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II Assemblea Popolare – sblocchiamo NOI Bagnoli – X Municipalità

Dopo la grandissima partecipazione alla prima assemblea popolare e ai tavoli di lavoro, secondo appuntamento per proseguire in assemblea l’organizzazione della mobilitazione e le proposte dei tavoli tematici.

APPUNTAMENTO SABATO 24 DALLE ORE 9:00
ALL’INTERNO DEL PARLAMENTO DELLA X MUNICIPALITA’
IL COMMISSARIAMENTO SARA’ POPOLARE!

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Dopo il corteo del 30 Settembre e la prima Assemblea popolare a Villa Medusa di Sabato 10, per decidere sul futuro dell’area e per mettere al centro i bisogni di chi vive la città e i territori, ogni due settimane di Sabato ci incontreremo per discutere e decidere sul nostro futuro, non staremo più a guardare aspettando che il politico o lo speculatore di turno vengano a prendere le decisioni in base ai loro bisogni.

Mettere d’avanti le necessità degli abitanti del quartiere partendo dai problemi che giorno per giorno siamo costretti ad affrontare.

Abbiamo già individuato alcuni nodi centrali da affrontare per poter iniziare la discussione e dividerci in tavoli: l’annosa questione dei trasporti legata alla gestione della sepsa, la problematica relativa alla mancanza di edifici scoalstici e di una scarsa possibilità di lavoro per gli studenti, la questione disoccupazione che tiene in scacco numerosi cittadini costringedoli ad emigrare, le problematiche legate alla movida senza controlli…

Queste sono sole alcune delle questioni che ci preme discutere ma sicuramente altre ne verranno fuori durante il dibattito.

PARTECIPA PER DECIDERE SUL FUTURO DEL TUO QUARTIERE

BASTA LAMENTARSI!
LIBERIAMO BAGNOLI!
SBLOCCHIAMO NOI BAGNOLI
DECIDIAMO NOI SUL NOSTRO TERRITORIO!

Dopo che negli ultimi mesi Renzi ha giocato sul nome del commissario, sembra essere ufficiale che la nomina verrà data a Nastasi, volto in apparenza nuovo ed estremamente pulito.

Personaggetto perfetto per chi vuole mascherare operazioni ben più contorte e pericolose, quale l’individuazione del soggetto attuatore privato che con l’articolo 33 della legge ‘Sblocca Italia’ andrà avanti con provvedimenti mirati a mettere il destino di un’area di oltre 250 ettari in mano alla speculazione edilizia, agli interessi privati dei vari Caltagirone e Fintecna e alla trasformazione del principio “chi inquina paga” in “chi inquina viene ripagato”.

Vogliamo veramente lasciare in mano al partito che attualmente sta governando l’Italia e alle stesse società e soggetti responsabili di questo disastro ancora una volta la possibilità di decidere sul futuro del nostro territorio?

Pensi davvero che siano loro a “sbloccare” Bagnoli?

Per un reale ripristino, progresso e riqualificazione delle aree ex-Italsider, cosi come l’area Ex-Nato, l’alternativa a questo disastro non può che provenire da noi, l’inversione di rotta non può che partire da chi Bagnoli la vive e la soffre.

CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE:
Bonifiche reali e sotto controllo popolare
Lavoro stabile e sicuro
Spiaggia pubblica
Servizi e spazi sociali

UN’ALTRA BAGNOLI E’ POSSIBILE
CHI HA INQUINATO DEVE PAGARE
IL COMMISSARIAMENTO SARA’ POPOLARE
BONIFICA, LAVORO, SERVIZI, SPIAGGIA, SPAZI SOCIALI

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13 giugno, ore 17: #PrendiSpazio al Lido Pola – Assemblea verso la gestione comunitaria dello spazio

Il Lido Pola era uno stabile abbandonato da circa 20 anni, lasciato al degrado strutturale, igienico-sanitario e sociale : il 17 maggio 2013 è stato occupato dal collettivo Bancarotta 2.0 per bloccarne la svendita e la privatizzazione, nonché per cominciare un percorso di riappropriazione e di recupero sociale della struttura, con interventi di riqualificazione e messa in sicurezza.

#PrendiSpazio

Questo processo di partecipazione ed auto-organizzazione dal basso ha prodotto dei progressi in fatto di smaltimento dei rifiuti, interventi di messa in sicurezza dei solai e di impermeabilizzazione del tetto, installazione di porte, finestre, servizi, attrezzature per garantire la vivibilità e l’ accessibilità della struttura a tutti.

Attraverso la realizzazione di attività sociali e politiche, artistiche e culturali (assemblee, dibattiti, concerti, esposizioni, presentazione di libri, cineforum, teatro, mostre corsi, laboratori, stage e molto altro ancora) e la partecipazione attiva di coloro che le attraversano, vogliamo dare nuova destinazione d’ uso ad uno dei tantissimi spazi abbandonati di Bagnoli, un quartiere in cui governi ed amministrazioni negli ultimi decenni hanno lasciato spazio solo ad inquinamento, speculazione economica e svendita dei beni pubblici, invece di soddisfare i bisogni e i desideri di chi lo abita.

Tale processo, nonostante l’arrivo delle solite misure repressive, è stato portato da subito all’attenzione del Comune di Napoli e dell’Agenzia del Demanio (proprietaria dello stabile) con la proposta di trovare le modalità per realizzare una gestione partecipata nonché l’auto-recupero della struttura e la bonifica delle aree circostanti dai rifiuti, a partire dal trasferimento dello stabile dalla gestione demaniale a quella comunale.

Al dialogo con le istituzioni sono, però, seguiti pochi fatti concreti: il sito è ancora da bonificare, l’acquisizione da parte del Comune di Napoli è in fase di completamento, non esiste una progettualità né un interesse politico forte nel valorizzare il percorso di partecipazione e di autorecupero costruendo le condizioni per la sua continuità. Dopo due anni di dialogo vogliamo proseguire il percorso senza aspettare, come abbiamo sempre fatto. Stavolta mettiamo al centro la gestione e la progettualità sul futuro del Lido Pola, a partire dalla partecipazione.

Nonostante la forte solidarietà dimostrata in questi anni da abitanti del quartiere e dai movimenti cittadini, sentiamo la necessità di ampliare e condividere la gestione dello spazio con tutte le persone che in questi mesi hanno attraversato, pensato, vissuto, o anche solo sbirciato quanto realizzato finora al Lido Pola: agli attivisti, alle associazioni, agli artisti, ai precari, ai lavoratori, ai disoccupati, agli insegnanti, ai ricercatori, agli studenti e a tutte le persone interessate alla gestione partecipata e comunitaria di una struttura che è una risorsa dell’intera città.

Così come avviene in tanti spazi che in questi anni sono stati occupati e restituiti alla città (l’ex asilo Filangieri, il Giardino di Materdei, Villa Medusa, il convento di S. Fede liberata, il Parchetto di Soccavo, e così via), si vuole proporre un’idea di uso lontana dalla gestione privatistica e dalla logica del profitto connessa ai bisogni e alle lotte dei territori, costruendo reti di solidarietà e mutualismo, facendo della nostra esperienza comune una concreta alternativa politica e culturale alla distruzione del welfare, dei servizi, alla chiusura degli spazi di socialità. Farsi, insomma, anticorpi contro il dilagare di fascismo, razzismo, securitarismo, individualismo, e promuovere insieme un modo diverso di vivere i territori e le relazioni.

Invitiamo tutte/i sabato 13 giugno alle 17:00 al Lido Pola per partecipare, con proposte per nuove attività o per rilanciare le iniziative che sono state realizzate al Lido Pola in questi anni, al dibattito sul percorso di costruzione di un’assemblea di gestione comunitaria.

Sostieni gli spazi sociali, sostieni il Lido Pola: #PrendiSpazio anche tu!

Bancarotta 2.0

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13 giugno, ore 17: #PrendiSpazio al Lido Pola – Assemblea verso la gestione comunitaria dello spazio

#PrendiSpazio

Il Lido Pola era uno stabile abbandonato da circa 20 anni, lasciato al degrado strutturale, igienico-sanitario e sociale : il 17 maggio 2013 è stato occupato dal collettivo Bancarotta 2.0 per bloccarne la svendita e la privatizzazione, nonché per cominciare un della struttura, con interventi di riqualificazione e messa in sicurezza.

Questo processo di partecipazione ed auto-organizzazione dal basso ha prodotto dei progressi in fatto di smaltimento dei rifiuti, interventi di messa in sicurezza dei solai e di impermeabilizzazione del tetto, installazione di porte, finestre, servizi, attrezzature per garantire la vivibilità e l’accessibilità della struttura a tutti.

Attraverso la realizzazione di attività sociali e politiche, artistiche e culturali (assemblee, dibattiti, concerti, esposizioni, presentazione di libri, cineforum, teatro, mostre corsi, laboratori, stage e molto altro ancora) e la partecipazione attiva di coloro che le attraversano, vogliamo dare nuova destinazione d’uso ad uno dei tantissimi spazi abbandonati di Bagnoli, un quartiere in cui governi ed amministrazioni negli ultimi decenni hanno lasciato spazio solo ad inquinamento, speculazione economica e svendita dei beni pubblici, invece di soddisfare i bisogni e i desideri di chi lo abita.

Tale processo, nonostante l’arrivo delle solite misure repressive, è stato portato da subito all’attenzione del Comune di Napoli e dell’Agenzia del Demanio (proprietaria dello stabile) con la proposta di trovare le modalità per realizzare una gestione partecipata nonché l’auto-recupero della struttura e la bonifica delle aree circostanti dai rifiuti, a partire dal trasferimento dello stabile dalla gestione demaniale a quella comunale.

Al dialogo con le istituzioni sono, però, seguiti pochi fatti concreti: il sito è ancora da bonificare, l’acquisizione da parte del Comune di Napoli è in fase di completamento, non esiste una progettualità né un interesse politico forte nel valorizzare il percorso di partecipazione e di autorecupero costruendo le condizioni per la sua continuità. Dopo due anni di dialogo vogliamo proseguire il percorso senza aspettare, come abbiamo sempre fatto. Stavolta mettiamo al centro la gestione e la progettualità sul futuro del Lido Pola, a partire dalla partecipazione.

Nonostante la forte solidarietà dimostrata in questi anni da abitanti del quartiere e dai movimenti cittadini, sentiamo la necessità di ampliare e condividere la gestione dello spazio con tutte le persone che in questi mesi hanno attraversato, pensato, vissuto, o anche solo sbirciato quanto realizzato finora al Lido Pola: agli attivisti, alle associazioni, agli artisti, ai precari, ai lavoratori, ai disoccupati, agli insegnanti, ai ricercatori, agli studenti e a tutte le persone interessate alla gestione partecipata e comunitaria di una struttura che è una risorsa dell’intera città.

Così come avviene in tanti spazi che in questi anni sono stati occupati e restituiti alla città (l’ex asilo Filangieri, il Giardino di Materdei, Villa Medusa, il convento di S. Fede liberata, il Parchetto di Soccavo, e così via), si vuole proporre un’idea di uso lontana dalla gestione privatistica e dalla logica del profitto, connessa ai bisogni e alle lotte dei territori, costruendo reti di solidarietà e mutualismo, facendo della nostra esperienza comune una concreta alternativa politica e culturale alla distruzione del welfare, dei servizi, alla chiusura degli spazi di socialità. Per farsi, insomma, anticorpi contro il dilagare di fascismo, razzismo, securitarismo, individualismo, e promuovere insieme un modo diverso di vivere i territori e le relazioni.

Invitiamo tutte/i sabato 13 giugno alle 17:00 al Lido Pola per partecipare, con proposte per nuove attività o per rilanciare le iniziative che sono state realizzate al Lido Pola in questi anni, al dibattito sul percorso di costruzione di un’assemblea di gestione comunitaria.

Sostieni gli spazi sociali, sostieni il Lido Pola: #PrendiSpazio anche tu!

Bancarotta 2.0

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Strappiamo il Lido Pola alla speculazione e restituiamolo alla città! Il voto in consiglio comunale…

In questo periodo verrà discussa in consiglio comunale la delibera per l’acquisizione dell’ex Lido Pola – uno stabile di proprietà demaniale abbandonato da oltre 10 anni, e ridotto per molto tempo ad una discarica abusiva, costruito sulla Spiaggia di coroglio negli anni ’50 e divenuto col tempo un punto di riferimento per la socialità del territorio e della città – e di un pacchetto di altri beni del patrimonio pubblico demaniale. Un passaggio fondamentale per bloccare i processi di svendita e speculazione su tali beni, sottrarli all’abbandono e agli abusi, ma un passaggio ancora insufficiente se non viene interpretato come la condizione per restituire effettivamente questi beni alla città, attivando processi di riprogettazione partecipata dell’uso di questi spazi che rispondano ai bisogni sociali che dai territori e dai conflitti sociali si esprimono e si sviluppano.DSC_0245
Da più di un anno il Lido Pola é oggetto di una bonifica, sociale ed ambientale, ad opera della comunità di bancarotta e degli abitanti del territorio che si oppongono alle politiche di svendita, privatizzazione e cementificazione del patrimonio pubblico e naturale dell’ area occidentale della città di Napoli.
Una bonifica “dal basso” cominciata con l’occupazione e proseguita con l’autogestione e l’autorecupero dello spazio. Un’operazione che ha incontrato non pochi ostacoli e difficoltà, e anche qualche nemico: come gli ex concessionari privati, che dopo anni di abbandono, poche ore dopo l’occupazione dello stabile, si sono ricordati di quel luogo tanto meraviglioso quanto distrutto, per rivendicarne i diritti in nome della sua messa a reddito, per conto di un contenzioso giudiziario con l’Agenzia del Demanio.
Noi come collettivo di Bancarotta 2.0 abbiamo protestato sia nei confronti del Demanio, che chiamando in causa il Comune di Napoli, affinchè si impedisse che dopo anni di abbandono e degrado – mal sopportato anche dagli abitanti del quartiere di Coroglio – la struttura finisse di nuovo nelle mani dei privati, aggiungendo un altro tassello alla privatizzazione e alla messa a profitto del litorale Coroglio-Bagnoli: uno scempio di commercializzazione selvaggia che gli abitanti hanno dovuto subire in questi anni, accanto alla mancata bonifica e al disastro delle politiche di riqualificazione dell’area post-industriale.
Abbiamo subito per questo prima minacce e intimidazioni, poi anche le denunce. E ancora oggi serpeggia, anche in ambito istituzionale, nel consiglio comunale, la volontà di bloccare questo processo sbandierando una presunta legalità vuota e arrogante, ma di fatto coprendo gli interessi della speculazione privata e dei veri “abusivi” di questa città! Lo sappiamo e non ci spaventa, anzi ci dà ancora più coraggio e determinazione nel proseguire il percorso.

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La struttura del Lido Pola, rimasta per anni fatiscente e abbandonata, oggi rivive con decine di attività – concerti, proiezioni, assemblee, laboratori, corsi, reading, spettacoli teatrali, mostre, dibattiti, cineforum – completamente autogestite, grazie alla fatica e alla determinazione di una comunità che lo anima.
Attraverso lenti ma inesorabili interventi di manutenzione questa stessa comunità procede da un anno e mezzo all’autorecupero della struttura, per restituirla pezzo dopo pezzo all’uso comunitario.

Riteniamo, oggi come all’indomani dell’occupazione, un passaggio fondamentale l’acquisizione dell’ex Lido Pola nel patrimonio pubblico da parte del Comune di Napoli per sottrarlo alla speculazione in atto e dare una risposta agli abitanti del quartiere che dia la possibilità di immaginare e praticare uno sviluppo alternativo e sostenibile delle risorse del territorio, a partire dalla bonifica dei suoli e del mare , la realizzazione della spiaggia pubblica come richiesto dal referendum cittadino promosso dal comitato una spiaggia per tutti , del grande parco urbano. Un passaggio – lo ripetiamo – fondamentale ma non sufficiente.
Per noi questa è la condizione per avviare – assieme alla comunità di Bancarotta 2.0 e del Lido Pola, agli abitanti del borgo di Coroglio, dei quartieri di Bagnoli, Fuorigrotta e Cavalleggeri, e al tessuto associativo culturale e di movimento sul territorio – una effettiva riprogettazione partecipata dello spazio e del suo uso comune, a partire dai bisogni sociali e dalle lotte che questo territorio esprime.

L’acquisizione del Lido Pola e degli altri beni demaniali rappresenterebbe quindi un primo importante risultato non solo per la nostra comunità, ma per quanti condividono un’idea di città fuori dalle logiche del profitto e della rendita, della speculazione, della cementificazione, e che vogliono contrastare il degrado, la povertà, l’emarginazione e la distruzione del welfare, con la lotta e la conquista di spazi sociali. Un processo di crescita che si nutre dei conflitti, che stanno fuori dal perimetro istituzionale, e che senza necessariamente pontificare di beni comuni e partecipazione, sperimenta qui ed ora la riappropriazione sociale di spazi e tempi di vita.

Vogliamo dunque porre l’attenzione e vigilare sull’acquisizione nel patrimonio comunale del Lido Pola e delle altre strutture e, insieme, mobilitarci per attivare percorsi di partecipazione e di lotta per restituirli alla città, attraverso modelli di riprogettazione partecipata e attraverso tutte le sperimentazioni creative e organizzate che le lotte saranno in grado di produrre in città.

Bancarotta 2.0 – Lido Pola liberato

FB (pagina): Bancarotta

FB (pagina): Bancarotta Bagnoli

TWITTER: Bancarotta Bagnoli (@banca_rotta)

EMAIL: bancarotta.bagnoli@gmail.com

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Prima assemblea del centro-sud contro lo SbloccaItalia

Prima assemblea del centro-sud contro lo SbloccaItalia @ L'Asilo

Prima assemblea del centro-sud contro lo SbloccaItalia @ L’Asilo

COMUNICATO FINALE

Ad un mese dalla mobilitazione di Bagnoli del 7 Novembre, sull’onda delle mobilitazioni di questi mesi (da Potenza alle marce contro il biocidio) si è svolta la prima partecipatissima assemblea del centro-sud contro lo SbloccaItalia.

Un primo importante momento di confronto, con centinaia di partecipanti, tra realtà, organizzazioni, coordinamenti, comitati e resistenze territoriali con l’obiettivo di costruire unitariamente una campagna contro la legge SbloccaItalia, inserita all’interno di una generale aggressione del capitale alle condizioni di vita, economiche, sociali ed ambientali.

L’articolato del decreto è una raffica di misure per la svendita del patrimonio immobiliare pubblico, la deregolamentazione degli interventi edilizi, il rilancio indiscriminato delle grandi opere inutili, l’incentivazione degli strumenti finanziari a servizio della speculazione, la promozione degli impianti per l’incenerimento dei rifiuti, commissariamenti, l’agevolazione delle trivellazioni per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, la proliferazione di gasdotti e gassificatori.

Passato con l’ennesima fiducia al Senato con l’accelerazione da parte dell’esecutivo, il governo con lo Sblocca-Italia è riuscito paradossalmente nell’intento di unire le tante vertenze territoriali.

L’esigenza di una campagna nazionale nasce non solo per includere le singole vertenze in un contenitore che le rafforzi ma anche e soprattutto a prefigurare un movimento effettivamente unitario che contrasti questo decreto nella sua interezza essendo inserito organicamente nella logica politica che ispira tutte le controriforme del governo Renzi sul lavoro, la scuola, la casa, il governo del territorio, i servizi locali: dal Jobs act alla Buona scuola, dalla legge Lupi sull’urbanistica al Piano casa.

L’assemblea esprime l’esigenza di costruire in maniera condivisa, con i tempi ed i passaggi opportuni, uno spazio di coordinamento che connetta tutte le vertenze in prospettiva di un superamento della pur positiva esperienza delle reti di mutuo soccorso.

Si valuta positivamente la proposta di una mobilitazione coordinata sui territori da realizzarsi entro fine Dicembre, possibilmente lo stesso giorno, per spingere le Regioni ad impugnare lo Sblocca-Italia di fronte alla Corte Costituzionale.

Sul piano organizzativo, e’ stata condivisa la proposta di costruire una assemblea nazionale attraverso assemblee di macro area. Il 14 dicembre si terra’ presso Pescara la assemblea delle realtà di Abruzzo, Molise e Marche. Per quanto riguarda il Sud, si e’ espressa l’esigenza di ampliare la rappresentatività dell’assemblea di oggi, lavorando ad un nuovo momento d’incontro anche con altre realtà meridionali; per tale incontro si e’ individuata la data del 18 gennaio, presso un luogo più baricentrico rispetto al sud quale la Certosa di Padula – Salerno. Attraverso questo appello ed i contatti con i comitati attivi del nord , si sollecita la convocazione di un assemblea di macro-area anche nel Nord. In modo da arrivare ad un assemblea nazionale verso la metà di Febbraio con la proposta all’ordine del giorno di una mobilitazione unitaria e nazionale contro lo Sblocca-Italia.

Ribadiamo che chi “devasta e saccheggia” è lo Stato, il quale mentre attacca le comunità che si oppongono ai processi speculativi assolve chi inquina ed uccide come nel caso del processo Eternit.

La generalizzazione delle lotte è la risposta politicamente più forte all’ondata repressiva che sta montando contro le esperienze di resistenza sui territori: dalla NoTav a Bagnoli, passando per le accuse ai NoTriv lucani, fino ai NoMuos.

Le varie iniziative che si svilupperanno sui territori già calendarizzate potrebbero condividere l’utilizzo di un unico canale comunicativo (anche attraverso hashtag in rete “No #SbloccaItalia”) che dia il senso della costruzione di un unico coordinamento inclusivo.

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Calendario delle iniziative sui territori

Sabato 13 Dicembre

Assemblea pubblica “StopBiocidio” all’Auditorium di Caivano

Manifestazione a Cagliari contro le servitù militare della Sardegna

Venerdi 19 Dicembre

Manifestazione “Difendiamo Taranto – No a Tempa Rossa” h 17:00 Zona Palamazzola

Per fine Dicembre – Manifestazione e Presidi a Pisticci ed altrove

Sabato 3 Gennaio Irpinia – Gesualdo

Manifestazione contro il Pozzo Gesualdo 1

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Prima Assemblea del Centro-Sud contro lo Sblocca-Italia

Partecipanti: Laboratorio Politico Iskra, Assise cittadina per Bagnoli, Coordinamento Studenti Flegrei, Stop Biocidio, Comitato No Inceneritore di Giugliano, Bancarotta/Lido Pola Bagnoli, Stop Tempa Rossa di Taranto, No Triv Potenza – Coordinamento Basilicata, Rap Molise, Zer081, Attac Napoli, StopTTip, Cantiere Sociale Chiaiano, Lab. Occ. Insurghencia, Coordinamento Nazionale No Triv – Sez.Basilicata, Communia Lazio, Rete Campana Salute Ambiente, Comitato Acqua Pubblica Salerno, Coord. Regionale Acqua Pubblica Campania, Rete Ambiente e Salute Salerno, PRC Salerno, Laboratorio sociale per i beni comuni – Potenza, L’altra Europa/L’altra Campania, No Triv Sannio, No Triv Irpinia, Abruzzo Social Forum, Forum abruzzese – Movimenti per l’Acqua, Coordinamento Comitati Fuochi, Usb/Ross@, Usb – Gruppo di lavoro Società Partecipate, Radio Vostok, Isde Salerno, Isde Puglia, Laboratorio Politico Kamo.

 

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Il governo ‪#‎Renzi‬ fugge da Bagnoli, i movimenti si riprendono la piazza!

Il governo ‪#‎Renzi‬ fugge da Bagnoli, i movimenti si riprendono la piazza!

Una grande assemblea popolare proprio nel cuore di Bagnoli ha rilanciato la manifestazione del 7 novembre contro lo Sblocca Italia. Studenti, disoccupati, comitati del territorio e movimenti si sono dati appuntamento in tantissimi nonostante la pioggia e alla presenza del Sindaco De Magistris che ha dichiarato: «Siccome considero quello del Presidente del Consiglio un tradimento istituzionale, se non ci sarà il ritiro della norma su Bagnoli entro l’11 novembre, che è la data di conversione, noi non ci sentiamo più vincolati formalmente a quella firma e allora come sindaco di Napoli ritiro la firma che è stata messa a Città della scienza il 14 agosto». De Magistris dunque si schiera con le ragioni della protesta e si assume l’impegno di contrastare il decreto Sblocca Italia, in quanto incostituzionale e deleterio, incassando anche le critiche dai comitati e dai cittadini per non aver saputo interpretare nella sua esperienza al governo della città le istanze e le rivendicazioni che da anni essi portano avanti.

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Nel frattempo la mobilitazione in vista del 7 novembre a Bagnoli ha assunto ormai rilevanza nazionale. Alle decine di adesioni da tutta la Campania si sommano quelle di comitati e movimenti da altre regioni, da cui ci si aspettano anche pullman e delegazioni. Questo deve aver spaventato il governo che fa sapere che la visita a Bagnoli è rinviata. Il premier Renzi non sarà dunque a Bagnoli il 7 novembre, la manifestazione invece si farà. Un dato significativo: piuttosto che “confrontarsi” con la mobilitazione dei comitati e dei movimenti sociali il governo sceglie la latitanza. Dopo le vergognose cariche agli operai AST di Terni a Roma e quelle fuori al congresso di Confindustria a Brescia, il consenso patinato di questo governo comincia a scricchiolare in tutta la sua fragilità proprio sui capisaldi dell’iniziativa legislativa: il decreto Sblocca Italia, e il Job’s Act.

I comitati ribadiscono l’appello a scendere in piazza a Bagnoli e a sostenere in tutte le città la mobilitazione contro lo Sblocca Italia, confermando che la manifestazione si farà e annunciando che il corteo punterà ad arrivare comunque a Città della Scienza, dove avrebbe dovuto tenersi la visita del governo. Dunque la manifestazione si prenderà proprio lo spazio che era riservato alla visita di Renzi. Proprio per sottolineare l’inconsistenza di questo governo e la legittima pretesa dei cittadini a essere protagonisti dello spazio pubblico anche a livello decisionale.

Intanto perfino sul versante istituzionale il Decreto Sblocca-Italia sta incontrando ostacoli: come in Basilicata anche al Consiglio Regionale della Campania si discute se impugnare o meno i provvedimenti contenuti nel decreto.
Proprio domani è prevista la votazione di un ordine del giorno a riguardo, e i comitati annunciano che si faranno vivi per evitare strumentalizzazioni e inchiodare le istituzioni regionali alle ragioni dell’opposizione sociale al decreto: non ci si accontenta dunque di un contrasto formale e di facciata.

La manifestazione di venerdì 7 novembre partirà alle ore 9.30 da Piazzale Tecchio e arriverà fino a Città della Scienza. Nel pomeriggio, alle 16.00, ci sarà poi un’assemblea conclusiva al Politecnico d’Ingegneria Federico II per rilanciare la mobilitazione nazionale contro il decreto Sblocca-Italia mettendo in rete tutte le realtà di lotta che dalla Valsusa a Niscemi passando per Bagnoli si oppongono a grandi opere inutili, trivellazioni, cementificazioni, privatizzazioni, speculazioni, all’inquinamento e alla devastazione dei territori, calate sulla testa dei cittadini in nome del profitto e del malaffare con l’obiettivo di unire le lotte ambientali con quelle sociali contro sfruttamento, disoccupazione, precarietà e licenziamenti. Non solo opposizione dunque ma una proposta politica che metta al centro temi come il lavoro, l’ambiente e la democrazia a partire dai territori.
Per questo il 7 novembre anche se Renzi rimane a casa, noi saremo comunque in piazza a Bagnoli per fermare lo Sblocca-Italia, e rilanciamo la mobilitazione già a partire dallo sciopero del prossimo 14 novembre.

Comitati, cittadini e movimenti sociali contro il decreto Sblocca Italia verso la mobilitazione del 7 novembre a ‪#‎Bagnoli‬
‪#‎7nov‬ ‪#‎NoSbloccaItalia‬

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#7nov tutti a Bagnoli / Blocchiamo lo SbloccaItalia: Renzi statt’a casa!

MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO IL DECRETO “SBLOCCA ITALIA”

IL 7 NOVEMBRE TUTTI A BAGNOLI
CONTRO IL DECRETO SBLOCCA ITALIA
CONTRO IL PD ED IL GOVERNO RENZI

CONCENTRAMENTO ORE 9:30 P.ZZALE TECCHIO
MOBILITAZIONE TUTTA LA GIORNATA…
ASSEMBLEA ORE 16:00 POLITECNICO INGEGNERIA

[web]manifestoNoSbloccaItalia_7novembreNapoli

Il 7 novembre Renzi verra’ a bagnoli per celebrare la prima applicazione di un provvedimento ultraliberista ed autoritario che devasta i territori e la democrazia!

Quel giorno bagnoli deve essere il centro per una protesta generale e nazionale che affossi questo decreto ed unifichi le lotte sociali e ambientali contro il governo renzi!

Il decreto legge 133/2014, meglio conosciuto come “Sblocca Italia”, è un violento attacco alle procedure democratiche per il governo del territorio ed al patrimonio urbanistico ed ambientale del nostro paese. Inserendosi nel solco della peggiore destra neoliberista, il governo Renzi avvia lo smantellamento delle norme che presiedono alla tutela del territorio, considerate un ostacolo al dispiegamento degli interessi del partito del cemento, dai costruttori alla finanza speculativa.

L’articolato del decreto è una raffica di misure per la svendita del patrimonio immobiliare pubblico, la deregolamentazione degli interventi edilizi, il rilancio indiscriminato delle ‘grandi opere’, l’incentivazione degli strumenti finanziari a servizio della speculazione immobiliare, la promozione degli impianti per l’incenerimento dei rifiuti, l’agevolazione delle trivellazioni per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, lo proliferazione di gasdotti e gassificatori.

Ma è soprattutto un attacco ai movimenti popolari ed ai comitati di base, sui quali il dogmatismo neoliberista vuole ribaltare le proprie responsabilità per la crisi economica e sociale. Col pretesto di superare i veti del ‘fondamentalismo ambientalista’ che bloccherebbe il paese, si vuole stroncare ogni critica di massa a questo pernicioso modello di sviluppo, ogni resistenza popolare alle politiche liberiste.

In questo museo degli orrori spicca l’articolo 33, che detta procedure straordinarie per interventi di rigenerazione urbana ed ambientale, inizialmente pensato per l’ex area industriale napoletana di Bagnoli e successivamente esteso all’intero territorio nazionale.

Con un provvedimento senza precedenti, i cittadini, le assemblee elettive locali e gli organi di controllo statali sono espropriati del diritto di pianificare il territorio di loro competenza, che viene affidato ad un commissario governativo-podestà: sarà questi, insieme ad un soggetto attuatore unico costituito da istituti finanziari, costruttori e proprietà immobiliare, a decidere i destini delle aree considerate “di interesse nazionale”.

Il programma d’intervento così congegnato derogherà a piani urbanistici e norme di tutela ambientale. Si tratta di misure apertamente anticostituzionali, pensate ad hoc per promuovere la speculazione edilizia sull’ultima grande area libera del litorale urbano di Napoli; laddove, cancellando la grande spiaggia pubblica balneabile ed il parco verde di 130 ettari previsti dagli strumenti urbanistici, si intende realizzare un mostruoso complesso portuale-residenziale-alberghiero.

Anche a Bagnoli l’obiettivo politico del decreto è annientare l’opposizione dei gruppi di base, che in questi anni hanno puntualmente denunciato le inefficienze della bonifica, arginando le ricorrenti manovre speculative e gli interessi affaristici che da tempo sabotano l’attuazione del piano urbanistico.

Dietro il governo Renzi ci sono le banche e Fintecna, la finanziaria statale proprietaria dei suoli ex IRI, che pretende di lucrarci senza pagare la bonifica. Ci sono i costruttori, Caltagirone-Cementir in testa, intenzionati a rovesciare tonnellate di cemento sull’ultimo litorale libero della città ed impadronirsi della riserva naturale di Nisida. C’è l’Idis-Città della Scienza, una greppia clientelare foraggiata con denaro pubblico, determinata a espandere i suoi tentacoli su spiaggia e parco. Proprio l’accordo per la sua ricostruzione, firmato ad agosto anche dalla giunta De Magistris (che ora piagnucola per essere stata messa nell’angolo) ha aperto le porte di Bagnoli agli squali della finanza e del mattone.

A contorno dei pesci grossi, la minutaglia locale di giornalisti asserviti, piccoli affaristi e clientele del Pd, col ruolo di corrompere ed ingannare la popolazione.
“Sblocca Italia” non produce lavoro e sviluppo ma precarietà sociale ed ambientale, devastando i territori e la democrazia, assestando un colpo pesantissimo alle condizioni di vita delle classi popolari. E’ un’operazione politica autoritaria, che testimonia la saldatura di interessi tra le centrali del potere economico-finanziario e le politiche del governo Renzi e del Pd.

Questo decreto è organicamente inserito nella logica politica che ispira tutte le controriforme in corso da tempo sul lavoro, la scuola, la casa, il governo del territorio, i servizi locali. Dal Jobs act alla Buona scuola, dalla legge Lupi sull’urbanistica al Piano casa, l’obiettivo delle corporazioni economico-finanziarie nazionali ed europee che reggono i fili del governo Renzi è uno solo: far pagare la crisi alle classi popolari, impossessandosi dei beni pubblici e stroncando ogni forma di reale opposizione dal basso.

Per questo occorre reagire con forza, il decreto va bloccato, con un’iniziativa di massa che costituisca un primo momento di ricomposizione e rilancio a livello nazionale delle vertenze settoriali e delle lotte in corso sui singoli territori.

Dobbiamo prendere parola, promuovere la mobilitazione in tutte le sedi possibili, locali, nazionali ed europee: nelle piazze, sugli organi di informazione, presso le sedi giudiziarie, nelle assemblee elettive. Ma il 7 novembre è un momento decisivo, che coinciderà con la fase di approvazione del decreto, e deve essere utilizzata per lanciare un segnale forte e chiaro al governo.
Bagnoli l’esempio lampante degli intenti speculativi sottesi allo “Sblocca Italia”.

E’ la sfida aperta che Renzi ha lanciato ai movimenti, a partire da quelli che si battono per il diritto alla città ed all’ambiente, commissariando un intero quartiere per realizzare una colossale speculazione urbanistica. Può quindi diventare il paradigma per una decisa protesta nazionale che affondi tutto l’impianto del decreto.

A BAGNOLI E SU TUTTI I NOSTRI TERRITORI
NON SERVONO COMMISSARI
MA LAVORO, AMBIENTE E DEMOCRAZIA!

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ADESIONI

Assise cittadina per Bagnoli
Laboratorio Politico Iskra
(Area Flegrea, Aversa, S.Maria C.Vetere)
Coordinamento Studenti Flegrei
Si Cobas
Coc Napoli
Comunisti per l’organizzazione di classe
Contadini di S.Laise
Bancarotta 2.0 – Lido Pola liberato
Zero81
Magnammece ‘o Pesone – campagna per il diritto all’abitare
Cantiere Sociale Quarto Mondo
Ex-Asilo Filangieri
Coordinamento studentesco casertano
Collettivo Autorganizzato Universitario
Studenti Autorganizzati Campani
Clash City Workers
Laboratorio Politico Kamo Area Nord
Mensa Occupata
Studenti Federico II
Cittadini Campani per un’altro piano dei rifiuti
Rete Campana Salute ed Ambiente
Stop Biocidio
Laboratorio Occupato Insurgencia
USB – Campania
Cobas
Comitati Acqua Pubblica
Coordinamento Irpinio No Triv
P. Carc
Coordinamento lista Tsipras Napoli
M5S Napoli
Identità Insorgenti
Coordinamento II Policlinico
Attac Napoli
Comitato Cassaintegrati e Licenziati Fiat
Collettivo Insorgenza Musica
Rete Ambiente e Salute della Provincia di Salerno
Galleri Art
Classe Operaia Nola
Comitato Cassaintegrati e Licenziati Fiat
Coordinamento ) dicembre Campania
CDUP Ingegneria
Il Salice Bianco
Rifondazione Comunista di Napoli e Nazionale
Slai cobas per il sindacato di classe Taranto Ilva
Proletari Comunisti Taranto
LINK Napoli – coordinamento universitario
Combat Roma
Combat Viterbo
Sher Khan Cerca Casa – Roma
Casp
Promakos

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