allo Stato e disastro ambientale sugli ex dirigenti della Bagnolifutura: l’unica realtà, lo ribadiamo, ad aver risentito di tali misure sembra esser stata la nostra. Gli altri (Bagnoli Futura Spa, gestori balneari, Città della Scienza, circolo Ilva) nonostante le circostanze (indagini, sequestri, abusi e controversie) hanno continuato a fare i loro comodi.

Quindi quali ulteriori effetti ha ottenuto il sequestro? uno spazio pubblico, che abbiamo liberato e curato personalmente per oltre dieci mesi perché fosse nuovamente utile e accessibile alla cittadinanza tutta, è ritornato all’incuria e al degrado a cui era stato sottratto. Nessun tipo di vigilanza è stata assicurata a un bene comune nonostante fosse e sia ancora sotto sequestro, per di più in maniera del tutto incongrua rispetto alle altre attività nelle vicinanze, ugualmente sequestrate ma comunque mai effettivamente interrottesi.

Del custode giudiziario, che dopo lo scioglimento della Bagnoli futura risulta un’entità puramente nominale, neanche l’ombra: pare così che una risorsa collettiva come quella che Bancarotta è stata debba vedersi condannata a essere oggetto di sciacallaggio e di vandalizzazione da parte di chiunque voglia.

 

A tutti – cittadini, attivisti, movimenti di Bagnoli, dell’area flegrea e di Napoli e non; istituzioni – amministrazione comunale, magistratura, forze dell’ordine; e a tutti coloro che hanno a cuore questa terra ci sentiamo perciò di dire alcune cose semplici.

Ci sentiamo di dire che attualmente su quello spazio non c’è alcuna custodia, né giudiziaria né di altro tipo, al di fuori dell’attenzione che una comunità di cittadini e di attivisti continua ad avere per la struttura.

Che le istituzioni – magistratura, forze dell’ordine, amministrazione comunale e bagnoli futura – si stanno assumendo la responsabilità di condannare al vandalismo e al degrado una struttura che era stata riqualificata e rifunzionalizzata con il lavoro autorganizzato di una comunità.

Che Bagnoli di fronte a tutto questo non può rimanere a guardare.

Liberiamo Bancarotta dalla (in)custodia giudiziaria!

 

Bancarotta 2.0 – Lido Pola liberato

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Stalking Asilo presenta “Bagnoli. Un incendio che dura da 20 anni”

Stalking Asilo, la trasmissione di approfondimento, inchiesta e dibattito prodotta da InsuTv in collaborazione con L’Ex Asilo Filangieri/La Balena, dedica un’intera puntata di approfondimento agli ultimi sviluppi dell’intricata e pesante vicenda del disastro ambientale di Bagnoli: l’incendio di Città della Scienza, le proteste, la mobilitazione cittadina a favore di una grande spiaggia pubblica sul litorale, focalizzando l’attenzione sulle contraddizioni, gli scenari e le prospettive della trasformazione urbana dell’area ovest di Napoli a partire dalle lotte che chiedono verità e giustizia, una bonifica vera e trasparente, e la fine delle speculazioni e degli abusi sul deserto post-industriale bagnolese. Attraverso interviste, immagini, dibattiti.

La puntata è disponibile sul sito di InsuTv:
http://www.insutv.it/stalkingasilo/2014/04/05-bagnoli-un-incendio-che-dura-da-ventanni/

STALKING Asilo #05
BAGNOLI.
un incendio che dura da 20 ‘anni
on line dal 09/04/2014

A un anno dall’attentato a città della scienza e dai sequestri a Bagnoli Futura, le politiche pubbliche su Bagnoli vivono in una specie di sussulto immobile. Non è emersa alcuna certezza sugli autori dell’attentato e sugli interessi dei mandanti, gli accordi sulla ricostruzione del Museo vedono lo scontro tra le posizioni della fondazione Idis e le rivendicazioni dei comitati civici, tra il Comune e la Regione, tra gli enti locali e il governo. Sullo sfondo resta la bonifica mai effettuata, il futuro dell’area e le mire del partito del mattone sui possibili cambiamenti al piano regolatore.

Attraverso le voci dell’ex assessore all’urbanistica Vezio De Lucia, autore della variante su Bagnoli, di Massimo Pica Ciamarra progettista di città della Scienza, di chi si batte per la spiaggia pubblica e per la bonifica del territorio, tutti i termini di una partita da cui non dipende solo il futuro di Bagnoli.

In studio commenti di Adriana Pollice, Emilio Gardini, Lorenzo (Lab. Bancarotta Bagnoli)

Live in studio Mc Mariotto feat. Dejà Vu e Geko (Flegrea Black Music)
hanno eseguito “Amianto e Fregatura”, “Terra Nostra” e “Trip ‘n’ Roll”

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