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13 giugno, ore 17: #PrendiSpazio al Lido Pola – Assemblea verso la gestione comunitaria dello spazio

Il Lido Pola era uno stabile abbandonato da circa 20 anni, lasciato al degrado strutturale, igienico-sanitario e sociale : il 17 maggio 2013 è stato occupato dal collettivo Bancarotta 2.0 per bloccarne la svendita e la privatizzazione, nonché per cominciare un percorso di riappropriazione e di recupero sociale della struttura, con interventi di riqualificazione e messa in sicurezza.

#PrendiSpazio

Questo processo di partecipazione ed auto-organizzazione dal basso ha prodotto dei progressi in fatto di smaltimento dei rifiuti, interventi di messa in sicurezza dei solai e di impermeabilizzazione del tetto, installazione di porte, finestre, servizi, attrezzature per garantire la vivibilità e l’ accessibilità della struttura a tutti.

Attraverso la realizzazione di attività sociali e politiche, artistiche e culturali (assemblee, dibattiti, concerti, esposizioni, presentazione di libri, cineforum, teatro, mostre corsi, laboratori, stage e molto altro ancora) e la partecipazione attiva di coloro che le attraversano, vogliamo dare nuova destinazione d’ uso ad uno dei tantissimi spazi abbandonati di Bagnoli, un quartiere in cui governi ed amministrazioni negli ultimi decenni hanno lasciato spazio solo ad inquinamento, speculazione economica e svendita dei beni pubblici, invece di soddisfare i bisogni e i desideri di chi lo abita.

Tale processo, nonostante l’arrivo delle solite misure repressive, è stato portato da subito all’attenzione del Comune di Napoli e dell’Agenzia del Demanio (proprietaria dello stabile) con la proposta di trovare le modalità per realizzare una gestione partecipata nonché l’auto-recupero della struttura e la bonifica delle aree circostanti dai rifiuti, a partire dal trasferimento dello stabile dalla gestione demaniale a quella comunale.

Al dialogo con le istituzioni sono, però, seguiti pochi fatti concreti: il sito è ancora da bonificare, l’acquisizione da parte del Comune di Napoli è in fase di completamento, non esiste una progettualità né un interesse politico forte nel valorizzare il percorso di partecipazione e di autorecupero costruendo le condizioni per la sua continuità. Dopo due anni di dialogo vogliamo proseguire il percorso senza aspettare, come abbiamo sempre fatto. Stavolta mettiamo al centro la gestione e la progettualità sul futuro del Lido Pola, a partire dalla partecipazione.

Nonostante la forte solidarietà dimostrata in questi anni da abitanti del quartiere e dai movimenti cittadini, sentiamo la necessità di ampliare e condividere la gestione dello spazio con tutte le persone che in questi mesi hanno attraversato, pensato, vissuto, o anche solo sbirciato quanto realizzato finora al Lido Pola: agli attivisti, alle associazioni, agli artisti, ai precari, ai lavoratori, ai disoccupati, agli insegnanti, ai ricercatori, agli studenti e a tutte le persone interessate alla gestione partecipata e comunitaria di una struttura che è una risorsa dell’intera città.

Così come avviene in tanti spazi che in questi anni sono stati occupati e restituiti alla città (l’ex asilo Filangieri, il Giardino di Materdei, Villa Medusa, il convento di S. Fede liberata, il Parchetto di Soccavo, e così via), si vuole proporre un’idea di uso lontana dalla gestione privatistica e dalla logica del profitto connessa ai bisogni e alle lotte dei territori, costruendo reti di solidarietà e mutualismo, facendo della nostra esperienza comune una concreta alternativa politica e culturale alla distruzione del welfare, dei servizi, alla chiusura degli spazi di socialità. Farsi, insomma, anticorpi contro il dilagare di fascismo, razzismo, securitarismo, individualismo, e promuovere insieme un modo diverso di vivere i territori e le relazioni.

Invitiamo tutte/i sabato 13 giugno alle 17:00 al Lido Pola per partecipare, con proposte per nuove attività o per rilanciare le iniziative che sono state realizzate al Lido Pola in questi anni, al dibattito sul percorso di costruzione di un’assemblea di gestione comunitaria.

Sostieni gli spazi sociali, sostieni il Lido Pola: #PrendiSpazio anche tu!

Bancarotta 2.0

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13 giugno, ore 17: #PrendiSpazio al Lido Pola – Assemblea verso la gestione comunitaria dello spazio

#PrendiSpazio

Il Lido Pola era uno stabile abbandonato da circa 20 anni, lasciato al degrado strutturale, igienico-sanitario e sociale : il 17 maggio 2013 è stato occupato dal collettivo Bancarotta 2.0 per bloccarne la svendita e la privatizzazione, nonché per cominciare un della struttura, con interventi di riqualificazione e messa in sicurezza.

Questo processo di partecipazione ed auto-organizzazione dal basso ha prodotto dei progressi in fatto di smaltimento dei rifiuti, interventi di messa in sicurezza dei solai e di impermeabilizzazione del tetto, installazione di porte, finestre, servizi, attrezzature per garantire la vivibilità e l’accessibilità della struttura a tutti.

Attraverso la realizzazione di attività sociali e politiche, artistiche e culturali (assemblee, dibattiti, concerti, esposizioni, presentazione di libri, cineforum, teatro, mostre corsi, laboratori, stage e molto altro ancora) e la partecipazione attiva di coloro che le attraversano, vogliamo dare nuova destinazione d’uso ad uno dei tantissimi spazi abbandonati di Bagnoli, un quartiere in cui governi ed amministrazioni negli ultimi decenni hanno lasciato spazio solo ad inquinamento, speculazione economica e svendita dei beni pubblici, invece di soddisfare i bisogni e i desideri di chi lo abita.

Tale processo, nonostante l’arrivo delle solite misure repressive, è stato portato da subito all’attenzione del Comune di Napoli e dell’Agenzia del Demanio (proprietaria dello stabile) con la proposta di trovare le modalità per realizzare una gestione partecipata nonché l’auto-recupero della struttura e la bonifica delle aree circostanti dai rifiuti, a partire dal trasferimento dello stabile dalla gestione demaniale a quella comunale.

Al dialogo con le istituzioni sono, però, seguiti pochi fatti concreti: il sito è ancora da bonificare, l’acquisizione da parte del Comune di Napoli è in fase di completamento, non esiste una progettualità né un interesse politico forte nel valorizzare il percorso di partecipazione e di autorecupero costruendo le condizioni per la sua continuità. Dopo due anni di dialogo vogliamo proseguire il percorso senza aspettare, come abbiamo sempre fatto. Stavolta mettiamo al centro la gestione e la progettualità sul futuro del Lido Pola, a partire dalla partecipazione.

Nonostante la forte solidarietà dimostrata in questi anni da abitanti del quartiere e dai movimenti cittadini, sentiamo la necessità di ampliare e condividere la gestione dello spazio con tutte le persone che in questi mesi hanno attraversato, pensato, vissuto, o anche solo sbirciato quanto realizzato finora al Lido Pola: agli attivisti, alle associazioni, agli artisti, ai precari, ai lavoratori, ai disoccupati, agli insegnanti, ai ricercatori, agli studenti e a tutte le persone interessate alla gestione partecipata e comunitaria di una struttura che è una risorsa dell’intera città.

Così come avviene in tanti spazi che in questi anni sono stati occupati e restituiti alla città (l’ex asilo Filangieri, il Giardino di Materdei, Villa Medusa, il convento di S. Fede liberata, il Parchetto di Soccavo, e così via), si vuole proporre un’idea di uso lontana dalla gestione privatistica e dalla logica del profitto, connessa ai bisogni e alle lotte dei territori, costruendo reti di solidarietà e mutualismo, facendo della nostra esperienza comune una concreta alternativa politica e culturale alla distruzione del welfare, dei servizi, alla chiusura degli spazi di socialità. Per farsi, insomma, anticorpi contro il dilagare di fascismo, razzismo, securitarismo, individualismo, e promuovere insieme un modo diverso di vivere i territori e le relazioni.

Invitiamo tutte/i sabato 13 giugno alle 17:00 al Lido Pola per partecipare, con proposte per nuove attività o per rilanciare le iniziative che sono state realizzate al Lido Pola in questi anni, al dibattito sul percorso di costruzione di un’assemblea di gestione comunitaria.

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Bancarotta 2.0

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Prima assemblea del centro-sud contro lo SbloccaItalia

Prima assemblea del centro-sud contro lo SbloccaItalia @ L'Asilo

Prima assemblea del centro-sud contro lo SbloccaItalia @ L’Asilo

COMUNICATO FINALE

Ad un mese dalla mobilitazione di Bagnoli del 7 Novembre, sull’onda delle mobilitazioni di questi mesi (da Potenza alle marce contro il biocidio) si è svolta la prima partecipatissima assemblea del centro-sud contro lo SbloccaItalia.

Un primo importante momento di confronto, con centinaia di partecipanti, tra realtà, organizzazioni, coordinamenti, comitati e resistenze territoriali con l’obiettivo di costruire unitariamente una campagna contro la legge SbloccaItalia, inserita all’interno di una generale aggressione del capitale alle condizioni di vita, economiche, sociali ed ambientali.

L’articolato del decreto è una raffica di misure per la svendita del patrimonio immobiliare pubblico, la deregolamentazione degli interventi edilizi, il rilancio indiscriminato delle grandi opere inutili, l’incentivazione degli strumenti finanziari a servizio della speculazione, la promozione degli impianti per l’incenerimento dei rifiuti, commissariamenti, l’agevolazione delle trivellazioni per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, la proliferazione di gasdotti e gassificatori.

Passato con l’ennesima fiducia al Senato con l’accelerazione da parte dell’esecutivo, il governo con lo Sblocca-Italia è riuscito paradossalmente nell’intento di unire le tante vertenze territoriali.

L’esigenza di una campagna nazionale nasce non solo per includere le singole vertenze in un contenitore che le rafforzi ma anche e soprattutto a prefigurare un movimento effettivamente unitario che contrasti questo decreto nella sua interezza essendo inserito organicamente nella logica politica che ispira tutte le controriforme del governo Renzi sul lavoro, la scuola, la casa, il governo del territorio, i servizi locali: dal Jobs act alla Buona scuola, dalla legge Lupi sull’urbanistica al Piano casa.

L’assemblea esprime l’esigenza di costruire in maniera condivisa, con i tempi ed i passaggi opportuni, uno spazio di coordinamento che connetta tutte le vertenze in prospettiva di un superamento della pur positiva esperienza delle reti di mutuo soccorso.

Si valuta positivamente la proposta di una mobilitazione coordinata sui territori da realizzarsi entro fine Dicembre, possibilmente lo stesso giorno, per spingere le Regioni ad impugnare lo Sblocca-Italia di fronte alla Corte Costituzionale.

Sul piano organizzativo, e’ stata condivisa la proposta di costruire una assemblea nazionale attraverso assemblee di macro area. Il 14 dicembre si terra’ presso Pescara la assemblea delle realtà di Abruzzo, Molise e Marche. Per quanto riguarda il Sud, si e’ espressa l’esigenza di ampliare la rappresentatività dell’assemblea di oggi, lavorando ad un nuovo momento d’incontro anche con altre realtà meridionali; per tale incontro si e’ individuata la data del 18 gennaio, presso un luogo più baricentrico rispetto al sud quale la Certosa di Padula – Salerno. Attraverso questo appello ed i contatti con i comitati attivi del nord , si sollecita la convocazione di un assemblea di macro-area anche nel Nord. In modo da arrivare ad un assemblea nazionale verso la metà di Febbraio con la proposta all’ordine del giorno di una mobilitazione unitaria e nazionale contro lo Sblocca-Italia.

Ribadiamo che chi “devasta e saccheggia” è lo Stato, il quale mentre attacca le comunità che si oppongono ai processi speculativi assolve chi inquina ed uccide come nel caso del processo Eternit.

La generalizzazione delle lotte è la risposta politicamente più forte all’ondata repressiva che sta montando contro le esperienze di resistenza sui territori: dalla NoTav a Bagnoli, passando per le accuse ai NoTriv lucani, fino ai NoMuos.

Le varie iniziative che si svilupperanno sui territori già calendarizzate potrebbero condividere l’utilizzo di un unico canale comunicativo (anche attraverso hashtag in rete “No #SbloccaItalia”) che dia il senso della costruzione di un unico coordinamento inclusivo.

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Calendario delle iniziative sui territori

Sabato 13 Dicembre

Assemblea pubblica “StopBiocidio” all’Auditorium di Caivano

Manifestazione a Cagliari contro le servitù militare della Sardegna

Venerdi 19 Dicembre

Manifestazione “Difendiamo Taranto – No a Tempa Rossa” h 17:00 Zona Palamazzola

Per fine Dicembre – Manifestazione e Presidi a Pisticci ed altrove

Sabato 3 Gennaio Irpinia – Gesualdo

Manifestazione contro il Pozzo Gesualdo 1

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Prima Assemblea del Centro-Sud contro lo Sblocca-Italia

Partecipanti: Laboratorio Politico Iskra, Assise cittadina per Bagnoli, Coordinamento Studenti Flegrei, Stop Biocidio, Comitato No Inceneritore di Giugliano, Bancarotta/Lido Pola Bagnoli, Stop Tempa Rossa di Taranto, No Triv Potenza – Coordinamento Basilicata, Rap Molise, Zer081, Attac Napoli, StopTTip, Cantiere Sociale Chiaiano, Lab. Occ. Insurghencia, Coordinamento Nazionale No Triv – Sez.Basilicata, Communia Lazio, Rete Campana Salute Ambiente, Comitato Acqua Pubblica Salerno, Coord. Regionale Acqua Pubblica Campania, Rete Ambiente e Salute Salerno, PRC Salerno, Laboratorio sociale per i beni comuni – Potenza, L’altra Europa/L’altra Campania, No Triv Sannio, No Triv Irpinia, Abruzzo Social Forum, Forum abruzzese – Movimenti per l’Acqua, Coordinamento Comitati Fuochi, Usb/Ross@, Usb – Gruppo di lavoro Società Partecipate, Radio Vostok, Isde Salerno, Isde Puglia, Laboratorio Politico Kamo.

 

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Occupato il cantiere di Corporea a Città della Scienza – Renzi & co. “Stateve ‘a casa”: stop speculazione e privatizzazioni a Bagnoli

COMUNICATO STAMPA

Occupato il cantiere di Corporea a Città della Scienza – Renzi & co. “Stateve ‘a casa”: stop speculazione e privatizzazioni a Bagnoli

Stamattina alcune decine di attivisti del comitato “Una spiaggia per tutti” hanno occupato per alcune ore le impalcature del cantiere del museo Corporea a Città della Scienza in via Coroglio, mentre un presidio volantinava e megafonava lungo la strada; la manifestazione intendeva protestare contro la firma dell’accordo di programma per la ricostruzione di Città della Scienza, prevista per domattina in occasione della visita a Napoli del premier Renzi. “Non si può ricostruire sull’area destinata a spiaggia pubblica” dicono Massimo Di Dato dell’Assise per Bagnoli e Domenico di Bancarotta, “Città della Scienza va trasferita come prescrivono le leggi, i piani urbanistici e la delibera firmata da 13mila napoletani ed approvata due anni fa dal consiglio comunale”. Il comitato contesta anche le modalità della firma, che avviene a Ferragosto “senza una discussione in consiglio, che la giunta ci ha rifiutato”. Ed accusano: “a fronte di nessuna garanzia sulla bonifica, si regalano 40 milioni di euro alla fondazione Idis, senza aver chiarito gli obiettivi dell’incendio e senza che Città della Scienza abbia certificato la bonifica delle sue aree”. La firma di Renzi “ è un’operazione di facciata per mascherare la prossima speculazione su Bagnoli, con la modifica del piano urbanistico e l’ingresso di Fintecna nell’affare, senza trasparenza e controllo democratico sui processi”.

STOP SPECULAZIONE E PRIVATIZZAZIONI A BAGNOLI!!!

Fermiamo ‪#‎Renzi‬ e i privati al saccheggio di ‪#‎Bagnoli‬!

‪#‎spiaggiapubblica‬ ‪#‎bonifica‬ ‪#‎salute‬ ‪#‎dignità‬

‪#‎13A‬ ‪#‎Napoli‬ Aspettando #Renzi

 

 

Di seguito il testo dell’appello presentato in Consiglio Comunale il 7 agosto 2014 durante un blitz dei movimenti:

IL 14 AGOSTO SI FIRMA UN ACCORDO CONTRO LA CITTA’ !

FERMIAMO LA SPECULAZIONE SULL’AREA DI BAGNOLI !

Il Presidente del Consiglio Renzi sarà a Napoli il 14 agosto per firmare con Regione, Provincia, Comune e fondazione Idis gli accordi su Bagnoli: lo annunciano i giornali e la Giunta comunale, che spaccia questo evento come la grande occasione per rilanciare la riqualificazione dell’area.

In realtà con questa firma si consumerà una truffa a danno dei cittadini, affossando il recupero integrale del litorale di Bagnoli alla pubblica balneazione. Sarà infatti autorizzata la ricostruzione di Città della Scienza sull’area destinata a spiaggia pubblica, in violazione di piani urbanistici, leggi dello Stato e vincoli sul paesaggio, nonchè della delibera d’iniziativa popolare sottoscritta da oltre 13mila napoletani ed approvata due anni fa dal Consiglio comunale. Il Governo, mentre lesina i fondi per la bonifica di Bagnoli, non esita insieme alla Regione a finanziare la ricostruzione di Città della Scienza con oltre 40 mln di euro, foraggiando quella fondazione Idis che da vent’anni vive di abbondanti sovvenzioni pubbliche; e questo mentre l’indagine giudiziaria in corso sull’incendio di due anni fa ipotizza scenari inquietanti sulla cosiddetta “pista interna”, che vedrebbe coinvolto personale di Città della Scienza.

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Danneggiamenti e intimidazioni all’ex banca sotto sequestro: liberiamo Bancarotta dalla (in)custodia giudiziaria.

COMUNICATO: Danneggiamenti e intimidazioni all’ex banca sotto sequestro: liberiamo Bancarotta dalla (in)custodia giudiziaria.

 

Da realtà che si batte per la riqualificazione dal basso degli spazi abbandonati al degrado, sia dal pubblico che dal privato, non abbiamo mai smesso di vigilare sullo stato dell’arte della struttura di Bancarotta, anche durante il sequestro della magistratura.

Il Primo Maggio scorso, assieme a centinaia di cittadini, dopo il corteo che ha attraversato Fuorigrotta, Cavalleggeri e Bagnoli, abbiamo riaperto simbolicamente quello spazio per ribadire chiaramente che quei sigilli sono ormai una farsa.

Il corteo del Primo maggio riapre simbolicamente Bancarotta

Il corteo del Primo maggio riapre simbolicamente Bancarotta

 

Per tanti motivi: perchè la Bagnoli Futura SpA ha potuto continuare, nonostante il sequestro e le indagini a carico dei suoi ex dirigenti per Truffa e Disastro Ambientale, le sue attività; perchè il sequestro non ha condotto fin’ora a fare luce sul reale stato dell’arte dell’inquinamento dei suoli e sulle responsabilità sulla mancata bonifica; perchè tale sequestro ha finito per salvaguardare le botteghe delle cricche speculative che insistono sul litorale senza far luce su un evidente disegno criminale di messa in discussione dei vincoli urbanistici e ambientali previsti dagli strumenti di piano; perchè un sequestro in questi termini è inutile, dispendioso e finisce col favorire gli stessi interessi criminali che dovrebbe sanzionare, colpendo invece chi dal basso denuncia e prova a praticare un’altra strada per la riqualificazione dal basso del territorio. E potremmo continuare a lungo, come non abbiamo mai mancato di fare nelle decine di iniziative di denuncia, di sensibilizzazione e di lotta che assieme ad altri abbiamo promosso e costruito in questi anni.

Il Primo maggio, con la riapertura simbolica dello spazio avvenuta da parte di un intero corteo, abbiamo lanciato un appello affinchè i sigilli non condannassero quello spazio, che è una risorsa per tutto il quartiere, all’abbandono e al degrado da cui l’avevamo tirato fuori, chiamando in causa l’amministrazione comunale, e la stessa magistratura (che ad oggi ancora non ha rimosso la custodia giudiziaria del sequestro alla Bagnoli Futura Spa), le quali sono però rimaste sorde. Oggi succede ciò che avevamo ravvisato.

 

Sabato 28 giugno ci preparavamo a costruire un’iniziativa pubblica assieme al Comitato Una Spiaggia per Tutti e ai movimenti che si battono per la spiaggia pubblica. L’ultima di quattro iniziative dedicate al diritto al mare e alle spiagge di Napoli.

Su via Coroglio, transitando come al solito e gettando un’occhiata all’interno della struttura di Bancarotta, ci sembra di notare qualcosa che non quadra: il cancello sembra essere socchiuso.

Murale realizzato per l'iniziativa di Una spiaggia per tutti di fronte a Bancarotta

Murale realizzato per l’iniziativa di Una spiaggia per tutti di fronte a Bancarotta

Durante la realizzazione di un murale in via Coroglio transitavamo vicino Bancarotta, e siamo dunque andati a vedere da vicino cos’era successo: il cancello principale mancava del catenaccio e mostrava evidenti segni di forzatura, lo spesso vetro antiproiettile della parte inferiore sinistra della porta d’ingresso era ridotto in frantumi e la restante parte destra delle vetrate riportava la scritta “Morte”, dipinta dall’interno perché fosse leggibile all’esterno. Tutt’intorno tracce di vernice e segni di vandalizzazione. Non siamo riusciti a vedere cos’era successo all’interno ma possiamo immaginare benissimo il peggio. Abbiamo segnalato questo fatto agli agenti di polizia facendogli notare che invece di marcare a uomo un’iniziativa pubblica, come si trattasse di un coacervo di criminali, avrebbero fatto meglio il loro dovere andando ad accertare quest’infamia. Ovviamente le solite risposte: “faremo rapporto..” “provvederemo per quel che ci compete”.

Segni dei danneggiamenti visibili a malapena dall'esterno

Segni dei danneggiamenti visibili a malapena dall’esterno

Alcune attiviste del Comitato si sono recate dunque al commissariato per fare una segnalazione ufficiale, preoccupate dalla probabile inadempienza della segnalazione fatta sul posto, e soprattutto per cautela di fronte a quelle che sembrano delle vere e proprie minacce e intimidazioni, pur sapendo che nessuno si sente tutelato dalle forze dell’ordine a Bagnoli, che fanno comunella coi poteri forti e trattano come criminali chiunque chieda giustizia.

La verità è che questa infamia dell’atto vandalico ci ha lasciati arrabbiati e preoccupati. In merito alle scritte “morte” non è chiaro se si tratti di un atto minatorio o meno e in merito non siamo in grado di pronunciarci, non avendo elementi a sufficienza per individuare una presunta responsabilità.

Lampante, invece, è la negligenza e il pressapochismo assoluti con cui le autorità competenti hanno affrontato una situazione che a Bagnoli va avanti da oltre un anno: da quel famoso 11 aprile 2013, data in cui il collettivo di Bancarotta scelse di lasciare lo stabile prendendo atto delle disposizioni prese dalla Magistratura che sequestrò l’intera area ex Italsider in virtù delle indagini per truffa allo Stato e disastro ambientale sugli ex dirigenti della Bagnolifutura: l’unica realtà, lo ribadiamo, ad aver risentito di tali misure sembra esser stata la nostra. Gli altri (Bagnoli Futura Spa, gestori balneari, Città della Scienza, circolo Ilva) nonostante le circostanze (indagini, sequestri, abusi e controversie) hanno continuato a fare i loro comodi.

Quindi quali ulteriori effetti ha ottenuto il sequestro? uno spazio pubblico, che abbiamo liberato e curato personalmente per oltre dieci mesi perché fosse nuovamente utile e accessibile alla cittadinanza tutta, è ritornato all’incuria e al degrado a cui era stato sottratto. Nessun tipo di vigilanza è stata assicurata a un bene comune nonostante fosse e sia ancora sotto sequestro, per di più in maniera del tutto incongrua rispetto alle altre attività nelle vicinanze, ugualmente sequestrate ma comunque mai effettivamente interrottesi.

Del custode giudiziario, che dopo lo scioglimento della Bagnoli futura risulta un’entità puramente nominale, neanche l’ombra: pare così che una risorsa collettiva come quella che Bancarotta è stata debba vedersi condannata a essere oggetto di sciacallaggio e di vandalizzazione da parte di chiunque voglia.

 

A tutti – cittadini, attivisti, movimenti di Bagnoli, dell’area flegrea e di Napoli e non; istituzioni – amministrazione comunale, magistratura, forze dell’ordine; e a tutti coloro che hanno a cuore questa terra ci sentiamo perciò di dire alcune cose semplici.

Ci sentiamo di dire che attualmente su quello spazio non c’è alcuna custodia, né giudiziaria né di altro tipo, al di fuori dell’attenzione che una comunità di cittadini e di attivisti continua ad avere per la struttura.

Che le istituzioni – magistratura, forze dell’ordine, amministrazione comunale e bagnoli futura – si stanno assumendo la responsabilità di condannare al vandalismo e al degrado una struttura che era stata riqualificata e rifunzionalizzata con il lavoro autorganizzato di una comunità.

Che Bagnoli di fronte a tutto questo non può rimanere a guardare.

Liberiamo Bancarotta dalla (in)custodia giudiziaria!

 

Bancarotta 2.0 – Lido Pola liberato

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“11 Aprile 2013 – 11 Aprile 2014”

La sede della BagnoliFutura

La sede della BagnoliFutura

NOI NON DIMENTICHIAMO!
…siamo ancora in BANCAROTTA…

Nell’Aprile del 2013, poco più di un anno fa, la Magistratura ha ordinato il sequestro dei suoli ex Ilva-Italsider della società di trasformazione urbana BagnoliFutura, di cui il Comune di Napoli è socio di maggioranza, aprendo una maxi inchiesta sulla (falsa) bonifica dell’area occidentale: ventuno degli ex vertici della società sono stati accusati di disastro ambientale, falso in bilancio, truffa e miscelazione di rifiuti industriali.
Ecco il link alla notizia

Nell’operazione fu coinvolta anche l’ex Banca Italsider, occupata e liberata dal collettivo Bancarotta il 2 giugno 2012 e diventata uno spazio di aggregazione e bonifica sociale nel deserto post-industriale di via Coroglio. A un anno di distanza la situazione è cambiata, ma sempre a favore degli speculatori: mentre Bancarotta rimane sotto sequestro, la Porta del Parco, sede di BagnoliFutura, viene riaperta.

Questo evidenzia come la Magistratura continui a tutelare gli interessi di chi ha inquinato e ingannato Bagnoli per 20 anni, tentando di indebolire e fermare i movimenti che, molto prima che le istituzioni si svegliassero e si rendessero conto di ciò che accadeva sul quartiere, hanno inchiestato e denunciato il disastro ambientale.
Il Collettivo (attivo ora al Lido Pola ndr) non ha voluto far passare inosservata la data e ha deciso di porre sotto sequestro popolare la Porta del Parco, informando i passanti e i cittadini circa lo stallo e l’indifferenza che caratterizza l’approccio delle istituzioni e della magistratura rispetto alla questione Bagnoli.

Sequestro popolare

Sequestro popolare

“Ad un anno dal sequestro, continua la devastazione, è fermo tutto il resto” recitava uno striscione posto davanti ai cancelli. “Noi oggi siamo qui a mettere sotto sequestro popolare, ancora una volta, la sede di Bagnoli Futura – dichiara uno degli attivisti del collettivo – per dire, come abbiamo fatto in questi mesi, usando lo slogan “chi ha inquinato deve pagare”, che noi individuiamo nella Bagnoli Futura uno dei maggiori responsabili del disastro ambientale e della mancata messa in sicurezza dei suoli e del mare, in un territorio in cui si continua a morire di tumore e in cui non c’è nessun idea di sviluppo per il deserto industriale che, al di là delle piccole cattedrali costruite da Bagnoli Futura, continua a non offrire alcuna possibilità di cambiamento per questo quartiere”.
Il sequestro é continuato per qualche ora tra la solidarietà dei passanti e, nonostante l’arrivo di una volante della polizia che ha tentato più volte di chiudere i cancelli, gli attivisti hanno continuato con il volantinaggio e la comunicazione con gli abitanti del quartiere raggiungendo poi gli spazi dell’ex banca Italsider, dove è stato appeso uno striscione e lasciato un emblematico messaggio sul muro.

Bancarotta

Bancarotta

STOP Repressione!

STOP Repressione!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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#4Mar Cronaca di un (Dis)accordo

Le dichiarazioni dei politici e la stampa hanno in gran parte oscurato o travisato il senso di una giornata, che non è iniziata e finita dentro il perimetro di Città della Scienza. Vogliamo raccontare come abbiamo vissuto noi la giornata del 4 marzo.

#bonifica #salute #spiaggiapubblica

#bonifica #salute #spiaggiapubblica

Il 4 marzo, ad un anno esatto dall’incendio, a Città della Scienza tornano le sirene della ricostruzione in loco: politici, imprenditori e lobby si nascondono dietro il millantato prestigio della struttura per mettere una pietra tombale sulla realizzazione della spiaggia pubblica, chiesta da 14.000 cittadini napoletani, e per garantire l’ennesima grande operazione speculativa sul litorale bagnolese, in barba alla salute dei cittadini, ai piani urbanistici, alla tutela dell’ambiente e al buon senso. 64 milioni di € per ostinarsi a ricostruire Città della Scienza sulla spiaggia, laddove le scuole cadono a pezzi, mancano i servizi (chiudono scuole, ambulatori, trasporti etc.): l’ennesimo schiaffo ai bagnolesi e ai napoletani. Avevamo spiegato come la pensiamo, abbiamo raccontato la nostra su: Il movimento che vogliamo per Bagnoli

mobilitDopo assemblee e confronti con i comitati cittadini e i movimenti del territorio e della città, abbiamo indetto un presidio in Piazza Bagnoli.

MANIFESTO 4 marzo il Governo Renzi a Città della Scienza.. imprenditori e politici all'assalto di Bagnoli! Hanno sabotato la bonifica e privatizzato il litorale.. Ora vogliono svendersi Bagnoli. FERMIAMOLI!! Fuori Città della Scienza e gli speculatori dalla spiaggia! Strappiamo a Fintecna e Caltagirone le aree industriali dismesse! Vogliamo una vera bonifica, la spiaggia pubblica, il parco verde! CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE!

MANIFESTO
4 marzo il Governo Renzi a Città della Scienza.. imprenditori e politici all’assalto di Bagnoli!
Hanno sabotato la bonifica e privatizzato il litorale.. Ora vogliono svendersi Bagnoli.
FERMIAMOLI!!
Fuori Città della Scienza e gli speculatori dalla spiaggia!
Strappiamo a Fintecna e Caltagirone le aree industriali dismesse!
Vogliamo una vera bonifica, la spiaggia pubblica, il parco verde!
CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE!

Cronaca di un (DIS)accordo

  • 9.30: I manifestanti si raggruppano in piazza Bagnoli mentre a Città della Scienza si prepara l’apertura dei cancelli. Tanti gli striscioni che recitano i più disparati slogan; c’è anche un totem indiano fissato al centro della piazza, simbolo del carnevale di Bagnoli 2014.
    In piazza associazioni, comitati, delegazioni dei movimenti di lotta di Bagnoli e di tutta la città.
  • 10.15: Tutte le vie d’accesso alla piazza vengono bloccate, si susseguono interventi al megafono e volantinaggi per chiarire le motivazioni e le posizioni delle persone impegnate in piazza.
  • 12.00: Si decide di partire in corteo per le strade di Bagnoli, passando dall’area pedonale alle strade centrali del quartiere, dalla sede del PD di Bagnoli al mercatino coperto, distribuendo volantini e rilasciando interviste ai giornalisti di alcune testate online e cartacee della città.

il concentramento in p.za Bagnoli

il concentramento in p.za Bagnoli

un momento della manifestazione

un momento della manifestazione

  • 13.oo: Il corteo raggiunge Bagnoli Futura che alla vista dei manifestanti chiude il cancello di ingresso della struttura. Alcune persone riescono ad entrarvi sollevando gli striscioni che hanno caratterizzato il corteo lungo tutto il percorso: Bonifica, Salute e Spiaggia Pubblica.
  • 14.00: Si prova a ritornare a Piazza Bagnoli per concludere il corteo in maniera pacifica, ma le forze del disordine inspiegabilmente provano a fare muro tra i manifestanti e la piazza. Fallito il tentativo di bloccare il corteo, i manifestanti raggiungono finalmente la piazza di corsa per avanzare davanti le camionette poste a blocco della strada.
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la polizia in assetto antisommossa insegue il corteo su via Nuova Bagnoli

il corteo si ricompatta e ritorna in Piazza Bagnoli

il corteo si ricompatta e ritorna in Piazza Bagnoli

All’arrivo nella piazza il corteo si scioglie per ritrovarsi tutti alle ore 16:00 in assemblea al Lido Pola per decidere sul da farsi in vista dell’imminente incontro per la firma, previsto un’ora dopo.

  • 17.00: Si arriva davanti i cancelli di Città della Scienza, parte dei dimostranti riescono ad entrare per osservare la situazione all’interno scortati costantemente dal vigile occhio di alcuni “collaboratori” di Città della Scienza. Un altro gruppo invece attende all’esterno della struttura chiedendo di poter esprimere la propria idea ed esponendo alcuni striscioni di denuncia. Da notare il cospicuo schieramento di forze dell’ordine armate di scudi, caschi e manganelli pronte a disperdere la voce del dissenso perché non si rovini la passerella istituzionale del ministro Giannini e che tutto avvenga senza alcuna voce di dissenso. All’interno come all’esterno non mancano le provocazioni di alcuni individui – dipendenti di Città della Scienza, guardiani, agenti provocatori e imprenditori della zona – ai manifestanti.
  • 18.00: Constatando l’insistenza dei manifestanti i celerini in piazza decidono di cominciare ad intimidire un po’ la folla schierandosi e provando ad avanzare verso di essa. A passo lento arrivano persino a schiacciare contro il muro i manifestanti che inermi indietreggiavano, scatenando inutili tensioni, immotivatamente, in classico stile militare.

In generale, la  partecipazione del pubblico cittadino all’iniziativa di Città della Scienza è comunque stata un flop: la Sala Newton non era riempita che per metà; la gente, quella che è arrivata durante la giornata, è tutta fuori, in giro per la struttura, o già tornata verso casa. Ad animare i padiglioni sono rimasti soltanto i lavoratori di Città della Scienza e la polizia e gli agenti della Digos, impegnati questi ultimi esclusivamente nell’inutile militarizzazione dell’itera area.

la partecipazione in sala Newton

la partecipazione in sala Newton

Dopo le 19.30 arriva la notizia: l’accordo non è stato firmato. Le motivazioni non sono chiare: Regione e Fondazione Idis accusano il sindaco e la sua amministrazione di aver fatto saltare l’accordo vincolando la ricostruzione di Città della Scienza allo sblocco dei fondi per la bonifica del litorale; il vicesindaco Sodano sostiene che è stata invece la Regione a tirarsi indietro, e che i termini dell’accordo fossero già stati stabiliti settimane prima, comprendendo la bonifica.
Il governo, per bocca del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, esprime la sua delusione; arrivano a valanga dichiarazioni di parlamentari e politici dei partiti di governo, addirittura della presidentessa della Camera Laura Boldrini, tutti preoccupati per il mancato accordo e motivati a isolare De Magistris indicandolo come il responsabile del fallimento nell’intesa programmatica. È chiaro che gli interessi “bipartisan” sul rifinanziamento sono notevoli.1959380_10203133568409505_98692760_n

L’ennesimo conflitto istituzionale, l’ennesima situazione di immobilismo, e mentre ognuno – politici, imprenditori, giornalisti – dice la sua, la parola dei cittadini – comitati e movimenti – è ridotta a tifoserie e propaganda.

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COMMENTI E TWEETS

Noi continuiamo a muoverci! (il commento di un attivista su FB)

RASSEGNA STAMPA

Come primo articolo, cominciamo dall’informazione indipendente: segnaliamo l’ottima cronaca di NapoliMonitor
Città della Scienza, accordo saltato. Cronaca di una giornata infinita

Le dichiarazioni del sindaco De Magistris…

RaiNews
Colpo di scena alla Città della Scienza: salta l’accordo fra Comune e Regione

IlDesk: il Comune pubblica il carteggio dimostrando la responsabilità della Regione nel fallimento dell’accordo (ma per noi… chi è stato è stato… #spiaggiapubblica!)
Il “carteggio” pubblicato dal Comune: c’era l’accordo sulla bonifica di Bagnoli

Le minacce di isolamento di Caldoro
Caldoro: “Il Comune non si isoli, ricostruzione e bonifica due atti separati”

Il CorrMezz
Città della Scienza, salta l’accordo

Repubblica Napoli (non si smentiscono: ancora disinformazione! Raccontano la manifestazione dei comitati come mobilitazione contro la vendita dei suoli…)
Città della scienza, salta l’accordo

Il Mattino (del gruppo Caltagirone..)
De Magistris-Caldoro, c’è l’accordo: venerdì si firma per la ricostruzione di città della scienza

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